IMPRESSIONI: Dacia Duster 1.5 dCi 4X4, Family hotel

4 ottobre 2016
  • Salva
  • Condividi
  • 1/14 Le rivali: Citroën C4 Cactus BlueHDi 100 Rip Curl: 22.250 euro
    Come negli alberghi per famiglie, spartani ma completi nei dettagli che davvero contano, in questo allestimento la Suv rumena dispone di tutto il necessario a un prezzo competitivo. Migliorabile l'ergonomia degli interni

    Impressioni: dacia duster 1.5 dci 4x4, family hotel

    Abbiamo voluto conoscere più a fondo la Dacia Duster 1.6 dCi 4X4 nell’allestimento Family  - disponibile per tutta la gamma Dacia - che si distingue attraverso un discreto adesivo sotto lo specchietto sinistro, sul lato guidatore. Come non stravolge l’estetica dell’auto, così non ne stravolge i contenuti: in sostanza si tratta di un allestimento speciale un po’ più ricco di quello tradizionale. La Duster, secondo noi, deve il proprio successo a due capisaldi, il prezzo inequivocabilmente competitivo e un’estetica molto ben riuscita. Senza contare che pur essendo Dacia un marchio low cost, appartiene comunque a Renault, Casa di grandi tradizioni e con una rete di assistenza ben diffusa su tutto il territorio nazionale. Ben diverso che affidarsi a un marchio orientale con pochissime concessionarie e ancora meno officine autorizzate. Quindi ricapitolando: prezzo interessante, design ed affidabilità europei, rete di assistenza capillare.

     

    LE CONCORRENTI DELLA DACIA DUSTER 1.6 dCi 4X4

     

    Ma allora dov’è l’inghippo, potrebbe pensare l’acquirente smaliziato? L’inghippo non c’è – o meglio – è giocoforza nascosto dietro la ricerca del risparmio. Dopotutto, l’auto costa davvero molto meno rispetto alle concorrenti, e i contenuti ci sono. Quindi il risparmio si concretizza nella scelta di materiali “poveri” (non di bassa qualità), nel numero sostanzialmente limitato di optional, nell’utilizzo di tecnologie già diffuse e sperimentate dalle cugine Renault e Nissan. Un esempio potrebbe essere l’indisponibilità di climatizzatore automatico: c’è solo quello manuale. Niente di drammatico, ma bisogna regolarsi la temperatura e flussi d’aria dell’abitacolo da soli. Il cambio è esclusivamente manuale. Il che con le prime marce corte studiate per la guida in fuoristrada, fa un po’ rimpiangere l’assenza della sempre più diffusa trasmissione automatica. La regolazione dei sedili è solamente a scatto, nessun problema se trovi subito la tua posizione, meno comodo se devi cercare la combinazione ideale tra schienale e distanza dai pedali. Lo schermo del navigatore è basso Se tuttavia l’utilizzo di un certo tipo di componentistica non stupisce, anzi è una specie di bandiera, ciò che lascia perplessi è la scarsa ergonomia della plancia: lo schermo del navigatore satellitare – di serie su questo allestimento – è troppo in basso e per di più è perfettamente orizzontale, rendendone problematica la consultazione. L’impianto di marca LG, inoltre, ha una logica di funzionamento piuttosto curiosa: sembra che odi le autostrade (ovviamente la funzione strade a pagamento era attiva), tanto che per assicurarci della correttezza delle informazioni le controllavamo con il navigatore di uno smartphone. Ma la Duster ha anche tanti vantaggi, innanzitutto lo spazio: davanti, dietro e per i bagagli, caricare l'auto a dismisura per lavoro o per le vacanze non rappresenta un problema. Inoltre lo schienale è abbattibile nelle proporzioni 1/3-2/3. E il tranquillo 1.5 dCi da 109 Cv non soffre il carico, anche per merito delle marce corte, tanto che si parte tranquillamente in seconda. Malgrado l’altezza del telaio, che le consente di affrontare ostacoli anche di un certo impegno, la guida su asfalto resta comunque piuttosto precisa e anche i curvoni autostradali si affrontano senza tentennamenti. Rispettando i limiti di velocità, la rumorosità a bordo rimane accettabile, così come i consumi, altrimenti leggermente superiori rispetto alle concorrenti dotate di motori più moderni. Il turbodiesel di provenienza Renault è stato arricchito con lo start&stop che spegne il motore durante le soste, favorendo i consumi nell’utilizzo urbano e con il tasto Eco, utile per limare ulteriormente i consumi. La trazione normalmente è sull’asse anteriore: attraverso un cursore si può passare ad Auto, che legge lo slittamento delle ruote e trasferisce trazione là dove serve, oppure a Lock che la distribuisce al 50% tra anteriore e posteriore, per i tratti più impegnativi. Optional, utili ruota di scorta e cruise L’allestimento Family lascia comunque la possibilità di arricchire la propria Duster con alcuni accessori, secondo noi da aggiungere, vista l’utilità e il costo comunque sempre abbastanza contenuto. Innanzitutto la ruota di scorta, imprescindibile per chi affronta un po’ di fuoristrada, ma anche cruise control e volante in pelle, che tutto sommato migliorano la qualità dei viaggi. I cerchi in lega leggera  sono già di serie, ma con 100 euro supplementari si possono avere quelli diamantati dell’esemplare fotografato in queste pagine. I sensori posteriori di parcheggio sono di serie, volendo si può aggiungere la retrocamera per una migliore visuale in fase di parcheggio. Altri accessori estetici (i dettagli nel consueto schema Prezzi e dotazioni delle pagine precedenti) sono compresi nel Pack Look. Prezzo, 4x4, spazio: nessuna come lei Selezionando le concorrenti per la Duster ci siamo resi conto che la rumena non ha concorrenti considerando prezzo inferiore ai 20.000 euro, trazione integrale e capacità di carico. Avversarie ovviamente ce ne sono, ma possono mettere in campo al massimo due delle tre caratteristiche prese in considerazione, nessuna, per fortuna della Duster è competitiva su tutte e tre.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Sposta