a cura di Redazione Automobilismo - 02 ottobre 2018

Blocchi del traffico: tutti i divieti regione per regione

Un’infinità di nuove normative, diverse da regione a regione e da città a città, che mandano l’automobilista medio in confuzione. Cerchiamo di fare chiarezza su questi in teoria utili blocchi alla circolazione.
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    Ed eccoci qua alle porte dell’autunno con le regioni e le amministrazioni comunali che, come ogni anno in questo periodo, iniziano a fare a gara per il varo di sempre più severe e stringenti normative, volte a ridurre l’inquinamento atmosferico attraverso la limitazione della circolazione per le auto più inquinanti. Si tratta dopo tutto di una richiesta che arriva direttamente dall’Unione Europea, la quale ha imposto ai Paesi membri di limitare l'esposizione dei cittadini alle polveri sottili (PM10) ad un massimo di concentrazione annua di 40 μg/m3 e di quella giornaliera di 50 μg/m3 e di non poter sforare questo limite giornaliero per più di 35 volte all’anno.

    Discussa utilità

    Peccato però che la maggior parte delle volte i provvedimenti, intrapresi dai sindaci o dalle stesse amministrazioni comunali, provinciali o regionali, si sono rivelati inutili e inefficaci e molto più simili a delle vere e proprie “facciate perbeniste” cioè delle mere e semplici azioni di propaganda elettorale che invece di sortire un effetto positivo sull’ambiente e sulla nostra salute non hanno fatto altro che produrre effetti negativi con numerosi disagi e perdite economiche per i cittadini e per i lavoratori. Cerchiamo però di capire meglio come destreggiarsi all’interno di questa miriade di normative e blocchi, limitazioni tutte diverse da regione a regione e da comune a comune che sempre più spesso confondono le idee all’automobilista e lo traggono in trappola, facendogli pagare multe salate al grido di “salviamo l’ambiente e preoccupiamoci della nostra salute e dell’aria che respiriamo”.

    In linea generale

    In linea generale dal 1 ottobre scorso fino al 31 marzo 2019 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna non sarà consentito circolare ai veicoli benzina Euro 0 e ai veicoli diesel Euro 1, Euro 2, Euro 3 e nella sola Emilia Romagna anche Euro 4. Il divieto vale però per i centri urbani delle località con oltre 30.000 abitanti, le cui amministrazioni locali abbiano varato la necessaria delibera con il relativo regolamento. Molti comuni, infatti, non hanno ancora preso provvedimenti oppure li hanno semplicemente rimandati a data da destinarsi come buona parte di quelli piemontesi. Va poi tenuto presente che le regole non sono uguali in tutte le regioni ma cambiano le modalità di applicazione della norma generale. Basti pesare che in Lombardia il blocco è sempre valido nella fascia oraria 7:30-19:30 dal lunedì al venerdì per tutte le vetture diesel inferiori a Euro 3 (compresi) e benzina inferiori a Euro 2 (compresi). In Veneto il blocco è sempre valido nella fascia oraria 8:30-18:30 dal lunedì al venerdì e riguarda i diesel inferiori all’Euro 3 (compresi) e i benzina inferiori all’Euro 1 (compresi). In Emilia Romagna il blocco è sempre valido nella fascia oraria 8:30-18:30 dal lunedì al venerdì più la prima domenica del mese e interessa i diesel inferiori all’Euro 4 (compresi) e i benzina inferiori all’Euro 1 (compresi). Vediamo ora però la situazione nei comuni di maggiore importanza.

    Milano e Torino

    A Milano rimarrà in vigore l’Area C che, oltre alle vetture già interessate fino a questo momento, aggiungerà dal 1 gennaio 2019 anche le diesel Euro 4 prive di filtro antiparticolato. A questa dal 21 gennaio 2019 si aggiungerà la nuova Area B che bloccherà l’accesso e la circolazione sul 72% del territorio comunale alle vetture a benzina Euro 0 e alle diesel Euro 0,1,2 e 3 senza Fap. Dal 1 ottobre 2019 ulteriore giro di vite con stop totale anche alle diesel Euro 4 senza Fap. A Torino, per ora unica città piemontese a dare via ai blocchi, dallo scorso 1 ottobre tutte le auto non catalizzate non potranno più circolare per tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24. Sempre per tutto l’anno ma dalle 8 alle 19 non potranno inoltre circolare i veicoli diesel Euro 1 e 2 mentre dal 1 ottobre al 31 marzo sempre negli stessi orari si fermeranno anche i diesel Euro 3. Se però lo sforamento dei 50 μg/m3 dovesse superare i 4 giorni consecutivi allora il blocco si estenderebbe anche ai diesel Euro 4 con differenti orari: per il trasporto persone dalle 8 alle 19, trasporto merci dalle 8.30 alle 14 e dalle 16 alle 19. Se lo sforamento dovesse raggiungere i 10 giorni consecutivi allora ulteriore giro di vite con blocco totale delle diesel Euro 5 e benzina Euro 1 sempre dalle 8 alle 19.

    Roma e Napoli

    Per la Capitale è la vaglio una “Congestion Charge” cioè una sorta di Area C milanese dell’estensione di circa 29 chilometri quadrati che porterebbe a un netto taglio degli accessi e della circolazione alle vetture più inquinanti. Intanto si attendono le nuove disposizioni per la circolazione e i blocchi al traffico in Campidoglio che nel recente passato aveva persino bloccato le più recenti diesel Euro 6. A Napoli, invece, il blocco alla circolazione interesserà unicamente le comuni arterie dell’intero territorio nazionale ma non autostrade e raccordi autostradali. Inoltre il blocco, che avrà validità dal 1 ottobre al 31 marzo, sarà attivo solamente nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30 (festivi e prefestivi esclusi). Escluse dal blocco tutte le vetture dall’Euro 4 in su e le vetture a metano o Gpl.

    Bologna

    Il capoluogo dell’Emilia Romagna fermerà dal 1 ottobre al 31 marzo tutti i diesel inferiori all’Euro 4 (compresi) e tutti i benzina inferiori all’Euro 1 (compresi) nelle giornate dal lunedì al venerdì e negli orari dalle 8.30 alle 18.30. Ma Bologna bloccherà totalmente anche gli accessi e la circolazione alle vetture con motore endotermico per una domenica al mese dalle 9 alle 18 nei mesi da ottobre a marzo. Durante queste giornate potranno circolare unicamente le vetture elettriche, ferme, invece, le ibride o quelle alimentate a metano o Gpl.

    Strambe eccezioni

    Vi sono comunque per fortuna alcune esenzioni che se da un lato aiutano e rendono più semplice la vita ai diretti interessati, dall’altro rendono più ingarbugliato il lavoro di controllo da parte delle forze dell’ordine e più complicata da capire la normativa per tutti gli altri cittadini. In generale, medici, veterinari, donatori di sangue, pazienti sottoposti a terapie, commercianti all'ingrosso, arbitri, atleti e portatori di handicap e i lavoratori, che devono prendere servizio in orari in cui non ci sono mezzi pubblici, sono esentati dal rispettare la legge. Stesso discorso se il veicolo ospita almeno tre persone a bordo (carpooling) oppure per alcuni casi particolari come a Verona gli automobilisti di oltre 70 anni di età oppure quelli che hanno un reddito inferiore 16.700 euro. Fatto sta che, divieti o meno, esentati o meno, per chi infrange la legge scatta la sanzione amministrativa che va da 163 fino a 658 euro. Occhio però che con la recidiva nel biennio, anche in due comuni diversi, scatta la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.

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