a cura di Redazione Automobilismo - 11 marzo 2019

Auto elettriche: come produco l'energia elettrica per le batterie?

In un mondo ancora legato agli idrocarburi, le fonti rinnovabili stanno giocando un ruolo sempre più rilevante ma non ancora sufficiente. Ne sono un esempio le vetture a batterie che ancor'oggi vengono ricaricate con fonti non totalmente pulite.
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L'energia elettrica, così importante per noi, non è purtroppo un'energia primaria perché non è presente in natura, non è reperibile ma va continuamente prodotta, sfruttando altre fonti. Diversi sono però i modi con cui si può produrre questa energia. Si va dai biocombustibili tradizionali, quelli derivanti dalla lavorazione di biomasse come grano, mais o canna da zucchero, al carbone, al petrolio e al gas naturale. Oppure ci si affida al nucleare, all'idroelettrico, al fotovoltaico, al termico e all'eolico.

In passato

In Italia per esempio la produzione di energia elettrica fino a qualche anno fa avveniva in buona parte a partire dall'utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili (i combustibili fossili quali gas naturale, carbone e petrolio in gran parte importati dall'estero) e in misura sempre più rilevante specie negli ultimi anni a partire da fonti rinnovabili (come lo sfruttamento dell'energia geotermica, dell'energia idroelettrica, dell'energia eolica, delle biomasse e dell'energia solare). Mentre una quota parte, seppur modesta (circa il 15%), del nostro fabbisogno elettrico viene tutt'oggi soddisfatto con l'acquisto di energia elettrica dall'estero, trasportata nel paese attraverso l'utilizzo di elettrodotti e diffusa tramite la rete di trasmissione e la rete di distribuzione elettrica.

Al giorno d'oggi

Secondo però i dati diffusi da Terna nel "Rapporto mensile sul Sistema Elettrico" italiano nel mese di giugno 2018 il 51% della produzione di energia elettrica richiesta in Italia è stata prodotta da fonti rinnovabili con un aumento della produzione eolica (+54,2%) e della produzione idrica (+29,4%) e una flessione della produzione fotovoltaica (-2,2%) rispetto all’anno precedente. Un risultato niente male che riconferma nuovamente la media degli ultimi anni che ha visto l'Italia mettersi al secondo posto in Europa, subito dietro alla Germania, con una produzione media di energia proveniente per il 45% da fonti come idroelettrico, geotermico, eolico e solare e per il restante 55% da fonti legate al gas naturale (40%), carbone (10%) e derivati petroliferi (5%).

Occhio non vede, cuore non duole

Capite bene quindi come, nonostante gli ottimi miglioramenti ottenuti fin'ora e le fiorenti previsioni per il futuro che vendono un nuovo aumento della produzione da fonti rinnovabili come l'eolico e il solare, ancor'oggi più del 50% della energia che noi produciamo arriva da fonti energetiche non rinnovabili (combustibili fossili). Energia che poi noi utilizziamo per ricaricare le batterie delle nostre auto elettriche, quelle stesse vetture che vengono definite a zero emissioni. Con questo non vogliamo dire che il passaggio all'elettrico non sia una buona cosa ma che non sia sicuramente la cura a tutti i mali e che forse, almeno finché non si avrà una produzione 100% da fonti rinnovabili, queste vetture dovrebbero essere definite a zero emissioni LOCALI, precisando che l'inquinamento non si sta eliminando ma al massimo riducendo e delocalizzando.

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