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Nuova Hyundai i20 1.1 CRDi, va meglio così

Più spaziosa e rifinita meglio, la seconda generazione della compatta coreana si presenta con un aspetto più moderno. E su strada, con il td 1.1, non delude: il 3 cilindri soddisfa per fluidità e rende la guida piacevole anche nei tracciati extraurbani...

Gabriele Canali

Una coreana molto europea. Per il design, che non avrà il primato dell’originalità ma è piacevolmente moderno. Per l'abitacolo: ampio, accogliente e rifinito con materiali di buona qualità. E poi anche per le prestazioni messe in campo dai motori, a cominciare dal turbodiesel più piccolo della gamma e in dotazione al modello provato. Si tratta di un 3 cilindri di 1,1 litri e 75 Cv, più che sufficienti per garantire un buon brio, una rumorosità contenuta e poche vibrazioni, oltre a consumi sempre contenuti, come testimoniano i 23,8 km/litro rivelati nel ciclo extraurbano.

La i20 1.1 CRDi non è dunque una compatta votata solo al risparmio. Non eccelle, questo è vero, nelle riprese perché la scelta di una rapportatura lunga del cambio obbliga a frequenti scalate, ma su strada questa compatta coreana convince soprattutto per la facilità di guida e la sincerità nelle reazioni, a beneficio di un confort che appare una delle migliori qualità della vettura. Quanto ai prezzi, optional inclusi la 1.1 CRDi in allestimento Comfort, quello intermedio, dell’esemplare in prova costa 18.650 euro, cifra peraltro comprensiva, oltre che dei consueti 5 anni di garanzia, di accessori qualificanti come sensori di parcheggio posteriori, cruise control e dispositivo che segnala il cambio involontario di corsia. 

 

INTERNI
Disegnata, come la precedente, dal Centro Stile europeo della Casa, la seconda generazione della i20 è più lunga di 4 cm, per un totale di 4,04 metri, ma è più bassa di 1,6 cm e più larga di 2,4 cm mentre il passo è stato incrementato di 4,5 cm. Tra i segni caratteristici del nuovo design spiccano, per il frontale, la caratteristica griglia esagonale cromata abbassata e i gruppi ottici che si sviluppano in senso orizzontale per accentuare la larghezza della vettura, mentre in coda si segnalano i montanti del tetto celati da un rivestimento in colore nero lucido che forma un tutt’uno con il lunotto, facendolo apparire, quindi, molto avvolgente.

Di piacevole aspetto gli interni, che non deludono per la generosità di spazio, per la colorazione a due tinte che rende più vivace l’abitacolo e per le finiture e i materiali di rivestimento, che convincono per qualità e precisione costruttiva, anche se alcune plastiche restano un po’ rigide al tatto. La plancia propone una nuova consolle dal design tanto essenziale quanto ordinato nella disposizione dei comandi. A richiesta, con un sovrapprezzo di 100 euro, la Casa propone un supporto, ribattezzato docking station, che consente di fissare sulla parte superiore della plancia il proprio smartphone senza ventose né cavetti: una soluzione pratica per ovviare all’assenza di un monitor di tipo touch screen.

 

 

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