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21 November 2022

A112 Abarth

Il pilota veronese, vincitore del Trofeo A112 Abarth del 2021, racconta la sua storia da rally. Ovvero come si può vincere elaborando l’auto nel proprio laboratorio da fabbro ...

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Pietro Baldo e il navigatore Davide Marcolini vincitori del Trofeo A112 Abarth Yohohama 2021 sulla gialla Autobianchi. Per contenere le spese, Baldo ha portato la vettura nell'officina di fabbro dove ogni giorno lavora dieci ore e di notte l'ha smontata in ogni dettaglio preparandola a puntino per farne un'auto vincente.

Dove vai in vacanza? A Pietro Baldo, fabbro veronese, lo chiedevano spesso gli amici alla vigilia dell’estate. Lui nicchiava e glissava sulla risposta, perfino con la fidanzata Serena. Alla quale un bel giorno propone: “Che ne diresti di una settimana all’isola d’Elba, aria buona e mare blu?”.

Alla bella ragazza, futura moglie, i dubbi iniziano ad affiorare quando Pietro, una volta sbarcati sull’isola toscana, comincia a trascinarla su stradine sempre più strette, scrivendo appunti su un foglio bianco. “Ma come? Non mi avevi promesso il mare?”. Troppo tardi. Quella non era una vacanza, ma una ricognizione in vista del Rally dell’Isola d’Elba, prova valida per il Trofeo A112 Abarth Yokohama, che il veronese si sarebbe aggiudicato in coppia con il navigatore Davide Marcolini.

Una bella persona Pietro che nel 2021 ha centrato tre bersagli con la sua gialla A112 Abarth: vittoria del Trofeo, matrimonio e messa in cantiere del figlio che arriverà fra poche settimane. Per questo il 2022 lo ha visto rallentare l’attività, ma promette: “Voglio smentire la profezia di Enzo Ferrari secondo il quale ogni figlio che nasceva procurava un secondo in più al giro ai suoi piloti. No, dal 2023 tornerò in gara più determinato di prima”.

Potrebbe iniziare così la simpatica storia di un giovane che pur non disponendo di generose risorse, lavora duro come fabbro e aiutato dallo zio Roberto Belli ha preparato, pezzo dopo pezzo, la sua A112 Abarth portandola al successo. La sua avventura è iniziata nel 2016, con qualche gara spot, l’anno dopo affronta il Trofeo e si confronta con i migliori.

“Che delusione la prima gara quando rimediai 40 secondi di distacco in appena 8 chilometri!”. Da quel giorno il giovane pilota scaligero inizia a lavorare in due direzioni: affina lo stile di guida evitando controsterzi spettacolari “che fanno solo perdere secondi preziosi”, dice lui stesso, e impara “a sfruttare tutta la strada cercando le traiettorie migliori”.

Migliora anche il rapporto con il navigatore Davide “che era il primo a capire se andavo troppo forte o troppo piano”. Il secondo obiettivo, forse il più impegnativo, è portare la sua A112 a livelli davvero competitivi per far ben figurare il Team Bassano. Non cerca officine specializzate o preparatori famosi perché non può permetterselo.

Fa tutto da solo lavorando con lo zio Roberto, fabbro pure lui, fino a notte inoltrata dopo aver forgiato cancelli, recinzioni e dozzine d’altri oggetti per i clienti, dalle otto del mattino alle otto di sera. I due si mettono d’impegno. Studiano le specifiche e le disposizioni regolamentari e poi si rimboccano le maniche.

“Abbiamo letteralmente smontato in ogni componente la A112, costruito il roll-bar e tutte le protezioni, alleggerito le bielle e l’albero motore, preparato i pistoni ad alta compressione, sistemato il flussaggio della testa e per l’assetto ha collaborato con noi Alessandro Polini”. Alle prime ore dell’alba la A112 Abarth veniva riposta su uno scaffale dell’officina vicino a tubi di ferro, lamierati, giunti metallici, per far posto al lavoro vero, quello che sarebbe iniziato poche ore dopo.

I risultati di tanto impegno iniziano a farsi vedere nel biennio 2018-2019, indispensabili per fare esperienza. Il rallentamento imposto nel 2020 dal Covid comprime Pietro come una molla. E alla prima gara di rientro, il Rally Valle Aretine, l’entusiasmo e la voglia di ricominciare lo tradiscono e lo eliminano alla prima prova speciale, con una serie di micidiali capottamenti.

Mesto rientro a Verona dove, operoso come una formichina, ha ricominciato a lavorare rubando ore al sonno per costruire la vittoria nel Trofeo 2021, che lo ha premiato di tante fatiche insieme a chi gli ha dato una mano, le famiglie Filippi e Salgaro e soprattutto la moglie Serena diventata mamma a settembre. In attesa di tornare a mordere l’asfalto delle curve nel 2023.

Anche per il matrimonio con Serena, Pietro Baldo ha voluto come protagonista una A112 Abarth sulla quale è salito trionfante con il fedele navigatore Davide Marcolini che ha condiviso con lui molte prove speciali, documentate in queste immagini.

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