a cura di Redazione Automobilismo - 20 giugno 2018

Bmw M5: estrema

E’ probabilmente l’unica berlina sportiva al mondo ad assicurare eleganza di linea, confort, prestazioni e piacere di guida al massimo livello. Il motore a 6 cilindri in linea di cilindrata maggiorata rispetto alla serie precedente ha un’erogazione molto fluida ai bassi regimi e diventa grintosissimo quando si chiede tutto ai 340 CV di cui dispone. Rivisto anche l’assetto, a gestione totalmente elettronica.
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    Tratto da Automobilismo di settembre 1992
    Fino a che punto si può migliorare una propria opera? Alla Motorsport, il reparto elaborazioni della Bmw, sono dei veri e propri specialisti nella maniacale tendenza di “migliorare il meglio” di una loro creatura, enfatizzandone i pregi e minimizzandone i difetti. Si spiega anche così la decisione di dare vita, dopo soli quattro anni dalla prima versione, a una seconda serie della M5, un’auto che senza mezzi termini è stata definita da più parti come la migliore berlina sportiva esistente al mondo.

    Cuore pulsante

    I tecnici della Casa tedesca hanno dunque perfezionato la meccanica, concentrando molti sforzi sul motore, non solo per ottenere migliori prestazioni in assoluto, ma anche per ottimizzare il confort, la qualità dell’affidabilità e la riduzione dei gas inquinanti. Il motore è stato portato a 3,8 litri ed è stato rivisto in parecchi dettagli, sia a livello di distribuzione sia nell’alimentazione. L’erogazione di potenza e coppia è regolarissima e al banco abbiamo letto ben 337,2 CV a 6850 giri/min. L’aumento della cubatura del propulsore 6 cilindri in linea contribuisce in modo determinante a far si che non sia un problema per questa M5 seconda serie procedere in quinta con un filo di gas a 50-60 km/h, scattando con decisione non appena si affonda il piede sull’acceleratore. A questo punto verrà logico pensare che un tale livello di prestazioni si paghi pesantemente in termine di consumi. Anche sotto questo profilo la M5 seconda serie si può definire una piacevole sorpresa: se la si conduce normalmente, dimenticandosi dei 340 CV sotto il cofano, nel rispetto delle velocità da codice, i 10 km/l (e anche qualcosa in più) sono un obiettivo facilmente raggiungibile, mentre se si chiede tutto insistendo con le marce si raggiunge quel valore di 5 km/l denunciato ufficialmente dalla casa nel cosiddetto “ciclo urbano”.

    Dottor Jekyll mister Hyde

    L’autotelaio propone le sospensioni a controllo elettronico, con ammortizzatori anteriori oleopneumatici bitubo e posteriori con sistema autolivellante idropneumatico di tipo monotubo. Il risultato è un’auto dalla doppia personalità, elastica nel traffico urbano ed estrema nelle prestazioni quando si chiede tutto al motore, al cambio, all’assetto e all’impianto frenante, ovviamente sovradimensionato a fronte di una meccanica di razza come questa. Dinamicamente la nuova M5 entusiasma: l’equilibrato assetto, a controllo elettronico, e le performance del sei cilindri concorrono a rendere la guida veloce e relativamente facile anche per coloro che non hanno mai dovuto gestire 340 CV. I limiti di tenuta sono talmente elevati che in realtà anche impegnandosi a fondo, al massimo si ottiene qualche sovrasterzo di potenza, peraltro facilmente controllabile grazie alla progressività con cui la vettura manifesta questo fenomeno. L’eccellente motricità a tutti i regimi si fonda su un differenziale autobloccante al 25%, operante al retrotreno e che contribuisce a una gestione ottimale della coppia motrice. Nonostante le dimensioni del corpo vettura, la maneggevolezza è di ottimo livello. Il carattere della M5 consente anche un utilizzo turistico ad ampio raggio. La ricerca del compromesso tra berlina e sportiva viene semmai pagata, in misura minima, dallo sterzo che risulta un po' leggero quando si devono operare delle piccole correzioni nella marcia in rettilineo. Ciò comunque non incide assolutamente sulla controllabilità della vettura, anche alle velocità più elevate.

