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Tecnica, il nuovo quattro cilindri td OM 654 della Classe E

Con il nuovo quattro cilindri turbodiesel della Classe E nasce una inedita famiglia di motori in Casa Mercedes che mira a nuovi traguardi in termini di efficienza. Il motore è più corto e compatto del modello precedente, grazie alla minore distanza tra i cilindri (90 mm anziché 94 mm). Nonostante la cilindrata ridotta a poco meno di due litri rispetto al modello precedente, il nuovo motore diesel eroga 143 kW 195 cv...

Con il nuovo quattro cilindri turbodiesel della Classe E nasce una inedita famiglia di motori in Casa Mercedes che mira a nuovi traguardi in termini di efficienza. Il motore è più corto e compatto del modello precedente, grazie alla minore distanza tra i cilindri (90 mm anziché 94 mm). Nonostante la cilindrata ridotta a poco meno di due litri, 1950 cc, rispetto al modello precedente, il nuovo motore diesel eroga 143 kW-194 cv e la nuova berlina E 220 d vanta un consumo combinato medio dichiarato di appena 3,9 litri ogni 100 chilometri nel ciclo NEDC. Le emissioni di CO2 sono pari a 102 grammi al chilometro, un valore registrato fino a questo momento solo, o quasi, su vetture nettamente più piccole.

Il quattro cilindri si distingue anche per un elevato comfort di marcia, e si propone come motore di base con sovralimentazione monostadio e turbina a geometria variabile. Testata cilindri e basamento sono realizzati in alluminio e la superficie di scorrimento è rivestita con tecnologia NANOSLIDE sviluppata da Mercedes-Benz riduce in maniera efficace l’attrito tra la superficie di scorrimento e i pistoni in acciaio.Accanto alle varianti ibride ed elettriche Mercedes insiste dunque in primis sulla ottimizzazione dei motori a combustione interna. In due decadi, il consumo medio dichiarato dalle berline di Stoccarda è diminuito significativamente , passando da 9.2 l/100 km (230 g CO2 /km) a  5.0 l/100 km (125 g CO2/km): quasi la metà. Mercedes vanta già oggi 68 varianti  a listino che emettono meno di 120 g/km di Co2. La nuova famiglia di motori td include ovviamente vari step di potenza, ma soprattutto offrirà il vantaggio di un montaggio trasversale, longitudinale su veicoli a trazione anteriore, posteriore o integrale.  In una parola: maggiore flessibilità. Il nuovo quattro cilindri OM 654 clebra la sua premiére mondiale proprio sulla nuova E 220 d disponibile da questa primavera.

 

Tra le caratteristiche principali troviamo in breve: 

 

                -         primo motore a quattro cilindri td con testata e basamento interamente realizzati in alluminio 
 

·         pistoni in acciaio, rivestimento cilindri NANOSLIDE, iniezione common rail di quarta generazione

·         tutte le tecnologie di trattamento dei gas di scarico sono configurate direttamente nel motore. Grazie a nuove misure di isolamento e ad un miglior rivestimento del catalizzatore, non c'è alcuna necessità di una gestione della temperatura del motore durante l'avviamento a freddo o a basso carico. Oltre ai vantaggi in termini di emissioni, questo si traduce in risparmio di carburante, soprattutto su brevi tragitti. 

·         significativamente più leggero e compatto del precedente  168.4 kg invece dei precedenti 202.8 kg (-17%), cilindrata di 2,0 litri invece dei precedenti 2.15 l, minore distanza tra i cilindri 90 mm invece di 94 mm

·        minor livello di emissioni e di vibrazioni 

 

Il nuovo motore è equipaggiato con un sistema di ricircolo dei gas di scarico multivia (EGR): combina un' EGR ad alta pressione ed una a bassa. L’EGR a bassa pressione si abbina dunque a un sistema tradizionale ad alta pressione che interviene quando le emissioni di NOx non vengono integralmente abbattute dall’EGR a freddo. I gas di scarico del turbocompressore vengono inizialmente inviati a un catalizzatore, successivamente l' additivo AdBlue viene aggiunto mediante uno speciale modulo di dosaggio raffreddato ad acqua. Grazie a una nuova zona di mixaggio l' AdBlue evapora nel più breve tempo possibile, e nel percorso più breve, ed è distribuita molto uniformemente sulla superficie a valle del sDPF (filtro antiparticolato con uno speciale rivestimento per ridurre gli ossidi di azoto). Posizionato dietro all' sDPF vi è un catalizzatore SCR per un'ulteriore riduzione degli ossidi di azoto. Solo allora il gas opportunamente trattato entra nell' impianto di scarico. 

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