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Lancia Rally 037, controcorrente

In piena era turbo e con la “rivoluzione 4x4” alle porte, per vincere il Mondiale Rally del 1983 la Lancia sfodera un’arma che sembra anacronistica: una berlinetta a trazione posteriore e con compressore volumetrico. Eppure proprio quella vettura riporterà a Torino il titolo iridato. Tutti la ricordano in versione racing: ecco come si presentava appena uscita di fabbrica... (76 foto/video)

Bassa, larga e allungata: come un alligatore pronto all’attacco. Le sue linee sono tutte dinamismo e aggressività, ma asciutte ed essenziali come quelle di un atleta. Nel suo disegno non c’è un elemento superfluo, una concessione al lezioso: la bugna sul cofano non serve a proclamare doti da lottatrice, ma è un rialzo necessario a far posto alla ruota di scorta; la doppia gobba sul tetto non è una citazione colta delle Abarth Zagato anni 50, ma un semplice espediente per tenere bassa la linea del tetto pur lasciando spazio al casco degli occupanti; le grandi, nere “orecchie” dietro i finestrini non servono a spaventare la concorrenza, ma semplicemente per convogliare nel vano motore la gran quantità d’aria necessaria al compressore volumetrico e al raffreddamento; l’ampio cofano con il lunotto che lascia il propulsore a vista non è un preziosismo estetico che anticipa la Ferrari 360 Modena, ma la risposta alla necessità di non porre ostacoli a interventi rapidi sulla meccanica durante le concitate assistenze dei rally.

La Lancia Rally 037 non è una vera auto stradale, ma ne rappresenta un’estremizzazione abbastanza credibile ai fini di ottenere l’omologazione da corsa nel Gruppo B del regolamento sportivo riformato nel 1982. Secondo le nuove regole varate quell’anno, le Case automobilistiche avrebbero potuto omologare autentici prototipi da competizione purché costruiti in 200 esemplari in un anno, con la possibilità di creare successivamente 20 esemplari “evoluzione” ogni anno con caratteristiche ancora più esasperate. La nuova suddivisione dei Gruppi di corsa metteva di fatto fuori gioco le 131 Abarth Rally, fino allora valide paladine dell’onore del Gruppo Fiat nei rally: per non lasciare spazio alla concorrenza bisognava studiare una nuova arma, e in fretta.

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