Salone dell’Auto di Detroit: Re Sergio zittisce tutti

17 gennaio 2018
a cura di Redazione Automobilismo
Salone dell’Auto di Detroit: Re Sergio zittisce tutti
Sergio Marchionne, A.D. di Fiat Chrysler, ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti al NAIAS 2018 ipotizzando un futuro molto solido per il gruppo italo-americano, con Jeep protagonista assoluta.

Quello che si è presentato ai microfoni della sala stampa del NAIAS 2018 è un Sergio Marchionne molto solido e sicuro di sé. L’A.D. di Fiat Chrysler ha sviscerato diversi punti cruciali che interessano il produttore di automobili italo-americano chiamato a ridurre l’indebitamento netto industriale, tra i più alti in assoluto tra tutti i car maker. Per ridurre il debito una ricetta tanto cara a Sergio Marchionne è sempre stata quella delle fusioni; prima ha bussato alla porta di GM, ricevendo però picche da Mary Barra, poi si era parlato dell’interesse per Jeep del Gruppo cinese Great Wall, fino addirittura ad arrivare ad un ritorno di fiamma verso il Gruppo Volkswagen. In mezzo alle notizie di queste possibili fusioni sono rimbalzate piuttosto forti le voci dello scorporo da FCA di due gioielli come Magneti Marelli e Comau Robotics, entrambe vittime sacrificali per azzerare l’indebitamento.

Tutte ipotesi che però, stando a quanto dichiarato da Marchionne durante la conferenza stampa del Salone di Detroit, sembrano rimanere tali. L’A.D. italo-canadese ha infatti dichiarato che le finanze del gruppo sono solide grazie a Jeep che insieme a RAM è una vera e propria gallina dalle uova d’oro per il Gruppo. Sfruttando la rediviva Jeep e le politiche fiscali messe in atto da Trump, Marchionne ha dichiarato che il Gruppo può addirittura raddoppiare i profitti entro cinque anni. Jeep in alcuni paesi detiene già il 20% del mercato, il traguardo è avere questa quota a livello globale: “Nei prossimi anni un SUV su cinque potrebbe essere una Jeep, ossia l’equivalente di circa 5 milioni di unità all'anno”, le parole dell’A.D.

Sfruttando il boost delle vendite del brand di Jeep, la fusione ed il conseguente consolidamento industriale tanto caro a Fiat Chrysler non sarebbe più necessario. Del resto Marchionne non ha mai nascosto di voler sfruttare al massimo l’amore incontrastato del pubblico americano ed europeo verso SUV, Crossover e Pick-Up, tipologia di vetture che, tra le altre cose, è anche in grado di garantire delle marginalità più elevate. L’obiettivo del raddoppio degli utili entro il 2022 sarà però appannaggio del successore di Marchionne, il quale uscirà da Fiat Chrysler nel 2019. Marchionne, in forza al gruppo dal 2004, è riuscito a far diventare Fiat un’azienda automobilistica globale attraverso la fusione con Chrysler, portando il valore del Gruppo a 29,5 miliardi di euro. Con le performance fatte registrate in Borsa negli ultimi giorni il valore delle tre aziende del Gruppo guidate da Marchionne - FCA, Ferrari e Cnhi (Fiat trattori + Iveco) - è arrivato a circa 73 miliardi di dollari, addirittura più di GM.

Salone dell’Auto di Detroit: Re Sergio zittisce tutti

Nel 2019, anno dell’exit di Marchionne, l’obiettivo dell’Amministratore Delegato è quello di azzerare il debito, di accumulare almeno 4 miliardi di euro di cassa e di portare l’utile netto a circa 5 miliardi di euro. Per la scelta del suo successore molto probabilmente si andrà verso una soluzione interna, anche se non sono escluse sorprese. Marchionne sfruttando “l’effetto Trump” ha deciso di investire un miliardo di dollari negli impianti del Michigan e di dare 2mila dollari in più ai dipendenti americani, ma il suo successore dovrà affrontare delle grosse sfide legate al mutevole cambiamento dell’industria automobilistica. Cambiamenti che si possono riassumere in due parole: guida autonoma ed elettrificazione, settori dove FCA sembra piuttosto indietro rispetto alla concorrenza.

E l’apicale del Gruppo italo-americano è cosciente di questo repentino cambiamento di paradigma: “i costruttori di auto hanno meno di un decennio per reinventarsi o rischiare di essere travolti da un sisma che interesserà il modo in cui i veicoli sono alimentati, guidati ed acquistati. Lo sviluppo di tecnologie come l'elettrificazione, il software relativo alla guida autonoma e lo sharing modificheranno nei consumatori le decisioni di acquisto dell'auto entro sei o sette anni”. Ma sicuramente il passaggio più emblematico dell’intervista rilasciata da Marchionne al NAIAS 2018 è questo: “Entro il 2025, prevedo che meno della metà delle auto vendute sarà esclusivamente alimentata a combustione”. Parole che lasciano quindi intendere ad un cambiamento di idee poiché conosciamo bene la storica avversione di Marchionne verso l’auto elettrica.

Come farà quindi FCA a sopravvivere in questo nuovo contesto? L’A.D. ha le idee molto chiare; introdurre gradualmente l’ibrido - oltre alla Chrysler Pacifica anche la Wrangler avrà una motorizzazione ibrida entro il 2020 - e fare accordi con una delle tante aziende che sta proponendo soluzioni di elettrificazione e di intelligenza artificiale per l'industria automobilistica. Un esempio in tal senso è la recente collaborazione con BMW ed Intel sullo sviluppo di una piattaforma per veicoli a guida autonoma. Il futuro di Fiat Chrysler non appare più così buio come qualche mese fa. Le ipotesi di crescita di Jeep paventate da Marchionne sono state confermate anche dagli analisti che prevedono da questo marchio il 70% degli utili 2017 registrati in Nordamerica, dove provengono il 90% dei profitti dell’intero gruppo.

E con una Jeep così forte anche l’idea di vedere una Ferrari elettrica potrebbe non essere più una suggestiva ipotesi paventata dallo stesso Marchionne nell’ultima intervista rilasciata al NAIAS 2018: “Se qualcuno fa una supercar elettrica, la Ferrari, sarà la prima: la faremo, è dovuto". Sergio Marchionne, confermando l’arrivo del SUV Ferrari entro il 2020, risponde così a chi gli chiedeva se la Ferrari elettrica sarà nel piano industriale.

Emiliano Ragoni

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