PROVE: DS3 Cabrio 1.2 THP Sport Chic, aria fresca

5 settembre 2016
Dario Chiozzotto
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    Ad un leggero restyling si affianca un nuovo tre cilindri turbo 1.2 da 130 Cv vivace, elastico e poco assetato. È appagante su ogni tracciato, ma la capacità....

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    Tra le piccole più modaiole, con il suo look anticonvenzionale, le innumerevoli personalizzazioni estetiche e la sua buona guidabilità, la DS3 si è guadagnata ormai da anni il suo meritato posto al sole, accanto a due intramontabili icone come la Mini e la Fiat 500. Un successo tale da spingere la Casa transalpina a realizzare un marchio nel marchio, con una gamma DS a sé stante e priva di qualsiasi riferimento al brand Citroën.

    Per celebrare l’ evento arriva un nuovo restyling della DS3 che non altera ma aggiorna la riuscita linea della compatta e sfiziosa francese, qui in veste cabrio. Pseudo cabrio, d’accordo, dato che vera cabrio non è, ma vanta comunque tutto l’occorrente per chi vuole godersi una guida a cielo aperto in pochi secondi.

    Più interessante l’arrivo del compatto tre cilindri 1.2 THP turbo benzina da 130 Cv, già in forza su altri modelli del Gruppo PSA. Vivace, molto elastico e decisamente poco assetato, si sposa bene con le qualità dinamiche di una compatta rimasta agile e leggera, con un peso inferiore ai 1.200 kg.

    Pur non eguagliando la sportività di due modelli come Mini e Alfa Romeo MiTo, si rivela sempre divertente anche sui tratti un po’ guidati e rappresenta un buon compromesso tra piacere di guida e confort di marcia. Difetti? Viaggiando a cielo aperto la visibilità posteriore è davvero ridotta ai minimi termini, così come la capacità di carico piuttosto sacrificata con soli 245 litri.


     

    INTERNI

    Profilo e ingombri sono quelli conosciuti, con una lunghezza inferiore ai 4 metri ed un una linea riuscita e inconfondibile, che ha il pregio di non rappresenta una rivisitazione in chiave moderna di una vettura del passato. Non accusa nemmeno troppo l'incedere degli anni, ne sono passati ormai sei dal suo debutto, grazie a un restyling riuscito che vede confermato il trattamento bicolore tetto/carrozzeria e la linea di cintura dal particolare disegno a “pinna di squalo”, ma vede l’adozione di alcuni riusciti tocchi hi-tech, come i fari allo xeno, di serie, gli indicatori di direzione a led a scorrimento che affiancano la calandra verticale dalla forma esagonale con il nuovo logo DS.

    Il confort acustico è stato migliorato grazie all’adozione di una nuova capote in tela multistrato con deflettore aerodinamico di serie, in grado si aprirsi sempre sino a una velocità di 120 km/h. Azionato da un sistema elettrico, il tetto in tela si può aprire o chiudere in soli 16 secondi; si può scegliere se bloccarlo in posizione intermedia o farlo scorrere sino a fine corsa. Molto ampia, come sempre, la possibilità di personalizzazione, con quattro colori della capote tra cui scegliere, dieci differenti gusci dei retrovisori esterni e la possibilità di richiedere numerosi cerchi in lega da 16” e 17”.

    Gli interni non sono stati modificati in modo sostanziale, con la plancia che rimane molto gradevole e personale, oltre che contraddistinta dalla collocazione razionale dei comandi principali e secondari. La novità più significativa è l’adozione di uno schermo touch da 7” a colori centrale che permette un accesso piuttosto facile a tutte le funzioni dell’auto (navigazione, audio/media, telefono..) e ha permesso la semplificazione della plancia, con una ventina di tasti in meno.

    Offre anche la funzione Mirror Screen che consente di utilizzare lo smartphone direttamente sul display centrale. Vi sono però ancora alcuni aspetti perfettibili, come la collocazione della regolazione dell'altezza dei fari sul lato sinistro del piantone o la pedaliera leggermente disassata.

    Omologato per cinque, l’abitacolo offre spazio in abbondanza per guidatore e passeggero anteriore, che può contare su una plancia davvero poco invadente, mentre l’ accesso al divano, comodo solo per due adulti, richiede qualche contorsione di troppo.

