Nuova Mini Clubman, prime impressioni

8 dicembre 2015
Massimo Mambretti
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    Rispetto alla precedente Clubman il balzo dimensionale è evidente. Con un passo più lungo di ben 10 centimetri ora è una station wagon compatta. Prestazioni brillanti e...(listino)

    INTRO

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    In casa Mini continua l’operazione incremento delle dimensioni che, ora, compie un altro passo vanti grazie all’avvento della nuova generazione della Clubman. Come la Mini a 3 porte e quella a 5 porte, che è una versione che non è mai stata presente nelle fila del marchio, anche la Clubman si basa sull’architettura modulare Ukl, destinata anche ad alcune Bmw come dimostrano già l’Active e la Gran Tourer e come confermerà la prossima generazione della Serie 1, e si distacca dalla precedente per tanti fattori.

    STATION
    In prima battuta per la crescita delle dimensioni, poiché la lunghezza passa da 3,98 a 4,25 m. Un incremento che colloca la nuova Clubman di diritto fra le station wagon di taglia media, anche se per onorare la denominazione Mini è una delle più compatte, se non la più compatta di tutte. All’incremento della lunghezza s’affianca l’aumento del passo di 10 cm che si riflette, unitamente al disegno della carrozzeria caratterizzato da una “tensione” delle superfici analoga a quella delle consanguinee, ovviamente anche sull’ampiezza dell’interno.

     



    LOOK
    L’aspetto di questa nuova Mini che si distacca da quello della precedente per la distribuzione dei volumi della carrozzeria, il design che rende più autorevole l’aspetto della vettura e premia anche la corretta profilatura aerodinamica, poiché integra soluzioni come gli Air Curtains e gli Air Breathers. La definizione formale porta in dote anche i gruppi ottici posteriori a sviluppo orizzontale che enfatizzano la larghezza della carrozzeria e, soprattutto, la distribuzione e il numero delle portiere. Queste ultime passano da 5 a 6, in quanto alla riconferma delle due ante che consentono l’accesso alla zona di carico e che si possono anche aprire ricorrendo al sistema che affida a questo compito al movimento dei piedi s’aggiungono due vere porte posteriori sulle fiancate, che agevolano l’accessibilità all’abitacolo. 

     

     

     

    45 ANNI
    La prima Mini denominata semplicemente Clubman apparve nel 1969 ma, diversamente da quanto verrebbe da pensare, non si trattava della vera progenitrice dell’esemplare provato, ma di una variazione sul tema della classica Mini caratterizzata dal frontale squadrato e della sua variante station wagon, con analogo muso. Insomma, allora Clubman identificava una famiglia di Mini. La denominazione è stata poi ripresa per identificare, a partire dal 2007, il modello che ha preceduto l’attuale Clubman, caratterizzato dall’asimmetria delle porte sulle due fiancate. Per la cronaca, in passato, le Mini station si chiamavano, prima, Traveller e Countryman e, poi, Clubman Estate.

    GAMMA E LISTINO

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    Sotto le vesti si ritrovano un arredamento definito seguendo gli attuali canoni Mini e un sistema d’infotainment con una tecnologia che segue di pari passo quello montato sulle Bmw, l’head up display e una rete elettronica che può includere la gestione e i settaggi delle sospensioni attive e del Drive Mode che configura la vettura secondo le logiche Green, Mid e Sport. Queste tecnologie sono di serie o a richiesta secondo le versioni.

     

    GAMMA 
    L’articolazione della gamma, in vendita a prezzi che partono da 24.800 euro, al momento include le Clubman a benzina Cooper spinta da un’unità di 1,5 litri con 136 Cv a 3 cilindri e Cooper S, mossa invece da un motore sempre turbo ma a 4 cilindri e di 2 litri con 192 Cv oltre alla turbodiesel Cooper D che impiega un 4 cilindri di 2 litri con 150 Cv. Più avanti arriveranno la One a benzina da 102 Cv e la turbodiesel One D da 116 Cv, spinte da unità a 3 cilindri. Per tutta la famiglia è prevista la possibilità di montare il cambio automatico, a 6 rapporti oppure a 8 rapporti per le versioni equipaggiate con i motori a 4 cilindri, al posto del manuale a 6 marce. La nuova Clubman è offerta negli allestimenti base, Boost e Hype ai quali si aggiunge il Business nel caso della Cooper D. 

     In allegato in alto il listino pdf. 

    SU STRADA

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    La Cooper S con cambio automatico sportivo a 8 marce (2.100 euro) con paddles al volante, sospensioni a controllo elettronico (550 euro) e sistema di configurazione vettura Driving Mode (di serie) è stata la versione con cui abbiamo fatto conoscenza con la nuova Clubman. Dinamicamente sfodera buona parte del go-kart feeling del casato, anche se la corporatura e la massa limano un po’ questa caratteristica, e quindi si rivela sempre piacevole da guidare.

    Un fattore propiziato sia dal comportamento sempre affidabile sia dall’agilità, esaltata anche dalla prontezza dello sterzo specie quando s’imposta la modalità Sport che agisce sulla reattività del motore e del cambio, oltre che sul set-up delle sospensioni e le soglie d’intervento dei sistemi di gestione del dinamismo. A rendere la guida gradevole provvede anche il motore turbo a iniezione diretta da 192 Cv che soddisfa sia nell’uso tranquillo grazie alla fluidità con cui eroga coppia e potenza sia (ovviamente ancora di più) quando si può affondare l’acceleratore e si pretendono progressioni incisive. In tutti i casi ha un temperamento pronto, e ben sostenuto anche dalla reattività del cambio automatico, che imprime spinte regolari già da poco più di appena 1.000 giri.

     

     

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