    Quanto a frizione e cambio, la prima è relativamente morbida e ben modulabile, mentre il secondo ha una leva caratterizzata da corse brevi e decise, ma richiede soltanto un minimo di assuefazione per quanto riguarda la disposizione delle marce, con la prima in basso a sinistra e la retromarcia dove è solitamente la prima. Il cambio, comunque, è una delle poche componenti rimaste immutate rispetto alla versione precedente: è un cinque marce prodotto dallo specialista Getrag. I freni, con dischi autoventilati di notevoli dimensioni e ABS, sono adeguati ad una berlina di 1.800 kg come questa e non danno segni ne di affaticamento ne di fading. Nelle staccate al limite, la M5 si intraversa leggermente, proprio come desidera il conducente, e l’intervento dell’ABS avviene solo quando si presenta il rischio di un testacoda, provvedendo a riallineare dolcemente il corpo vettura. L’elettronica recita un ruolo preponderante anche per quanto riguarda l’assetto, gestito automaticamente da una centralina a lui dedicata e che si adegua fulmineamente allo stile di guida adottato dal conducente; essa sente il carico a cui è soggetto ogni asse e ogni ammortizzatore, riducendo rollio e beccheggio a tutto beneficio del comfort.

    Comunque elegante

    Bisogna dar atto alla Bmw di aver realizzato una versione sportiva per nulla esasperata, con soluzioni di carrozzeria discrete. Praticamente solo i cerchioni “tradiscono” la M5 dalle altre Serie 5 e la vettura, dunque, potrà piacere anche a chi ama le berline da grandi viaggi. Qui i tecnici della Motorsport hanno saggiamente optato per alcuni ritocchi qua e la, evitando eccessi che avrebbe influito negativamente sull’immagine globale. Troviamo uno scudo paraurti dalla linea più marcata, cerchi in lega di nuovo disegno e bandelle sottoporta in tinta. Lo stile del frontale è una delle parti estetiche meglio riuscite della Bmw M5, è inconfondibile e sprigiona una corretta dose di sportività senza cadere nell’eccesso. Ottimo lo studio aerodinamico con un Cx dichiarato di appena 0,32.

    Punta al comfort

    I particolari degli interni rivelano a colpo d’occhio un eccellente livello di finizione e l’uso di materiali pregevoli come la pelle che ricopre sedili e divani. I primi hanno regolazione elettrica e un’adeguata tenuta laterale del corpo, il secondo può essere a due o tre posti. La piacevole sensazione di un elevato comfort a tutte le andature viene anche dalla notevole insonorizzazione del propulsore e del rumore generato dai fruscii e dal rotolamento stesso degli pneumatici. La M5 viene consegnata di serie con tutte le dotazioni di sicurezza prevedibili su una vettura sportiva così eccezionale, ma che è al tempo stesso una berlina di classe alta. Il mix vincente è tecnologia, eleganza e raffinatezza. Cerchi in lega compositi, ABS, airbag, servoassistenze elettriche ed idrauliche sono necessariamente di serie sulla M5, così come l’ottimo impianto di climatizzazione.

    Che mezzo!!!

    Le prestazioni costituiscono sicuramente il plus vincente della M5, una vettura di qualità elevatissima capace di offrire confort e abitabilità e un’immagine sicura, raffinata ed elegante. E’ una berlina utilizzabile sulla strada di tutti i giorni, ma che può anche scendere in pista tenendo testa alle GT più potenti del mercato. La M5 costa,chiavi in mano, 128.000.000 lire, una quotazione elevata in assoluto, ma complessivamente proporzionata all’esclusività della meccanica, alle dotazioni di sicurezza e alla classe della vettura.

    Tratto da Automobilismo di settembre 1992

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