    Il portellone del bagagliaio è stato qui sostituito da uno sportello verticale che lascia il posto una volta sollevato a una imboccatura davvero piccola. La capacità di carico è di 245 litri, 30 in meno rispetto alla versione chiusa, ma ampliabili fino a 980 abbassando gli schienali posteriori, frazionati asimmetricamente.

    TECNICA

    Lo schema delle sospensioni è rimasto invariato, con un avantreno a ruote indipendenti di tipo pseudo McPherson ed un retrotreno ad assale semirigido. La vera novità si trova sotto il cofano, con l’arrivo del tre cilindri a iniezione diretta sovralimentato 1.2 PureTech della nuova famiglia EB, che al nostro banco ha erogato una potenza leggermente inferiore, con 126,2 cavalli a 5.690 giri min contro i 130 Cv promessi, ma una coppia massima sensibilmente superiore con 249,2 Nm al posto dei 230 Nm espressi dalla Casa.

    A medio regime abbiamo registrato una flessione della curva di potenza, ma i 105,3 Cv/litro di potenza specifica lo collocano a buon diritto tra i 3 cilindri più potenti e interessanti attualmente in circolazione, accanto all’1.0 Ecoboost Ford da 125 cavalli.

    Nulla da eccepire sul fronte della sicurezza: la dotazione di serie della vettura, infatti, include gli air bag frontali, laterali e anche quelli a protezione della testa, oltre all’Abs arricchito dal sistema di assistenza alla frenata d’emergenza, al controllo elettronico della stabilità, alle cinture di sicurezza pretensionate e agli attacchi Isofix per i sedili posteriori.

    SU STRADA

    La prima nota positiva si scopre all’avvio. Il nuovo tre cilindri turbo non presenta fastidiose vibrazioni al minimo, grazie anche al volano bimassa e al contralbero di equilibratura, né vanta un timbro troppo invadente. Su strada, la DS3 regala fin dai primi chilometri parecchia confidenza e il feeling con la vettura è pressoché immediato, complici gli ingombri ridotti e l'assetto non troppo cedevole.

    Anche in declinazione Cabrio si fregia insomma di un comportamento molto gradevole, preciso e fatto di inserimenti in curva rapidi e da un appoggio altrettanto saldo e sicuro. Composta, ben bilanciata in velocità, è sufficientemente reattiva nei cambi di direzione, grazie anche al passo corto.

    Lo sterzo è poi pronto, diretto e, anche se la DS3 non eguaglia in sportività di due modelli come la Mini e l’Alfa MiTo con un rollio più marcato quando si alza il ritmo, si destreggia con apprezzabile disinvoltura anche sui tracciati più tortuosi. Il nuovo tre cilindri turbo ci mette sempre del suo.

    E’ un'unità molto brillante, pronta e reattiva ai comandi del gas, che ha nell’ elasticità la sua arma migliore. Sensazioni confermate dai dati rilevati, con il classico 0-100 km/h coperto in poco meno di 9 secondi, il km traguardato in poco più di 30 secondi e una rispettabile punta massima di oltre 207 km/h.

    Nulla da eccepire nemmeno in ripresa. Forte di un peso contenuto, meno di 1.200 kg alla bilancia, e di un cambio manuale a 6 rapporti ben manovrabile, permette di chiudere i sorpassi sempre in tutta sicurezza. L’esuberanza della coppia crea persino qualche problema in piena accelerazione con pattinamenti evidenti in prima, soprattutto sul bagnato, e qualche reazione al volante in seconda.

    Risultati di spessore per un tre cilindri 1.2 sovralimentato e ancor più rilevanti perché ottenuti a fronte di consumi sempre contenuti. In città abbiamo sfiorato i 12,8 km/l ,in autostrada i 14 km/l, con una media complessiva di 14,5 km/litro.

    Un’ ultima nota sul confort, con un buon isolamento offerto del tetto in tela quando si viaggia in configurazione chiusa e una buona protezione, sino alle andature autostradali, viaggiando a cielo aperto.

    Migliorabile il confort delle sospensioni, che pagano dazio ad un assetto non troppo cedevole, con le sconnessioni della strada trasmesse molto fedelmente, soprattutto dall’asse posteriore, e qualche percettibile torsione delle scocca sui fondi più accidentati rispetto alla versione chiusa.

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