Seat Ibiza Cup 2016, la nostra esperienza a Misano

18 giugno 2016
Andrea Brambilla
  • Salva
  • Condividi
  • 1/26
    Il nostro tester Andrea Brambilla ha preso parte alla seconda tappa del campionato monomarca che vede protagoniste le Seat Ibiza. Ecco il racconto e le emozioni di un week-end di gare vissuto da protagonisti

    Seat ibiza cup 2016, la nostra esperienza a misano

    Secondo week-end di giugno. Riviera romagnola. Una tre giorni all’insegna del divertimento, adrenalina e tanta tanta guida, ma soprattutto la compagnia di un’auto “caliente”. Pestifera, velocissima. Di cosa stiamo parlando? Semplice, di quello che abbiamo vissuto al circuito di Misano Adriatico, intitolato a Marco Simoncelli, dove siamo scesi in pista per prendere parte ad una delle sei tappe della Seat Ibiza Cup 2016. 

     

    Il format. Un campionato che vuole essere divertente e low cost, i 7.000 euro per una gara sono una spesa più che giustificata, considerando anche le strutture messe a disposizione e la professionalità di meccanici ed addetti ai lavori di Seat. Tutti ad armi pari, anche perchè le vetture sono uguali per ogni concorrente, e tanta guida suddivisa in 40 minuti di prove libere, altri 40 per le qualifiche e due gare da 48 minuti più in giro. Il tempo passato dietro al volante è tanto e sufficiente a prendere confidenza sia con l’auto che con la pista. La parola d’ordine per l’Ibiza Cup è divertimento e divertimento in gara vuol dire sportellate e duelli all’ultima staccata, tutto questo favorito anche dall’equilibrio tra le vetture.

    L’arrivo in circuito. Per me l’emozione era tantissima e dovuta, sia alla mia poca esperienza avendo alle spalle solo una gara nel C.I.T.E. 2014, sia alla consapevolezza di dovermi misurare con piloti d’esperienza e con giovani, neanche maggiorenni, che non hanno paura di niente e nessuno. 

    Il momento più bello? Sicuramente è stato l’ingresso in autodromo, in un soleggiato venerdì pomeriggio, con ancora in bocca l’ultimo pezzo di piadina, ma con una voglia pazzesca di mettermi al volante. A dividere la macchina con noi l’amico e collega Francesco Neri, molto veloce e sempre competitivo con qualsiasi cosa abbia quattro ruote ed un motore (forse gli bastano anche 3 ruote…). Dopo aver salutato gli uomini Seat, che ci hanno fatto gli onori di casa mostrandoci il motorhome, consegnato le tute e compilato i vari moduli per le  verifiche tecniche-sportive, il desiderio di vedere la nostra Ibiza numero 99 era troppo… E così chiediamo subito di conoscere la nostra compagna di gara e lei era lì ad aspettarci, bellissima e verdissima, che divideva una tenda con le altre 17 scatenate Seat con a fianco i rispettivi piloti intenti a sistemare adesivi e sponsor e controllare gli ultimi settaggi. Anche noi non perdiamo tempo e sistemiamo la posizione di guida e il sedile per la regolazione delle cinture, dopo aver anche compreso il funzionamento dei vari comandi di guida vedi cambio, accensione e spegnimento motore (qui non si gira la chiave).

     

    La macchina. Entriamo un po’ più nel dettaglio per capire cosa abbiamo guidato e portato al limite, o almeno tentato La base di partenza è un’Ibiza Cupra che viene svuotata del superfluo, equipaggiata con rollbar, freni ed assetto da gara e pneumatici slick lasciando il motore e il DSG in una configurazione pressoché di serie. La potenza totale è di circa 210 cv con 270 Nm di coppia per il piccolo 1.4 quattro cilindri biturbo che rispetto alla stradale guadagna anche un necessario differenziale autobloccante che aiuta, e non poco, l’erogazione della potenza.

     

    Come si guida. La guida di quest’auto è da doppio pollice alzato. Il perché? Il motivo è presto detto: è ballerina si, soprattutto in frenata quando si arriva al limite con l’ABS che lavora, il posteriore sbandiera un po’, ma in ingresso curva la piccola Ibiza mette subito il muso dentro e con la ruota interna alzata si è subito alla corda con il piede pigiato sull’acceleratore. Sottosterzo? Praticamente nullo, anche perché per ottenere il massimo da queste auto, essendo a trazione anteriore, bisogna sempre tenere il pedale del gas giù per riuscire a “schiacciare” la macchina a terra sul posteriore, ottenendo anche in curva velocità notevoli. Bisogna conoscerla giro dopo giro, cercando il limite con calma senza strafare subito perché l’errore è dietro l’angolo. Una cosa però la possiamo dire: queste vetture sono “sincere”, vanno capite è vero, basta averne rispetto perché sono in grado di dare tante soddisfazioni e far divertire, ovviamente se prese dal verso giusto (un po’ come le donne insomma1). 

