MTS, quando la passione diventa professione

3 ottobre 2017
di Eugenio Mosca
MTS, quando la passione diventa professione
Concluso il sesto anno di corsi con la consegna dei diplomi agli allievi, la Motorsport Technical School (MTS) guarda già al futuro con ulteriori novità per legare sempre più saldamente la teoria alla pratica.

L’autodromo di Monza come aula

MTS, quando la passione diventa professione

Con la consegna dei diplomi relativi all’anno scolastico 2016/2017, la Motorsport Technical School (MTS), la prima scuola italiana nata per formare i tecnici del motorsport, ha chiuso il sesto anno di attività confermandosi un punto di riferimento per quei ragazzi che ambiscono a entrare in modo professionale nel difficile settore dell’automobilismo e del motociclismo sportivo. Come confermano i dati snocciolati da Eugenia Capanna, direttrice della MTS, nel corso della cerimonia tenutasi presso la Sala della Regione all’Autodromo di Monza, dove si svolgono i corsi: “Dopo 6 anni la MTS si conferma un punto di riferimento per i team nazionali e internazionali che apprezzano la professionalità dei nostri studenti. Lo dimostra l’80% di placement raggiunto dai diplomati MTS, oggi occupati presso team e aziende del settore. Infatti, alcuni degli allievi non sono potuti intervenire oggi perché impegnati in Malesia per il GP di Formula 1”. Quindi il neo presidente del Monza Eni Circuit, Giuseppe Redaelli, ha dato il benvenuto ai ragazzi confermando l’orgoglio dell’impianto brianzolo nell’ospitare questa scuola e l’augurio di trovarli presto nel paddock come professionisti.

Dalla teoria alla pratica

MTS, quando la passione diventa professione

Sul palco, a premiare gli allievi del corso “meccanica di base”, oltre al capoclassifica della F. 3 internazionale Harrison Scott, il docente Fabio Mapelli, già tecnico nei team Bimota e Yamaha, che ha sottolineato come la scuola offra la possibilità concreta di imparare un mestiere. A questi ha fatto eco l’ing. Luigi Urbinelli, direttore di AF Corse, squadra di riferimento del Cavallino nelle categorie GT, che ha ribadito la grande opportunità rappresentata da MTS per l’adeguata preparazione dei giovani ingegneri che desiderano intraprendere una carriera nel motorsport. Come ha rilevato Cristiano Giardina, docente del corso, è del resto molto importante il fattore umano perché si creai una perfetta sinergia tra chi lavora dietro le quinte, come ingegnere o meccanico, e il pilota.

Opportunità concrete

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La consegna dei diplomi ai “meccanici auto racing”, premiati dal pilota Audi Marco Bonanomi in compagnia di Claudio Papaleo, ex capo macchina di Rubens Barrichello e docente del corso, è stata seguita dall’investitura degli studenti del corso “moto racing”, premiati dal centauro Claudio Corti e dai docenti Marco Ventura, capo meccanico di Jorge Lorenzo, e Ambrogio Arzuffi, ex motorista Yamaha. Ventura ha quindi presentato tre studenti MTS selezionati per un periodo di formazione in Ducati Corse, a conferma di come, al termine dei corsi, MTS offra ai propri studenti una concreta possibilità d’ingresso nel mondo del motorsport, con un periodo di stage presso team selezionati. In aggiunta, grazie alla rinnovata partnership con il Fondo Vasco Ferrante, 10 studenti avranno la possibilità di volare a Woking per una visita didattica presso lo stabilimento McLaren.

Direttamente in pista

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Ora, è già tempo di guardare avanti con ulteriori novità. Oltre alle selezioni per il corso “race engineering”, tuttora aperte, per il prossimo anno scolastico che si aprirà a dicembre la simbiosi tra teoria e pratica diventerà ancora più stretta. Oltre al consueto lavoro in aula e nei box (quelli dell’Autodromo di Monza), i ragazzi avranno infatti l’opportunità di apprendere in pista, curando una monoposto di F. 4 targata MTS.

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