a cura di Redazione Automobilismo - 20 novembre 2019

Auto elettriche: come dimezzo i tempi di ricarica?

Batterie realizzate con scatole trasparenti permetterebbero il contatto diretto tra luce solare e ossido di litio, velocizzando il processo di ricarica.

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Stando a uno studio condotto dal DOE, l’Ufficio per l’Efficienza Energetica e le Fonti Rinnovabili americano, assieme all’americano Argonne National Laboratory e sulla falsariga di un team di ricerca dell’Università della Pennsylvania, in futuro potremmo avere a che fare con batterie con la capacità di ricaricarsi in tempistiche relativamente brevi, all’incirca dimezzate rispetto a quelle attuali. Dopotutto, assieme ai costi iniziali elevati e alla scarsa autonomia chilometrica, quello delle tempistiche di ricarica è un altro fattore molto importane nelle vetture elettriche che ne sta impendendo una rapida e ampia diffusione a livello nazionale. Le lunghe tempistiche di ricarica e la scarsità dei punti nel quale poter effettuare la ricarica rendono, infatti, i papabili clienti ancora molto scettici verso questa mobilità “a zero emissioni”.

Dopo quindi lo studio portato avanti dall’Università della Pennsylvania che propone un sistema per il riscaldamento e il raffreddamento del pacco batterie in grado di consentire una ricarica nettamente più rapida senza che questo possa danneggiare la stessa batteria, ecco che il Argonne National Laboratory americano è riuscito a elaborare un nuovo sistema in grado di ridurre notevolmente i tempi necessari a ricaricare la propria vettura elettrica. Sarebbe tutto una questione di luce. Inserendo gli accumulatori all’interno di una scatola trasparente anziché in una scatola scura, porterebbe l’ossido di litio manganese al contatto diretto con la luce solare. Interazione che promuoverebbe il litio ad un emissioni più rapida degli ioni necessari alla ricarica.

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Un terzo modo potrebbe essere quello paventato dalla University of Glasgow che propone di utilizzare come elettrolita uno liquido "caricato" di energia e sostituibile, che renderebbe il rifornimento molto simile a quello a cui siamo abituati con i combustibili tradizionali, soprattutto nei tempi. Vi sarebbe però la controindicazione che allo stato attuale servirebbe una grande quantità di fluido per avere la stessa energia di una batteria di buon livello. Un quarto metodo potrebbe essere quello proposto dalla Piëch Automotive, che propone di poter ricaricare la batteria in soli 5 minuti raffreddando opportunamente le batterie, o meglio abbassando la temperatura d'esercizio in ricarica. Infine, un'ultima metodologia potrebbe essere quella di lavorare sulla ricarica stessa come illustrato nel progetto presentato già nel 2018 da ABB: una colonnina di ricarica ad altissima potenza, addirittura si parla di una potenza fino a 350 kW per fornire 200 km di autonomia in soli otto minuti.

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