Subaru Levorg 1.6 GT-S, brillante e concreta

15 marzo 2016
Fabio Suvero
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    Una station wagon fuori dagli schemi classici, con la trazione integrale, il cambio a variazione continua e un motore 1.6 turbo a benzina da 170 Cv che assicura prestazioni brillanti. Molto facile e sicura, diverte nella guida sui tracciati misti ...

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    Il nome Levorg altro non è che la sintesi delle parole Legacy, Revolution e Touring secondo Subaru, quindi rappresenta la naturale evoluzione della Legacy in allestimento station wagon. Una vettura molto essenziale, senza tanti fronzoli ma con una dotazione tecnica non indifferente, che include un nuovo 4 cilindri boxer turbo benzina di 1,6 litri alimentato a iniezione diretta, l’intramontabile trazione integrale che ha reso famosa la Casa delle Pleiadi, il cambio automatico a variazione continua, oltre a una dotazione di serie molto ricca, che nell’allestimento Sport Style include anche le ruote da 18”e i fari a led, oltre a una lunga serie di accessori che le vetture di riferimento tedesche offrono solo a pagamento. Una proposta interessante quindi, anche alla luce del prezzo di circa 30.000 euro e della qualità e affidabilità che da tempo contraddistinguono i modelli della Casa giapponese. Peccato solo che al momento non sia prevista una motorizzazione a gasolio, anche se il motore 1.6 turbo vanta numerose frecce al proprio arco.

     

    INTERNI
    Lo stile tipico delle Subaru si nota soprattutto nella vista frontale, dove la forma dei fari e la generosa presa d’aria sul cofano identificano immediatamente una station wagon improntata alla sportività, amplificata poi dalle bombature dei parafanghi. Anche l’abitacolo, dai toni scuri e piuttosto austeri, riprende il concetto di semplicità e razionalità da tempo insito nella produzione della Casa giapponese: tutto quello che serve durante la guida è sempre a portata di mano e immediatamente identificabile, la posizione che si assume al volante è quanto di meglio si possa pretendere dal punto di vista ergonomico, così come la costruzione complessiva dell’abitacolo è realizzata all’insegna del massimo rigore.

    Rispetto alle più moderne proposte delle Case concorrenti, la grafica e le funzioni del sistema multimediale si collocano però a un livello leggermente inferiore, ma più che altro sorprende la mancanza del sistema di navigazione satellitare, anche fra gli optional che di fatto si riducono alla sola vernice metallizzata. In compenso, il computer di bordo integra una serie di dati inediti, tra cui spiccano il grafico relativo allo storico dei consumi, lo schema che mostra l’intervento di Abs e controllo di stabilità, oltre alla temperatura dell’olio e alle altre indicazioni più scontate come orario, data e temperatura esterna. Un secondo display all’interno del quadro strumenti, che si gestisce tramite i comandi nella parte sinistra de volante, mostra invece altri dati come i chilometri parziali e il tempo in cui il sistema Start & Stop tiene spento il motore, oltre alla quantità di carburante risparmiata arrestando appunto il propulsore durante le soste. Apprezzabile anche l’abitabilità, con misure nella norma sia davanti sia dietro, dove però il divano è comodo solo per due passeggeri, visto che chi siede al centro paga lo scotto della sensibile sporgenza del tunnel della trasmissione. Più che positivo infine il giudizio relativo al vano bagagli: la capienza di 522 litri è nella norma, lo spazio è ben sfruttabile grazie alla forma regolare del vano, mentre l’altezza è un po’ limitata, ma ci sono due sottofondi separati utili per riporre oggetti di uso meno frequente.

