a cura di Redazione Automobilismo - 06 ottobre 2018

BMW, Mercedes, Porsche e VW: blocco vendite di ibride plug-in?

Questa volta ad essere colpiti dal nuovo ciclo WLTP sarebbero le vetture ibride plug-in dei Marchi premium tedeschi.

Il nuovo test di omologazione WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure), nettamente più severo, realistico e veritiero del precedente test NEDC (New European Driving Cycle), sta causando non pochi grattacapi a tutti i costruttori di automobili.

Ritardi e maggiori spese

L’introduzione di questo più severo ciclo di omologazione ha, infatti, innescato inevitabilmente alcuni ritardi, complicazioni e maggiori spese per tutti i Brand automobilistici che hanno dovuto far fronte a un numero a dir poco immane di immatricolazioni, tanto delle vetture di nuova produzione quanto di quelle già a listino, prodotte negli ultimi mesi e pronte per essere vendute. Come se non bastasse, il nuovo ciclo ha scatenato anche una vera e propria corsa ai ripari da parte delle Case automobilistiche che si sono ritrovate a dover far fronte ad auto non più capaci di garantire i valori di consumi ed emissioni fino a quel momento pubblicizzati ma con valori nettamente più elevati. Questa situazione potrebbe comportare una grossa spesa per tutti quei costruttori che dal 2021 non dovessero essere in grado di rispettare il nuovo limite per le emissioni di anidride carbonica CO2, stabilito dall’Unione Europea e fissato a 95 g/km, innescando vere e proprie sanzioni pari a 95 euro per ogni grammo di CO2 eccedente dai 95 grammi stabiliti e questo per ogni auto venduta.

Questione di autonomia in elettrico

Ora però la situazione sembrerebbe complicarsi ulteriormente. Si perché questa volta a essere travolti dal nuovo e restrittivo test sarebbero le vetture ibride plug-in e nella fattispecie quelle dei Brand premium tedeschi con Volkswagen, Mercedes, Porsche e BMW che avrebbero deciso di sospendere le vendite europee della propria gamma ibrida plug-in in attesa di trovare una soluzione al problema. Per colpa del nuovo test, infatti, le vetture ibride plug-in si troverebbero a registrare minori autonomie chilometriche in modalità elettrica (batteria) e maggiori consumi ed emissioni di CO2 nel ciclo combinato (termico + elettrico). Valori che purtroppo supererebbero la fatidica soglia dei 50 g/km cioè quel valore limite che permette ai Costruttori di beneficiare di agevolazioni fiscali in alcuni Paesi dell’Unione Europea.

Batterie più grosse

Le Case quindi starebbero correndo ai ripari per scongiurare questa ipotesi ed evitare di dover pagare ingenti somme nel 2021 a causa dello sforamento dei limiti imposti dalla comunità europea. Purtroppo per le ibride l’unica soluzione attualmente adottabile è quella di aumentare la capacità dei pacchi batterie così da consentire a queste vetture ibride plug-in di poter percorrere quanti più chilometri possibili nella sola modalità elettrica. Una soluzione che dall’altro lato della medaglia non solo comporterebbe accumulatori di maggiori dimensioni e peso ma anche una completa riprogettazione della vettura per consentirne un perfetto alloggiamento con conseguenti maggiori costi e ritardi nelle consegne.

Quasi nessuna esclusa

La Casa di Wolfsburg avrebbe quindi deciso di bloccare le vendite sia di Passat GTE che di Golf GTE fino almeno a luglio 2019, momento nel quale dovrebbe arrivare un aggiornamento per entrambe le vetture. La Casa di Stoccarda, dal canto suo, dopo aver completamente abbandonato il motore a gasolio ora avrebbe sospeso la vendita di Panamera 4 E-Hybrid, Panamera Turbo S E-Hybrid e Cayenne E-Hybrid fino a data da destinarsi. La Casa di Stoccarda, invece, per ora sarebbe esente da problematiche, non avendo al momento in gamma auto ibride plug-in, ma prossimamente debutteranno le nuove Classe E e Classe S hybrid (EQ Power ed EQ Boost), vetture che potrebbero anch’esse ricadere in questa problematica. La Casa dell’Elica, infine, sarebbe all’opera per aggiornare quanto prima la sua intera gamma di vetture ibride plug-in così da rientrare nei fatidici limiti. Tra queste vetture citiamo la nuova 530e, che sarebbe già conforme, la 235xe Active Tourer, che sforerebbe di pochissimo il limite, e la nuova X5 che, invece, sarebbe stata rimandata al 2019 per aggiornarne l’autonomia in modalità elettrica.

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