07 September 2022

TOYOTA AYGO X

La city car del costruttore giapponese si ripresenta con un’evoluzione estetica, ma anche funzionale visto che si ispira ai modelli a ruote alte che oggi hanno tanto successo sul mercato, mentre sotto il cofano il motore è sempre e solo a benzina...

Una city car, ma con uno stile da crossover di qui l’aggiunta della X. Il risultato è un’auto molto personale e anche moderna. Si tratta sempre del modello più piccolo del costruttore giapponese che viene prodotto nello stesso stabilimento della Repubblica Ceca dal quale uscivano sia la precedente Aygo sia C1 e 108, le corrispondenti versioni rispettivamente di Citroën e Peugeot, che tuttavia non sono state sostituite, almeno per ora.

Rispetto alla Aygo, la nuova cresce parecchio nelle dimensioni: 23 cm in più in lunghezza per un totale di 370 cm e 12,5 in larghezza arrivando a 174 che sono un valore tipico di un’utilitaria più che una city car.

Nonostante ciò, la Aygo X è una delle auto più facili da parcheggiare perché dispone di un diametro di sterzata di soli 9,4 metri e, inoltre, tutte le versioni offrono di serie la retrocamera.

Disegnato in Europa, il mini-crossover ha tanti elementi estetici distintivi. Il frontale della Toyota Aygo X propone un cofano cortissimo dominato dai grandi fari inclinati anche full led nella versione Lounge.

Niente mascherina, infatti, c’è un piccolo trapezio che racchiude il logo della casa giapponese che si contrappone all’ampio inserto nero inferiore, anch’esso a trapezio, che racchiude la presa d’aria. Le ruote sono di grande diametro, da 17 pollici, o 18 per la Lounge, ma strette, pari 175 mm e incorniciate dalle protezioni in plastica nera attorno ai passaruota.

Le porte posteriori, invece, hanno un taglio messo ancor più in evidenza dalla verniciatura bicolore. Solo la base Active ha tutta la carrozzeria nello stesso colore.

Nel complesso, la fiancata è dinamica e proporzionata e dissimula l’altezza di 153 cm, cinque in più della precedente Aygo. Dietro, i fanali verticali con grafica specifica contornano il portello del bagagliaio. Passando agli interni, davanti si sta piuttosto comodi.

I sedili della Toyota Aygo X, con poggiatesta integrato, hanno la seduta rialzata: ci sono 5,5 cm in più da terra rispetto alla Aygo, con vantaggi nella visibilità e nella facilità di accesso. Inoltre, sono più distanti fra loro di un paio di centimetri, lasciando così più spazio per i gomiti quando c’è anche un passeggero.

Il sedile di guida è del tipo regolabile anche in altezza, come pure il volante. Lo spazio sul divano dietro non è abbondante, ma può bastare per due adulti, anche se l’auto è omologata per quattro.

La nuova Aygo X si può avere anche col tetto apribile in tela, a comando elettrico: si tratta di un accessorio interessante, ma la cui presenza sottrae qualche centimetro in altezza a chi sta sul divano dietro. La plancia della Toyota Aygo X è moderna, tondeggiante e voluminosa. Quella della Lounge della prova ha il sistema multimediale più raffinato con uno schermo tattile da 9 pollici piuttosto reattivo.

La connessione alla rete è di serie, per cui il navigatore incluso nel prezzo della Lounge fornisce informazioni aggiornate in tempo reale e non mancano i dispositivi Apple CarPlay e Android Auto senza cavo e la piastra per la ricarica degli smartphone.

I comandi del clima automatico sono comodi. Il cruscotto è personale e composto da un tachimetro a mezzaluna posto subito sopra un display che fornisce un buon numero di informazioni. Il bagagliaio ha una capienza complessiva di 231 litri: non moltissimo, ma sono pur sempre 63 più della Aygo.

La parte esterna del portellone posteriore è in un solo pezzo di cristallo: l’effetto, dal punto di vista stilistico, è notevole. Peccato che l’apertura non sia enorme e che la soglia a 82 cm da terra non agevoli i carichi più pesanti.

Giudizio favorevole anche sulla cappelliera morbida che si adatta a qualche borsa un più alta e non manca il divano in due parti simmetriche reclinabili. Come la precedente generazione anche la Toyota Aygo X è soltanto a benzina: non c’è e a quanto pare non ci sarà anche in futuro, una versione ibrida.

Del resto, il motore è il tre cilindri della Aygo, con lievi modifiche alla calibrazione elettronica e allo scarico che si è sempre dimostrato economico nell’uso. Inoltre, il cambio manuale, ma con 1.200 euro c’è un automatico a variazione continua CVT, è stato modificato nelle marce con la seconda che è più corta e le altre che sono più lunghe, il tutto per favorire i consumi.

Le prime impressioni sono molto positive: alla fine della prova svoltasi anche in città e su strade di collina affrontate senza badare al consumo, il computer di bordo ha mostrato una percorrenza di oltre 17 km/litro. Niente male anche considerando che la Aygo X pesa quasi 100 kg più della Aygo.

Alla guida il 1.000 cc gira regolare, vibra poco ed è abbastanza pronto, mentre un po’ di brio in più lo si ottiene solo sfruttandolo oltre i 4.000 giri, ma in questo caso il motore si fa sentire distintamente anche all’interno dell’abitacolo. Passati i 70-80 km/h, poi, si fa un po’ notare anche il fruscio dell’aria che scorre sulla carrozzeria.

La Toyota Aygo X si basa sulla piattaforma, le sospensioni e lo sterzo della Yaris attuale e dunque vanta buone doti di guida: è agile, precisa, non rolla molto in curva e assorbe senza irrigidimenti esagerati lo sconnesso.

Ma veniamo ai prezzi di listino che partono da 17.000 euro per la versione Active per la quale la casa propone 3.000 euro di sconto in caso di permuta di un altro veicolo e 3.500 se si sceglie un finanziamento.

La dotazione non è male: tutte, infatti, hanno il climatizzatore, i retrovisori regolabili elettricamente e la retrocamera. Ma dove la Toyota Aygo X sembra spiccare il volo è negli aiuti elettronici alla guida: tutte hanno, fra l’altro, la frenata automatica d’emergenza anche con protezione di pedoni e di ciclisti a cui si aggiunge il centraggio in corsia e persino il cruise control adattativo.

Più di così non si poteva. Riassumendo i punti di forza della Toyota Aygo X sono oltre la sicurezza garantita dai tanti Adas previsti, l’infotainment che comprende di serie tutte le dotazioni più recenti e utili. E lo stile curato e personale. Le riserve sono i posti dietro che sono solo per due e per l’accessibilità del bagagliaio.

La maneggevolezza di guida, soprattutto nel traffico e nelle manovre di parcheggio, è facilita dal diametro di sterzata di 9,4 metri.

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