Il mondo delle corse di Lamborghini: divertimento e velocità

10 agosto 2016
Andrea Brambilla
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    Vivere l’emozione di una 24 ore, provare auto che rappresentano l’eccellenza dell’automobilismo nel mondo, e vedere giovani piloti darsi battaglia in un campionato monomarca che segna 50 vetture alla partenza, quasi fossero piccole utilitarie. Tutto questo fa parte del mondo di “Lamborghini Squadra Corse”.

    Il mondo delle corse di lamborghini: divertimento e velocità

    Circuito di Spa Francorchamps, la temibile e spaventosa curva Eau Rouge, 50 Lamborghini Hurracan Super Trofeo alla partenza della quarta tappa del campionato monomarca, ed una 24 ore con ben 61 equipaggi al via. Nell’ultimo week-end di luglio, nei giorni in cui molti preferiscono indossare il costume da bagno e rosolare al sole delle nostre spiagge, noi abbiamo respirato aria da “corsa” assieme agli uomini Lamborghini, in quello che è considerato uno dei più bei circuiti al mondo.

     

    E’ stata una tre giorni in cui abbiamo preso, nel vero senso della parola, il “Toro” per le corna; questo grazie a test drive in prima persona su strada, hot lap con piloti professionisti in pista, il tempo infinito speso ad ammirare il grandissimo lavoro dei meccanici all’opera.  

     

    Lo storico marchio Italiano - ora di proprietà tedesca - con l’arrivo sul mercato della Huracàn ha creato un campionato monomarca combattuto, divertente e di altissimo livello, grazie sia alle vetture che ai bellissimi circuiti in cui vengono scatenati i loro 620 cavalli. Auto tutte derivate dalla versione stradale da cui ereditano telaio e motore: detto questo, è bene sapere che il resto è stato rivisitato per renderla una vera macchina da corsa con caratteristiche tecniche e meccaniche che hanno poco a che vedere con il normale uso da strada. Basta guardarla, anche da lontano, che la Super Trofeo inizia ad incutere timore, il suo sguardo da vera dura e quel kit aereodinamico che sembra disegnato dal vento, le danno quell’effetto “Wow” a cui nessuno sa resistere. Non a caso questa componente è stata sviluppata in collaborazione con gli ingegneri della Dallara con la super visione del fondatore Gian Paolo Dallara che ha contribuito nella realizzazione e nello sviluppo di questo progetto.

     

    Oltre a essere indubbiamente bella, quest’auto è anche veloce e gode di dotazioni tecnicamente e meccanicamente molto raffinate. L’ABS da gara ha la possibilità di 12 diverse configurazioni così come il controllo di trazione che dispone di 9 diversi settaggi; grazie a questi sistemi ogni pilota può configurare al meglio la vettura sia su asciutto che su bagnato a seconda del proprio stile di guida. Questi sistemi vengono gestiti da due manettini presenti sul volante, in stile Formula 1, che ospita anche i pulsanti per la radio, il limitatore pit-lane, la retromarcia e il cambio di schermata sul display frontale da dove vengono visualizzati i tempi sul giro e le varie temperature relative al veicolo.

     

    Il peso totale della Huracàn Super Trofeo è di 1.270 kg, questo la porta ad avere un rapporto di peso-potenza di 1 cavallo per ogni 2 kg di massa, ma cosa ancora più importante è la distribuzione dei pesi che è 42% sull’anteriore e 58% al posteriore. Grazie a questo bilanciamento, quasi perfetto, l’auto è molto maneggevole e facile da guidare; questo è testimoniato anche dalle parole entusiaste dei giovani piloti di casa Lamborghini che la definiscono come una perfetta nave scuola su cui fare più esperienza possibile.

     

    La formula del campionato Super Trofeo Blancpain (main sponsor), dunque, non può essere che vincente grazie ad una macchina bella e molto prestazionale, alla divisione in 3 diverse categorie di piloti Pro, Pro-Am ed Am, scelti in base all’esperienza e ai risultati ottenuti, e alla professionalità di Casa  che segue passo passo ogni pilota.

     

    Alla 24 ore, discorso diverso per le Huracàn GT3; qui siamo di fronte ad auto più esasperate sia dal punto di vista meccanico che prestazionale: l’adozione di sistemi Bosch da competizione per l’elettronica dell’ABS e del controllo di trazione sono solo alcuni dei dettagli che caratterizzano queste vetture. Già a occhio nudo si scorgono differenze nell’aereodinamica, qui ancora più incisiva e con più appendici, un cockpit più complicato e con più regolazioni come si conviene per le gare endurance. C’è un'altra cosa che, soprattutto per le GT3 ci è rimasto impresso: è il sound, o meglio, il grido sprigionato dai tubi di scarico. Non utilizzando il turbo, a differenza di tante altre case come Ferrari, Audi e BMW, ad esempio, e avendo una cubatura notevole - 5.2 litri - il canto del V10 Lamborghini è quello con la voce più potente e prima di scorgerla all’orizzonte l si fa sentire.

