di Fabio Suvero - 15 ottobre 2019

BMW Z4 sDrive 30i: Punto di svolta

Dal tetto rigido ripiegabile alla capote in tela: un cambiamento radicale associato però a un comportamento ancora più equilibrato che rende la BMW Z4 più adatta alla guida di tutti i giorni che non all'impiego sportivo. La prova di Automobilismo

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Una volta le roadster erano auto estremamente semplici ed essenziali, concepite con il principale obiettivo di coinvolgere nella guida, anche a costo di rinunciare ad una serie di peculiarità tipiche delle auto indirizzate a una clientela sostanzialmente diversa, attratta più dalla qualità della vita di bordo che non dalle prestazioni e soprattutto dal coinvolgimento di guida. Con il passare degli anni anche le auto più sportive sono diventate sempre più fruibili, fino ad arrivare ai livelli della nuova roadster Bmw, che incarna meglio di qualsiasi precedente serie lo spirito della spider pensata anche in funzione dell’utilizzo quotidiano. Non bisogna quindi farsi influenzare dal passaggio dal sofisticato e scenografico tetto in metallo ripiegabile alla più “spartana” capote in tela, perché il comportamento stradale, il livello di confort e il nutrito elenco di assistenze elettroniche alla guida configurano la nuova Z4 come una sorta di berlina “vestita” da spider. Potrebbe forse sembrare una forzatura, ma il peso rilevato superiore ai 1.500 kg è più in linea con quello delle berline di compromesso che non con l’universo delle scoperte da gustarsi al meglio su un percorso ricco di curve. Anche se, con l’assetto adattivo fornito a richiesta e con le ruote da 19 pollici con pneumatici 2355/35 e 275/35, gli standard di tenuta laterale sono talmente elevati da stemperare in parte il brivido di avere più di 250 Cv sotto il lungo cofano anteriore.

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I giudizi sull’estetica della nuova Z4 sono abbastanza contrastanti: c’è chi apprezza la “rottura” con il classico design Bmw, fin troppo scontato e poco innovativo negli ultimi anni, ma c’è anche chi la definisce come un “collage” di soluzioni stilistiche già adottate da altri costruttori, a partire dal muso, con il taglio dei fari in stile Fiat 124 Spider e la coda con qualche sottile richiamo alla Jaguar F-Type. Giudizi soggettivi che lasciano comunque il tempo che trovano, a differenza dei numeri, che indicano un incremento di 85 mm della lunghezza, di 74 mm della larghezza e di 13 mm dell’altezza, il tutto con il risultato di dimensioni e peso che stridono abbastanza con il concetto di roadster inteso nel senso più puro del termine. Anche l’abitacolo è più da berlina sportiva che non da spider, a cominciare dal quadro strumenti, in comune con l’ultima generazione della Serie 3. La configurazione dei due strumenti principali cambia in funzione del programma di guida selezionato, ma anche a seconda delle scelte del guidatore, anche se la particolare forma del contagiri, che non passa in primo piano rispetto agli altri strumenti anche quando si seleziona il programma Sport, non sempre risulta di immediata lettura. Anche il monitor centrale del sistema di infotainment ha un look molto hi-tech ma non risulta eccessivamente complicato da gestire, essendo utilizzabile sia attraverso il sistema touch screen, sia impiegando il classico controller Bmw sul tunnel, a cui si sommano i comandi vocali, più indicati per non distrarsi alla guida. Oltre al comando per l’apertura e la chiusura del tetto, che può avvenire anche in movimento fino a 50 km/h, intorno alla leva del cambio automatico si trovano anche i tasti per selezionare i vari programmi di guida, che possono anche essere personalizzati, per esempio nel caso del settaggio Sport, intervenendo singolarmente su ammortizzatori, sterzo, motore e cambio. Per quanto riguarda ergonomia e comandi, anche il nuovo modello conferma la grande cura che coinvolge anche quelli che per alcuni potrebbero sembrare dettagli, come la forma dei paddles del cambio al volante, i sedili, abbastanza profilati ma non troppo scomodi e la pedaliera con il gas infulcrato verso il basso; la corona del volante griffato M è invece fin troppo spessa, quindi talvolta scomoda da impugnare per i guidatori con mani di taglia media. Pur trattandosi di un dettaglio secondario per una spider, il vano bagagli offre infine una buona capienza, anche se presenta una forma non molto regolare e risulta abbastanza limitato in altezza.

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Quando si approccia la nuova Z4 dal punto di vista tecnico bisogna innanzitutto dimenticare il passato, quando la sigla 30i identificava le versioni equipaggiate con il 6 cilindri in linea di 3 litri di cilindrata. Ora non è più così, dato che la 30i monta un 4 cilindri turbo di 2 litri di cilindrata. Il singolo turbocompressore con tecnologia twin-scroll ha consentito di “spingere” la potenza fino alla soglia di 258 Cv dichiarati (251,7 Cv rilevati), mentre la coppia raggiunge la bellezza di 400 Nm da 1.550 a 4.500 giri (410 Nm a 2.820 giri il responso del banco a rulli). Il motore è alimentato da un sistema di alimentazione a iniezione diretta che ora raggiunge una pressione massima di 350 bar, mentre per rispondere ai severissimi limiti imposti dalla normativa Euro 6d-TEMP sulle emissioni, si è fatto ricorso al filtro antiparticolato. Al motore è associato un cambio automatico a 8 marce Steptronic con convertitore di coppia, mentre le sospensioni a controllo elettronico MSport e il differenziale sportivo M montate sull’esemplare in prova sono offerte a richiesta con un supplemento rispettivamente di 620 e 1.340 euro. Di serie invece per l’allestimento M l’impianto frenante con dischi in acciaio e campane separate in alluminio assistito da pinze anteriori e 4 pistoncini. Riviste anche le sospensioni, non tanto per quanto riguarda l’avantreno con schema a doppi snodi, ma soprattutto per il nuovo retrotreno a cinque bracci che debutta proprio sulla roadster Bmw. Una vettura molto curata anche sul fronte della sicurezza, con una serie di dispositivi standard, tra cui spiccano l’avviso del rischio di collisione, quello per prevenire l’investimento di un pedone associato alla funzione City Braking e il sistema di Lane Departure Warning per scongiurare il cambio involontario di corsia.

