La sfida era difficile: dopo il grande successo popolare della 127 (1971) e della piccola 126 (1972), la Fiat doveva creare un modello capace di rinverdire i fasti del passato; la risposta prese il nome del simpatico orsetto...
Certo, la cura dei dettagli restava
marginale; basti pensare ai comandi del minuscolo cruscotto o alla lamiera
lasciata scoperta in più punti, mentre la marcata rumorosità di marcia
era dovuta sia ai propulsori stessi, sia all’assenza di insonorizzazione
dell’ abitacolo. Tutti i “difetti” della Panda, in fondo
non stonavano con l’impostazione generale dell’auto, spartana, ma in
compenso maneggevole e parca nei consumi. In città, ad esempio, si potevano
tranquillamente percorrere 15 chilometri con un litro di benzina.
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