Fabio Montani, 52enne milanese da sempre malato di motori, dopo anni di corse con le biposto Sport e GT non ne poteva più dell’automobilismo moderno ormai ingessato in regole sempre più restrittive e continue correzioni, spesso più politiche che tecniche, per cercare di parificare le prestazioni tra i vari concorrenti. Perciò, dopo un paio di anni di “disintossicazione” da questo automobilismo “drogato”, eccolo pronto a una nuova sfida dal sapore estremo. Roba da automobilismo degli anni eroici: un pilota e la sua automobile che sfidano le leggi della fisica alla ricerca della massima velocità.
Una sfida estrema e senza limiti, dove chiè più bravo vince e non viene penalizzato, con un mezzo particolare in un ambiente particolare: le “Salt Flats” di Bonneville, una distesa di sale che resta depositato dall’evaporazione dell’acqua con l’arrivo della stagione estiva (non si tratta di quello che comunemente chiamiamo Lago Salato ed erroneamente associamo a questo sito), che negli ultimi anni è divenuta area protetta. Un posto mitico nella storia dei record di velocità, con la Speed Week che qui va in scena dal 1948. “Avevo sempre sognato di correre con una vettura da record a Bonneville – spiega Montani -. Il posto è magico e rappresenta il massimo dell’individualità e libertà, perché si può correre con macchine spettacolari, prive di compromessi e soprattutto dei vincoli regolamentari che soffocano lo sport automobilistico attuale. Inoltre, l’ambiente è accogliente e si respira passione e sport”.
Infatti, a Bonneville si può correre con tutto: auto e moto con motori turbo o aspirati, “veicoli terrestri”, cioè spinti da turbine, oppure a trazione su ruote, Streamliner, cioè veicoli completamente carenati come si evince dal nome che significa “linea aerodinamica”, oppure di derivazione dragster. L’unico limite riguarda le cilindrate in cui sono suddivise le categorie.
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