a cura di Redazione Automobilismo - 21 ottobre 2019

Auto elettriche: standard per le prese di ricarica

Tre gli standard disponibili tra i più moderni e innovativi veicoli a batteria: l’europeo CCS, il giapponese CHAdeMO e il proprietario di Tesla.

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Quando si acquista una moderna vettura elettrica ci si informa normalmente sui costi, sulla capacità della batteria, sull’autonomia minima garantita e sulle tempistiche di ricarica dalle singole tipologie di colonnine di ricarica. Quello che però molti di voi forse non sanno è che, oltre ad esistere diversi standard di ricarica dal punto di vista della semplice velocità di ricarica, ne esistono altrettanti dal punto di vista della presa utilizzata per collegare la vostra vettura alla colonnina di ricarica. Prendendo in considerazione unicamente le colonnine più moderne di ricarica rapida in corrente continua (DC), la varietà scende a “soli” 3 diversi standard che è possibile trovare sulle nostre strade: l’europeo CCS Combo 2, il giapponese CHAdeMO e il proprietario di Tesla. E’ quindi cosa buona sapere la propria auto o quella che si andrà ad acquistare quale standard utilizza, riconoscere la tipologia di presa fin dal primo guardo e sapere quale sono le differenze tra questi tre ugualmente funzionali standard di ricarica rapida.

In prima istanza va detto che con questi sistemi il caricabatterie è nella colonnina e non a bordo della vettura o nel cavo di ricarica. Inoltre, la corrente alternata del sistema distributivo viene trasformata in corrente continua a 400V direttamente dalla colonnina di ricarica rapida. Detto questo passiamo ai 3 standard di ricarica. Il primo a comparire è stato il CHAdeMO che è lo standard voluto dalle Case giapponesi che sono state le prime a avviare lo sviluppo della mobilità elettrica nel 2010. Promosso in particolare da Toyota, Nissan, Mitsubishi e Subaru in collaborazione con la Tokyo Electric Power Company, questo sistema è nato inizialmente per supportare ricariche rapide a 50 kW (500V, 125 A) in corrente continua ma si è poi evoluto per reggere anche potenze superiori fino agli attuali livelli di 100, 150 e 400 kW. Il connettore è caratterizzato da quattro poli per la ricarica veloce. Solitamente le auto che ricaricano in DC hanno anche un connettore per la ricarica lenta in corrente alternata che affianca quello principale mentre in caso di ricarica rapida in DC il cavo è sempre fissato alla stazione di ricarica dato che l'alta tensione rappresenta un pericolo molto maggiore.

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Il secondo connettore è quello europeo CCS Combo 2. Denominato per l’appunto Combinend Charging System, consente con un'unica presa sia la ricarica rapida in corrente continua DC che la ricarica in corrente alternata AC, integrando la ricarica rapida e quella lenta in un unico connettore. Entrato sul mercato nel 2013, è ad oggi utilizzato dai principali costruttori del Vecchio Continente e a seconda dei casi è in grado di garantire fino a 43 kW di potenza in AC oppure fino a 350 kW in DC anche se alle attuali colonnine la potenza normalmente erogata in DC è di 50 kW. La terza tipologia è quella di proprietà di Tesla che ha preferito sviluppare una propria tecnologia di ricarica denominata Supercharger. Questo particolare sistema in corrente continua DC si avvale di una presa di ricarica di Tipo 2 e può funzionare anche in corrente alternata AC. Per questo motivo permette di sfruttare un po' tutte le tipologie di colonnine ad oggi presenti sul territorio e garantisce ricariche lente quanto veloci con potenze anche di 50, 120, 150 e 250 kW.

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