     

    La gara. Ma veniamo alla pista e a quello che è successo; le prove libere purtroppo non partono benissimo causa problemi al cambio che non vuole cambiare… Dopo qualche giro, prima di Francesco poi mio, decidiamo di fermarci perchè non aveva senso continuare rischiando di fare danni maggiori. La notte porta consiglio e anche un cambio nuovo e così ci ripresentiamo sabato mattina davanti alla nostra Ibiza, a cui è stato montato un DSG nuovo fiammante e nuove pastiglie freno, tutto grazie al grande lavoro dei meccanici Seat. Partiamo per le qualifiche, che in realtà sono più delle libere per noi, e l’adrenalina inizia a farsi sentire. Scendo in pista prima io, al calare della sera e con una luce da cartolina ad illuminare le bellissime curve del circuito di Misano. Giro dopo giro, constatato il perfetto funzionamento della macchina, inizio a spingere migliorando ad ogni passaggio. Anche per Francesco ottime sensazioni ed un passo gara vicino al gruppone centrale. Partiamo dietro ma la fiducia è tanta, non vediamo l’ora che cali la notte per il semaforo verde. Si parte alle 22:30 e c’è il tempo per vedere la telemetria con gli ingegneri Seat che ci aiutano spiegandoci gli errori comparando i nostri dati con quelli del poleman Torelli. Utile, utilissimo vedere quanti sbagli si possono commettere in una sola curva; errori, per esempio, in entrata dove entrambi avevamo un ingresso curva troppo veloce causando un’uscita molto lenta data una velocità di percorrenza sbagliata. Sono pronto, è giunta l’ora della partenza e dopo la vestizione non resta che salire in macchina e dare il 100%. La notte regala un’atmosfera unica e il cuore batte a mille, la partenza è lanciata e tutto va liscio senza particolari problemi, giusto un contatto davanti a me che però mi avvantaggia. Consegno la macchina a Francesco che chiude in quattordicesima posizione ovvero 3 guadagnate rispetto alla partenza, niente male. Tornati in hotel, ancora gasatissimi dalla gara, rimaniamo a passeggiare sul lungo mare fino a notte inoltrata parlando e confrontandoci riguardo all’andamento della gara e il comportamento della macchina: ci sentivamo un po’ come Vettel ed Hamilton, lo ammetto… Gara due vede Francesco alla partenza in quattordicesima posizione; il ragazzo è veloce e avendo più confidenza con la macchina e con la pista guadagna altre due posizioni. La concentrazione nella guida era tanta, forse troppa, e purtroppo entra nei box per il cambio pilota fuori tempo massimo, il che ci causerà una penalità a fine gara. Salgo in macchina io e mi trovo in gruppetto di 4. Inizia una battaglia divertente e riesco a portare a casa un bel sorpasso guadagnando un’ulteriore posizione, purtroppo però gomme e freni sono alla frutta ma riesco comunque a mantenere la decima posizione fino a fine gara. Peccato la penalizzazione di tre minuti sul tempo totale che ci relega in fondo alla classifica.

     

    Il bilancio. Innanzi tutto vogliamo dire un “bravi!” a Seat Motorsport che ha dato vita ad un campionato davvero bello e combattuto con un livello di performance e qualità notevoli. La macchina è divertente ed è un’ottima “nave scuola” per affacciarsi al mondo delle corse. I costi, in relazione a questo ambiente, sono contenuti visto anche l’inserimento di questo campionato all’interno di altre competizioni come il Campionato Italiano GT, la Porsche GT3 Cup, la Seat Leon Cup e il Campionato Turismo Endurance che danno tanta visibilità grazie anche alle coperture televisive. Purtroppo ora sento già l’astinenza di quelle emozioni e sensazioni, che solo indossata la tuta ed allacciato il casco si possono provare. Sono stati tre giorni passati assieme ad una super macchina, in compagnia di un grande amico e con intorno persone che ci hanno fatto sentire sia veri piloti che parte di una sola e unica famiglia: quella degli amanti del Motorsport.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Sposta