a cura di Redazione Automobilismo - 20 dicembre 2019

Auto elettriche: come abbatto i costi dei propulsori?

Integrare e semplificare potrebbe essere la strada ideale per abbattere ulteriormente i costi di progettazione, sviluppo e produzione delle vetture a batteria.

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I due punti nevralgici delle vetture elettriche su cui convergono tutti gli sforzi, investimenti e studi sono naturalmente il pacco batteria e il propulsore elettrico. Da un lato per cercare di ridurre in entrambi i casi peso e dimensioni e accentuarne le prestazioni e dall’altro lato per cercare di contenere quanto più possibile i costi di progettazione, sviluppo e produzione di questi componenti in modo da abbattere quanto possibile il prezzo finale delle vetture a batteria.

Di questa idea è sicuramente la britannica GKN Automotive che ha visto nella semplificazione e nell’integrazione la giusta strada per abbattere i costi nella realizzazione dei motori elettrici. Nei progetti futuri l’azienda britannica punterà a integrare motore elettrico, inverter e trasmissione monomarcia in un'unica struttura allo scopo di contenere i costi, realizzando al contempo una sorta di piattaforma propulsiva scalabile. La stessa struttura compatta e semplice verrà installata direttamente a ridosso dell’assale, consentendone la connessione diretta e facilitando la trasmissione della coppia e il recupero dell'energia durante la frenata.

Scendendo nel dettaglio, ogni motore sarà disponibile in tre versioni a seconda delle potenze e coppie che dovrà gestire: la Family 1 andrà da 1.800 Nm fino a 2.700 Nm, la Family 2 sarà destinata alla fascia da 2.700 Nm fino a 4.100 Nm e la Family 3 sarà in grado di sostenere valori fino a 5.800 Nm. Una scelta che porterà a migliorare le economie di scala perché le tre famiglie, seppur diverse, avranno comunque alcuni componenti in comune.

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