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Il primo aspetto che colpisce durante i primi chilometri al volante della spider tedesca è la spinta del motore fin dai regimi più bassi, del resto il responso del banco a rulli è inequivocabile: 410 Nm di coppia massima erogati a 2.800 giri, ma soprattutto un grafico che sale in modo molto rapido e resta sopra i 360 Nm fino a quasi 5.000 giri. Tradotto in pratica, significa godere di una spinta molto intensa ai medi regimi che non invoglia più di tanto a esplorare la parte alta del contagiri, anche se rispetto ad altri motori sovralimentati, il 4 cilindri Bmw mostra una discreta capacità di allungo, quantificata in quasi 7.000 giri. Al motore è accoppiato un ottimo cambio automatico a 8 marce che, nonostante sia abbastanza convenzionale per la presenza del classico convertitore di coppia, non disdegna affatto l’impiego più sportivo, con risposte molto puntali sia in salita di marcia sia in scalata, e una gestione elettronica che non effettua la scalata automatica quando si affonda il gas dopo averlo impostato in manuale e il passaggio al rapporto superiore prima dell’intervento del limitatore. A tutto ciò si somma un funzionamento molto dolce, quasi vellutato, in automatico che assicura una guida quotidiana molto fluida e confortevole. Altrettanto efficace l’impianto frenante M, garante di spazi di arresto molto brevi a tutte le andature, ma piuttosto ostico da modulare alle basse velocità a causa di un servofreno talmente invadente da obbligare a sfiorare appena il pedale nella marcia in città. L’apporto del servosterzo è invece variabile a seconda del programma di guida selezionato, anche se tende sempre al rigido in controtendenza con l’orientamento di gran parte delle Case automobilistiche, Audi e Mercedes in primis.

Le risposte sono comunque sempre molto progressive e precise, anche se quanto a feeling alcune concorrenti offrono qualcosa in più, facendo sentire più connesso il guidatore con l’avantreno. La Z4 non si colloca infatti tra le spider più coinvolgenti del segmento, pur assicurando una tenuta di strada eccellente associata a reazioni progressive e prevedibili anche nell’uso più intenso. Valutazioni relative comunque all’esemplare in prova, equipaggiato con una serie di optional tecnici, tra cui il differenziale sportivo M, ma soprattutto gli pneumatici da 19 pollici talmente larghi da non consentire quelle divagazioni che in genere rendono più piacevole la guida di una vettura concepita più per divertire su strada che non per marcare il best lap in pista. A proposito di prestazioni, i dati di accelerazione e ripresa sono gli indici più chiari della sportività della Z4 (da 0 a 100 km/h in 5,582 secondi effettivi), perché per altri aspetti la nuova nata ha seguito la direzione del confort e della fruibilità, come sottolineano un isolamento acustico di tutto rispetto per una spider equipaggiata con il tetto in tela e una sensazione di isolamento dall’esterno che, pur esaltando in confort, costituisce un filtro con la strada non molto apprezzato da chi predilige le sensazioni di guida. Anche la scelta di diffondere un sound artificiale attraverso gli altoparlanti dell’impianto audio non sarà sicuramente apprezzata dai puristi, al pari di una serie di ausili alla guida talvolta fin troppo invasivi, soprattutto per quanto riguarda il dispositivo di mantenimento della corsia che interviene con correzioni molto brusche sul piccolo volante a tre razze.

La crescita delle dimensioni esterne, unita all’aggiunta di una serie di contenuti per amplificare sicurezza e fruibilità, hanno fatto crescere il peso della nuova roadster Bmw fino alla soglia dei 1.500 kg effettivi (con il pieno di carburante), un dato che, come peraltro già anticipato, si riflette in parte nelle qualità di guida ma che penalizza anche i consumi, in particolare per quanto riguarda la marcia urbana, dove anche un uso accorto del pedale del gas, associato al continuo intervento del sistema start/stop, non consente di superare la percorrenza di 9,4 km/litro. Per contro, la grande cura riposta nei confronti dell’aerodinamica, sommata alla rapportatura molto lunga dell’ottava marcia, è garante di consumi autostradali difficili da riscontrare su altre vetture capaci di tali prestazioni, come conferma puntualmente la percorrenza autostradale che sfiora addirittura i 15 km/litro.

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PERCHÉ CI PIACE

Potrà piacere o meno, ma il nuovo aspetto estetico della spider Bmw segna un deciso cambio di direzione che sottolinea la volontà della Casa tedesca di attrarre un sempre maggior numero di clienti. Anche alla luce della maggior fruibilità del nuovo modello.

PERCHÉ NON CI PIACE

Con il passare degli anni la Z4 si è "imborghesita", migliorando in termini di prestazioni complessive, ma diventando anche un po' meno coinvolgente nella guida. Peccato anche per il peso, che ora raggiunge 1.526 kg in ordine di marcia e con il pieno di benzina.

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