La Koenigsegg Regera a nudo nei crash test

7 January 2018
a cura di Redazione Automobilismo
La Koenigsegg Regera a nudo nei crash test
Il muletto svedese viene sottoposto a severi test di sicurezza per valutare la resistenza del carbonio.

Quando si parla di supercar o meglio ancora di hypercar ci si riferisce a "mostri sacri" o "dei dell'olimpo" dei quali le stesse case automobilistiche, costruttrici di tali capolavori di ingegneria, fatino molto a divulgare dettagli importanti o particolari segreti in nome del buon vecchio segreto professionale. Sempre più spesso, infatti, assistiamo all'esaltazione delle doti che queste vetture hanno e delle prestazioni che queste vetture da competizione sono in grado di raggiungere, ma sempre meno spesso veniamo informati di cosa ci sia alla base di tali capolavori della tecnica, di quali ingegnose decisioni progettistiche o tecniche siano state prese per raggiungere risultati così elevati. Figuriamoci poi quando ci si addentra nel campo dello sviluppo, del collaudo o dei test finali di valutazione delle prestazioni e della sicurezza. Ecco in questo caso la nostra possibilità di conoscere con precisione i risultati di questi test diventa ancora più ridotta.

La Koenigsegg Regera a nudo nei crash test

La megacar da 1 MW

Questo è però quello che accadeva fino a pochi giorni fa perché la Casa automobilistica svedese - già nota per aver surclassato la Bugatti Chiron nella pratica dello 0-400-0 km/h e per aver raggiunto la velocità massima di 444,6 km/ha bordo della fantastica Koenigsegg Agera RS - ha per la prima volta divulgato un filmato inerente ai crash test eseguiti su una vettura con telaio e carrozzeria in carbonio. Stiamo parlando della Koenigsegg Regera, l'hypercar/megacar ibrida capace di una potenza complessiva combinata superiore a 1 MW e dal prezzo unitario pari a circa 2 milioni di euro.

La Koenigsegg Regera a nudo nei crash test

In nome della sicurezza

Come si legge all'interno dei tribunali: "La legge è uguale per tutti". Ecco che nessun costruttore, nemmeno colui che produce vetture costosissime, a tiratura limitata, dalle prestazioni elevatissime o progettate con materiali innovativi può sentirsi esente dal rispettare le severissime norme sulla sicurezza obbligatorie per poter ricevere l'omologazione a circolare su strada. Una pratica che non può essere evitata nemmeno quando il muletto da collaudare e da sottoporre ai numerosi test ha un prezzo veramente elevato o quando la vettura in questione verrà prodotta in un numero esiguo di esemplari. Come direbbe un saggio: " La sicurezza prima di tutto".

La Koenigsegg Regera a nudo nei crash test

La cavia da laboratorio

Il video, pubblicato dalla stessa Koenigsegg sul suo profilo Instagram, mostra delle immagini davvero forti che i più appassionati di voi o i più deboli di cuore faticheranno a vedere. Un vero e proprio maltrattamento che ha come scopo finale quello di rende quanto più sicura possibile una hypercar non proprio di tutti i giorni. Ricordiamo, infatti, che si tratta di una coupé da oltre 1500 CV, realizzata in soli 80 esemplari, venduti a quasi 2 milioni di euro e che, grazie al suo powertrain ibrido composto da propulsore termico, tre motori elettrici ed un pacco batterie, promette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi.

Nulla è lasciato al caso

L'hypercar svedese viene sottoposta a impatti frontali e laterali, contro ostacoli fissi e mobili, pareti piane o semplici pali. Successivamente viene coinvolta in tamponamenti frontali e laterali e persino allo schiacciamento del tetto. Come se non bastasse i tecnici svedesi proseguono con il valutare il livello di resistenza anche di ruote, sportelli e carrozzeria. L'auto, infatti, viene sottoposta a intense martellate su tutta la carrozzeria e nel sottoscocca, due tecnici sbattono violentemente le portiere per chiuderle e, infine, l'auto viene fatta passare a elevata velocità all'interno di profonde buche o sopra generosi gradini. Test davvero severi, identici a quelli ai quali vengono sottoposte tutte le altre vetture, che hanno dimostrato come anche la rigida costruzione in fibra di carbonio sia in grado di garantire un elevato livello di sicurezza.

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