Lexus CT 200 Hybrid F Sport

12 agosto 2014
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    Stessa meccanica della Toyota Prius, ma con un look più grintoso e un assetto più rigido e reattivo. Con un po’ di attenzione si percorrono anche 20 km/litro, ma il pacco batterie sottrae volume ai bagagli....

    Lexus ct 200 hybrid f sport

    Con la CT 200h, recentemente rinnovata nella linea e nelle finiture, Lexus persegue un duplice obiettivo: rendere accessibile e conosciuto a un maggior numero di utenti il marchio di lusso Toyota e proporre una vettura da famiglia alternativa alle “solite” diesel regine del segmento. Lo fa con una vettura interessante specie a livello meccanico, in grado di assicurare prestazioni più che sufficienti con consumi sempre molto contenuti. A patto di usare alcune precauzioni nella guida, che deve essere la più regolare possibile per permettere al sistema ibrido di ottimizzare le prestazioni in chiave di riduzione di consumi ed emissioni.

    La tranquillità dell’acquisto è data dal fatto che Toyota e Lexus vendono, insieme, più del 90% di tutte le ibride acquistate dagli automobilisti italiani. Di più, la sola Lexus vende solo vetture ibride, dopo che l’unico esperimento con la IS a gasolio di qualche anno fa non ha sortito le vendite sperate. Un’esperienza unica nel panorama automobilistico italiano e mondiale, che fa del Gruppo giapponese il leader in questo tipo di motorizzazione. Che sta avendo sempre più riscontro anche in Italia, dove la crescita è consolidata e posiziona tale alimentazione costantemente al di sopra dell’1% del totale del venduto.

    A titolo informativo, le bi-fuel a metano non arrivano al 5% mentre quelle a gpl si posizionano sotto al 10%. Le avversarie sono le solite del segmento, rispetto alle quali la CT 200h offre un allestimento completo con finiture di qualità, ma risulta perdente per quanto riguarda spazio interno e prezzo, incentivi esclusi. Che parte, per l’allestimento di accesso comunque molto completo, da 27.250 euro e arriva oltre i 36.000 nel più lussuoso e accessoriato. Esclusi come detto eventuali incentivi, da poco nuovamente disponibili per gli automobilisti italiani. Come nel caso dell’esenzione del bollo per gli ibridi in cinque regioni (Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Puglia) e fino a 5.000 euro di bonus a seconda delle emissioni.

     

    TECNICA E SICUREZZA
    La meccanica riprende quasi in toto quella della Prius. Il motore a benzina è un 1,8 litri da 73 kW / 99 Cv a ciclo Atkinson, in pratica un ciclo Otto con valvola di aspirazione a chiusura ritardata. In questo modo la corsa del pistone nella fase di espansione è maggiore di quella in compressione: da qui un minore consumo pur se a scapito della potenza massima. Che viene compensata dal motore elettrico, in particolare ai bassi  carichi. Nello specifico si tratta di un motore sincrono da 60 kW / 82 Cv, con una coppia di 207 Nm / 21,10 kgm erogata istantaneamente, per una potenza complessiva del sistema pari a 100 kW / 136 Cv. Il motore elettrico è alimentato da un pacco batterie all’idruro metallico di nickel formato da 28 moduli per una capacità complessiva di 6,5 Ah e una potenza di 36 kW.
     
    La trasmissione è affidata a un gruppo a variazione continua CVT a controllo elettronico, mentre le sospensioni sono di tipo tradizionale, Mc Pherson davanti e a doppio braccio oscillante dietro, con ammortizzatori dalla taratura specifica nell’allestimento della prova. Impianto frenante a quattro dischi e sterzo assistito elettricamente completano il quadro tecnico della vettura. Capitolo sicurezza: sono presenti tutti gli ausili elettronici più diffusi uniti ad air bag a tendina per tutto l’abitacolo e per le ginocchia di guidatore e passeggero, oltre a sedili con poggiatesta anti colpo di frusta, attacchi Isofix sul sedile posteriore e indicatore pressione pneumatici.
     
    SU STRADA
    Avvicinandosi alla CT 200h si può rimanere disorientati. Sulla porta posteriore è infatti presente in basso la scritta Hybrid, mentre sul parafango anteriore troneggia il logo F Sport. Due aspetti che possono apparire contrastanti? In effetti la guida delle vetture ibride deve essere improntata alla massima regolarità possibile, senza brusche accelerazioni o frenate improvvise e limitando la pressione sull’acceleratore. Il contrario quindi di una guida sportiva, che invece l’allestimento sembrerebbe suggerire. La soluzione è nelle modalità di guida selezionabili: oltre alla standard, alla Eco e alla full-electric, si può settare il tasto in modalità Sport. In questo modo, cambia la risposta all’acceleratore, la rigidità dello sterzo e, visivamente, la strumentazione si colora di rosso con l’econometro trasformato in contagiri.
     
    Anche il sound allo scarico diventa più cupo, ed è così possibile togliersi più di una soddisfazione soprattutto sui percorsi misti. Nella marcia normale il passaggio dalla trazione elettrica al motore termico è di fatto impercettibile, e se non fosse per la spia verde sul cruscotto difficilmente ci si accorgerebbe. La vettura è infatti impostata per una guida tranquilla e rilassata, e in questo senso è prevedibile che la maggior parte dell’utilizzo avvenga in modalità standard. Il motore, grazie all’aiuto dell’elettrico, reagisce prontamente in basso, ma tende, anche a causa del tipo di trasmissione, a calare un po’ agli alti regimi. In accelerazione si avverte la spinta elettrica che compensa il ritardo del cambio, mentre la ripresa può essere quasi rabbiosa o più progressiva in funzione della pressione sull’acceleratore e al conseguente intervento o meno del motore elettrico. Il tutto sempre ben supportato dal telaio, con assetto specifico e cerchi da 17” in grado di assicurare un buon bilanciamento tra doti dinamiche e confort.  Le curve vengono affrontate con sicurezza, e il retrotreno segue fedelmente le traiettorie delle ruote anteriori. Il comportamento è quindi neutro e quasi simile a una trazione posteriore. 

    Bene il giudizio anche per la frenata, a patto di acquisire un po’ di dimestichezza con la sensibilità del pedale. Come tutte le ibride, l’azione frenante avviene già al rilascio dell’acceleratore, mentre per le decelerazioni più impegnative è necessario agire con decisione sul pedale. Gli spazi sono comunque molto buoni e costanti indipendentemente dal carico della vettura. Anche il confort di marcia risulta sempre molto valido, nonostante la taratura specifica di assetto e sospensioni. La rumorosità è generalmente contenuta tranne che nelle accelerazioni più spinte, mentre le sospensioni assorbono più che adeguatamente le varie irregolarità del fondo stradale. Il capitolo consumi è forse quello sul quale maggiormente si dibatte parlando di ibride. Premessa di tutto è il comportamento da adottare alla guida: evitando come detto brusche accelerazioni e frequenti variazioni nella pressione sull’acceleratore, consumi ed emissioni rimangono adeguatamente sotto controllo. In queste condizioni, in ambito cittadino si possono percorrere fino a quasi 19 chilometri con un litro, rimanendo sopra i 20 anche sui percorsi extraurbani. Non male, viste le dimensioni e le possibilità di utilizzo della vettura.

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