Lotus Elise Cup 2015, alto godimento

15 ottobre 2015
Eugenio Mosca
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    PB Racing e Haxatron Racing System hanno realizzato una versione “Cup” della Lotus Elise che esalta prestazioni e divertimento di guida della piccola Gt inglese, mantenendo bassi i costi...(video on board)

    Lotus elise cup 2015, alto godimento

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    Stefano D’aste e Marco Calovolo, rispettivamente titolari della PB Racing e della società di engineering Hexatron Racing System, nel 2013 presentarono a Lotus Motorsport il progetto di un trofeo monomarca che a fronte di costi limitati e semplicità di gestione della vettura avrebbe garantito spettacolo e divertimento in pista. La protagonista sarebbe stata la Lotus Elise, inizialmente si era pensato a quella spinta dal 1.6 aspirato da 140 cv ma dopo vari incontri con i vertici della Casa di Ethel si optò per il quattro cilindri 1.8 di derivazione Toyota con compressore volumetrico da 160 cv anche se questo costava qualcosina in più.

    La Elise garantiva una buona base di partenza per arrivare, con poche modifiche di un apposito kit, a una vettura dal DNA indubbiamente corsaiolo pur senza una eccessiva esasperazione. Infatti la maggior parte delle componenti della Elise Cup rimangono di serie, limitando quindi i costi per le parti speciali, e PB Racing e Hexatron sono intervenute solo in quelle aree strettamente necessarie per garantire un miglioramento prestazionale oppure per adeguare alcuni particolari all’utilizzo più stressante delle corse.

    TUTTI SULLO STESSO PIANO
    Il Kit prevede una evoluzione aerodinamica, studiata con il sistema CFD, che comprende splitter anteriore, bandelle laterali, fondo piatto, estrattore e ala posteriore regolabile. Un pacchetto che ha garantito un aumento del carico aerodinamico di circa 150 kg. L’assetto è stato ottimizzato con l’adozione di ammortizzatori Bilstein racing con taratura fissa, dotati di cinque sedi sul fodero per variare l’altezza da terra della vettura, con due set di molle con carico differente “mixabili” tra loro, mentre l’impianto frenante di serie, con servofreno e ABS leggermente modificato, è stato potenziato con dischi auto ventilati di maggiore dimensione (308 mm) all’anteriore. Gli pneumatici sono Yokohama (slick e rain) su cerchi da 8x17”.

     



    Il motore è stato potenziato con una nuova mappatura elettronica, aspirazione modificata, impianto di scarico racing, e adeguato il circuito di raffreddamento , arrivando ad erogare una potenza max di 245 cv a 6.800 giri/min, che potrebbero sembrare non eccessivi sulla carta ma abbinati a un peso di soli 820 kg garantiscono un ottimo rapporto peso-potenza di 3,3 kg/cv. Motore e centralina sono forniti sigillati,  quest’ultima può essere scambiata con un’altra vettura così da scoraggiare eventuali “furbate”, mentre il garantisce una lunga percorrenza chilometrica in grado di coprire due stagioni di gare.

    Il cambio sequenziale a sei rapporti, definiti così come la taratura dell’autobloccante meccanico, è stato progettato dalla PB Racing e realizzato da Quaife. Come si intuisce, si è cercato di mettere tutti sullo stesso piano standardizzando le poche modifiche, in modo tale che gli interventi possibili da parte dei team siano veramente limitati. Questo non significa che il lavoro svolto bene da un team non paghi, soprattutto nella cura dei dettagli e nella manutenzione della vettura, però a parere di Mauro Guastamacchia, team manager e pilota dell’Aggressive Team Italia che al debutto ha piazzato le sue due vetture ai vertici della classifica, con lo svizzero Franco Nespoli che si è laureto campione e lo stesso Guastamacchia che ha conquistato la piazza d’onore, proprio per il livellamento tecnico il pilota deve metterci anche del suo. 

     

     

    RICETTA VINCENTE
    La filosofia della Lotus Italia Cup che oltre all’interessante rapporto divertimento-costi, con la vettura che pronta corse costa 55.000 euro ma soprattutto vanta costi di gestione limitati, è riuscita a creare una piacevole atmosfera tra i partecipanti, con l’effervescente “villaggio” che nel paddock agevola la logistica dei team e favorisce l’aggregazione, ha fatto proseliti. Tanto che al momento in cui scriviamo sono state vendute 22 vetture con una media di 15 presenze sulla griglia di partenza, che di questi tempi non è male. Inoltre, a confermare il gradimento vi sono le presenze di alcuni giovani interessanti e di due “ospiti” di riguardo come Ivan Capelli, presente in diverse occasioni quando libero da impegni con mamma Rai, e il centauro Marco Melandri, che ha partecipato agli ultimi due round facendo centro in gara 2 al Mugello.

     

     

    PROMESSE MANTENUTE
    Sul tracciato Tazio Nuvolari di Cervesina (PV), che grazie alla varietà di curve e al buon rettilineo lungo i suoi 2.804 metri consente di mettere alla prova la guidabilità di una vettura sia in termini di assetto e freni che di motore, abbiamo provato la vettura dell’Aggressive Team Italia che si è laureata campionessa con Franco Nespoli e vi possiamo anticipare che siamo stati favorevolmente impressionati. Per saperne di più non vi rimane che aspettare il prossimo numero di Automobilismo, nell’attesa potete gustarvi un giro della pista pavese al volante della Lotus Elise Cup.  

     

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