a cura di Redazione Automobilismo - 26 settembre 2019

BMW: probabili 6.000 licenziamenti

Ben 6.000 posti di lavoro sarebbero a rischio per far fronte agli enormi investimenti che la Casa dell’Elica dovrà obbligatoriamente sostenere nei prossimi anni.

Secondo quanto riportato dal settimanale Manager Magazin, il Marchio di Monaco di Baviera potrebbe presto mettere alla porta ben 6.000 suoi dipendenti. La motivazione è presto detta, gli ingenti investimenti che BMW sarebbe costretta a sostenere nei prossimi anni per far fronte alle nuove sfide che il futuro gli parerà davanti, mobilità elettrica in primis e crisi del mercato in secondo luogo. Per questo motivo la Casa si troverebbe di fronte alla necessità di dover ridurre i costi e le spese entro il 2022. Un calo della forza lavoro o manovalanza, che dir si voglia, che dovrebbe coinvolgere per la maggior parte proprio il quartier generale di Monaco di Baviera con circa 6.000 dipendenti a rischi.

La stessa Casa tedesca sembra però aver smentito le voci circolanti in rete, affermando di voler mantenere inalterata la forza lavoro a livello del 2018 e 2019. Ha aggiunto di voler inoltre rafforzare la presenza umana in quelle aree destinate alla ricerca sulla guida autonoma o sulla mobilità elettrica con un piano di assunzioni mirato. Detto questo è innegabile che BMW, come anche altri Brand premium, stia cercando di migliorare l’efficienza della propria macchina finanziaria in modo da ridurre il più possibile le spese per la gestione e il funzionamento del Gruppo. Una migliore efficienza che si concretizzerà in un programma di risparmio di 12 miliardi di euro volto a compensare l’aumento della spesa per la ricerca, lo sviluppo e la futura introduzione di ben 25 modelli elettrificati.

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