La Panda compie 30 anni
La sfida era difficile: dopo il grande successo popolare della 127 (1971) e della piccola 126 (1972), la Fiat doveva creare un modello capace di rinverdire i fasti del passato; la risposta prese il nome del simpatico orsetto...
Due volumi, superfici piane, linee di raccordo nette ed una cintura
alta, queste le caratteristiche principali della nuova piccola di Casa
Fiat. Particolare per la sua linea molto squadrata e per l’irriverente
spartanità degli interni, la Panda fu da subito apprezzata dal pubblico
giovanile, soprattutto per il prezzo di vendita molto contenuto. Solo
leggermente
rivisitata nel corso degli anni, la linea della Panda non ha mai subito
cambiamenti radicali nel corso dei suoi tanti anni di vita. Eppure sin
dalla prima versione, tutta la carrozzeria era segnata da impronte, rilievi,
piccoli dettagli che cercavano di “muovere” il suo disegno molto semplice
e squadrato. La fiancata ed il cofano, per esempio, erano percorsi entrambi
da evidenti nervature o i sottili profili al lato del tetto, che avevano
la funzione di nascondere la saldatura alle fiancate. Uno dei primi modelli
a scala naturale Un po’ vuota era invece la coda, soprattutto con lo spostamento
della targa (al primo leggero restyling nel 1987) sul fascione paraurti,
decisione che lasciò molto “pulita” la zona inferiore del portellone
posteriore. I piccoli gruppi ottici verticali, per quanto ben dimensionati,
non riuscirono a personalizzare l’ insieme. Nel complesso tuttavia il
disegno piacque e si dimostrò in grado di resistere alle mode.
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