     

    Sarà difficile dimenticare le due partenze del Super Trofeo con le 50 scatenate Huracan che si trovavano ad affrontare la temibilissima e spaventosa curva Eau Rouge, a velocità considerate folli per noi comuni mortali e a pochissima distanza l’una dall’altra. Non avevamo un joystick in mano quella era la realtà e faceva rimanere completamente inebetiti a bocca aperta…

     

     

    IN PISTA CON SARA BOVY

    Tra le tante attività previste Lamborghini organizza gli “hot lap” in pista a bordo delle sue macchine, con i piloti che prendono parte ai diversi campionati. Arriva il nostro turno. Quando prendo posto sul sedile del passeggero scorgo sotto il casco del mio driver un capello biondo lungo… É Sara Bovy pilota belga del Super Trofeo: conosce molto bene sia il circuito che la macchina. Non perdo tempo e gli chiedo di non risparmiarsi e lei, felice alla mia richiesta, ovviamente non si tira indietro. Affrontiamo un giro di pista a “cannone” per usare un termine tecnico; la Huracàn stradale si comporta benissimo e Sara, pur essendo abbastanza al limite, fa minime correzioni sul volante dimostrando grande stabilità e facilità di guida. È una vettura di serie ma si sente che tra i cordoli si trova a suo agio, meglio forse che tra i semafori di una metropoli. Diventa quasi difficile descrivere cosa si prova in questo circuito di oltre sette chilometri; ogni volta è come fosse la prima. Regala emozioni degne da circuiti “old school”. Sceso dalla macchina, ancora adrenalinico, scambio quattro chiacchere con lei. Sara, ventenne - corpo mozzafiato - ha avuto la fortuna di avere un papà che correva in auto e che ha potuto aiutarla durante i primi Motorsport. Dopo i go-kart, dunque, è riuscita a passare le selezioni per la Formula Renault fino ad arrivare al Campionato Turismo belga. Arriva in Lamborghini grazie ai risultati ottenuti, scoperta sui campi di gara. Guardando i suoi occhi mentre parla della sua vita sportiva, quasi alle super-cars non ci pensiamo più: non sono i cavalli ma è sempre la passione la benzina della vita.

     

    AVENTADOR SV: L’ESTREMA

    Tra un giro di pista e l’altro ci siamo anche concessi un bel tour tra le colline belga a bordo dell’esemplare numero 1 dell’Aventador Super Veloce. Una vettura scelta a caso… insomma. Più che una macchina da strada è un’auto da corsa con una targa, i fari e le frecce. Look aerodinamico ed estremo e motore da 6.5 litri V12 capace di erogare 750 cavalli fanno volare la SV a 100 km/h da ferma in 2,8 secondi. Per toccare i 200 km/h ci vogliono 8,6 secondi mentre i 300 km/h si raggiungono in 24 secondi netti. Seicento esemplari in tutto il mondo e prezzo da appartamento ma, signori e signori, la Super Veloce è una vera super-car come queste dovrebbero essere e come erano una volta: cattive, aspirate e magari con un motore senza rimpianti sotto il cofano. Un suono inconfondibile che ormai andrà sempre più a sparire, grazie alla massiccia adozione del turbo, che però rimarrà indelebile nelle orecchie di chiunque l’abbia ascoltato almeno una volta.

     

    Su strada è difficile dare un giudizio su un’auto così unica nel suo genere; considerato il fatto che ha segnato un tempo inferiore ai 7 minuti al Ring, il suo habitat naturale non può essere che la pista. Ma siamo comunque riusciti ad apprezzarla per l’infinita riserva di potenza e le velocità che è capace di raggiungere in tempi assurdi, per il cambio che in modalità “Corsa” è più veloce di un battito di ciglia, e per il suo aspetto unico da macchina proveniente dal futuro.

     

    Indimenticabili sono stati gli sguardi di uomini, donne e bambini di tutte le età che appena incrociavano all’orizzonte l’Aventador SV sembrava vedessero l’arrivo di Batman o di un super eroe Marvel: forse fiammanti così non siamo abituati a vederle neanche al cinema… 

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