    TECNICA

    Il motore è l’elemento che colpisce di più della meccanica della Levorg: si tratta di un 4 cilindri boxer derivato dall’unità di 2 litri già montata sulla Forester XT, ma le misure di alesaggio e corsa di 78,8 X 82 mm portano a una cilindrata di 1.600 cc. Sono stati comunque modificati anche monoblocco, pistoni e albero motore, mentre è stato aggiunto il sistema Start & Stop, oltre a un bypass nel sistema di raffreddamento per consentire al motore di raggiungere più velocemente la temperatura di esercizio ideale a favore delle emissioni. Obiettivo raggiunto anche grazie al sistema di alimentazione a iniezione diretta, mentre il turbo di tipo twin scroll utilizza una girante dal diametro di soli 49 mm a vantaggio della prontezza di risposta ai comandi del gas. Tra le peculiarità di questo propulsore figura tuttavia anche il variatore di fase lato aspirazione AVCS caratterizzato da un angolo di fasatura ampliato.

    Al 4 cilindri boxer è accoppiato unicamente il cambio a variazione continua Lineartronic, che consente comunque di selezionare sei rapporti “virtuali” bloccando le pulegge in altrettante posizioni predeterminate, mentre la trazione integrale Symmetrical AWD ATS si compone di una frizione a dischi multipli azionata da un sistema elettroidraulico e gestita elettronicamente per modificare la ripartizione della coppia fra i due assi, partendo da una distribuzione base del 60% alle ruote anteriori e del 40% a quelle posteriori. In caso di perdita di aderenza di uno o più pneumatici, questa frizione si può bloccare anche completamente, fino a inviare l’intera coppia alle ruote con più grip, ma il sistema può intervenire anche per correggere eventuali comportamenti anomali della vettura, neutralizzando così molto rapidamente sia eventuali sottosterzi sia possibili sovrasterzi.

    SU STRADA

    Sulla fluidità e la regolarità del 4 cilindri boxer è quasi superfluo soffermarsi, casomai vale la pena di spendere qualche parola in più su quanto il nuovo motore 1.6 turbo sia pronto nella risposta e generoso nell’erogare coppia fin dai regimi più bassi. E’ molto progressivo come giustamente deve essere un motore montato su una station wagon dal piglio sportivo ma adatta soprattutto all’uso quotidiano, che guadagna comunque rapidamente velocità, evidenziando prestazioni più che decorose.

    E’ però la fluidità l’aspetto che colpisce di più al volante della Levorg, anche grazie a un cambio a variazione continua che rende la progressione talmente vellutata da assimilare la wagon giapponese a un’ammiraglia. Tutto ciò a patto di non esagerare con il pedale dell’acceleratore per evitare quella sensazione di slegamento tra motore e trasmissione che si manifesta oltre una determinata pressione del gas, quando emerge lo slittamento tipico di questa tipologia di trasmissione. In compenso si può usare il cambio anche in manuale, con 6 posizioni prestabilite delle pulegge che simulano altrettanti rapporti, potendo contare su un comando pronto agli input del guidatore e sul freno motore indispensabile per affrontare nel migliore dei modi i tracciati misti.

    Dove la Levorg mostra un inaspettato temperamento, con inserimenti in traiettoria svelti e una tenuta di strada sconosciuta a molte rivali. Apprezzabile anche la prontezza dell’avantreno nel passare da una traiettoria all’altra, così come il lavoro ineccepibile del sistema di trazione integrale si riflette in un equilibrio tale da sfociare al massimo in un lieve sottosterzo nella guida più spigliata. Un ruolo importante nella guida lo recitano anche la precisione e la risposta pronta dello sterzo, oltre all’impianto frenante, che assicura spazi di arresto ridotti a qualsiasi andatura. Degno di nota anche il confort di marcia, con qualche fruscio aerodinamico avvertibile solo alle velocità più alte e sospensioni che non disdegnano neppure i fondi più sconnessi, mentre i consumi sono nella norma per una station wagon a benzina di tale stazza, con punte che spaziano da 9,8 a 13,5 km/litro. In città si apprezza la prontezza con cui il sistema Start & Stop riavvia il motore dopo la sosta, ma percorrere più di 10 km/litro è molto difficile.

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