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La Panda compie 30 anni

La sfida era difficile: dopo il grande successo popolare della 127 (1971) e della piccola 126 (1972), la Fiat doveva creare un modello capace di rinverdire i fasti del passato; la risposta prese il nome del simpatico orsetto...



Il primo bicilindrico fu sostituito nel febbraio del 1987 da un più potente 4 cilindri di 750 cc capace di erogare 34 cavalli a poco più di 5000 giri/min. Derivato dal noto “Fire” che equipaggiava la Uno, il motore conservava di quest’ultimo solo l’impostazione generale ed alcuni particolari meccanici. Caratterizzato da alesaggio e corsa di 65x58 mm , aveva distribuzione monoalbero azionato da cinghia dentata ed era alimentato da un carburatore monocorpo Weber 32 TLF, che rendeva particolarmente difficoltose le partenze a freddo


Sempre agli inizi dello stesso anno la Panda fu equipaggiata con un propulsore di 1000 cc da 45 cavalli, che sostituiva quello precedente della medesima cilindrata, e da un motore Diesel di 1300 cc e capace di erogare una potenza di 37 cavalli a 4000 giri. I due nuovi propulsori a benzina si facevano apprezzare per la loro vivacità, soprattutto nella guida cittadina, e per i consumi contenuti. Decisamente meno elastico ed abbastanza rumoroso risultava invece il motore Diesel, che già equipaggiava la Uno. Queste caratteristiche erano solo in parte compensate da una notevole resistenza e da una buona rapidità di risposta. Migliorabili invece per tutti i modelli Panda restavano il cambio, abbastanza gommoso e ruvido, e lo sterzo, leggero e poco preciso.

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