Formula 4, per chi studia da campione

2 agosto 2014
Eugenio Mosca
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    Abbiamo provato a Franciacorta la Tatuus Formula 4, la categoria voluta dalla FIA per favorire il passaggio dei giovani piloti, già dai 15 anni, dal karting all'automobilismo e svezzare i futuri campioni che aspirano alla Formula 1

    Formula 4, per chi studia da campione

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    Il quarto round dell'”Italian F. 4 Championship powered by Abarth”, in programma questo fine settimana a Magione (diretta TV su RAI 2 a partire dalle 9.00), segna il giro di boa della prima serie riservata alla categoria voluta dalla FIA per fare da anello di congiunzione tra karting e automobilismo favorendo il passaggio dei giovani piloti alle monoposto già dai 15 anni di età. Già, perchè la Federazione Italiana (CSAI) è stata la prima ad aderire al progetto FIA dando il via già quest'anno al campionato nazionale della neonata categoria propedeutica. Ed i risultati le stanno dando ragione, perchè questo fine settimana sulla pista umbra saranno ben 21 i piloti sullo schieramento di partenza, due terzi dei quali stranieri a conferma, oltre che delle difficoltà economiche che incontrano i nostri piloti, dell'indubbio interesse globale che sta riscuotendo la F. 4. E noi, grazie alla disponibilità della Tatuus che realizza le monoposto che danno vita al campionato, abbiamo avuto la possibilità di saggiare, sulla pista di Franciacorta, la monoposto che avrà il compito nei prossimi anni di svezzare gli aspiranti campioni che puntano alla F. 1.

     

    Costi sotto controllo

    Nella stesura del regolamento tecnico i tecnici FIA hanno curato in modo particolare tre aspetti: i costi limitati, di acquisto ma soprattutto gestione, la sicurezza, ovviamente, e la propedeuticità. Per questo hanno posto dei vincoli ben precisi e stringenti ai Costruttori, sia di telai che di motori, interessati a presentare un progetto per ottenere l'omologazione. Il costo massimo della monoposto completa, senza motore, è fissato in 33.000 euro, con le uniche opzioni relative al comando del cambio al volante e acquisizione dati, anch'esse a un costo massimo definito. Opzioni che, dietro richiesta di tutti i team, sono state adottate d'”ufficio” dalla CSAI, proprio per la loro valenza propedeutica, come spiegheremo. Il costo del motore, con potenza massima di 160 cv, è fissato in 9.500 euro completo di tutta l'accessoristica e deve garantire una percorrenza di 10.000 km prima della revisioni, il cui costo è fissato in 4.000 euro. Quindi un costo chilometrico particolarmente interessante di 0,40 centesimi. Un ulteriore vincolo richiesto ai Costruttori era quello dell'intercambiabilità tra telaio e motore, quindi dimensioni e punti di attacco definiti, mentre i requisiti di sicurezza sono addirittura superiori a quelli dell'attuale F. 3, con dimensioni generose per la cellula del pilota e tanto di pannelli laterali antintrusione. Inoltre, affinché la categoria sia veramente propedeutica favorendo lo sviluppo della sensibilità dei piloti nella messa a punto e nella guida, l'aerodinamica è molto limitata, con ali regolabili ma a profilo singolo e mancanza di diffusore posteriore, così come è stato vietato il differenziale autobloccante. Dopo aver visionato i progetti la FIA ha omologato tre telai, Tatuus, Mygale e Dome, e quattro motori, Fiat Power Train, Ford, Renault e Volkswagen, di cui solo i primi due turbocompressi, tra i quali le federazioni nazionali possono scegliere.

    Per la serie nazionale la CSAI ha scelto la monoposto Tatuus, l'azienda di Concorezzo (MB) ormai leader da anni nel settore delle monoposto propedeutiche realizzate in grandi numeri (circa 1.500 nell'ultimo decennio) per i campionati monomarca di vari marchi automobilistici (Renault, Toyota, Fiat Abarth), mentre il motore è lo stesso Fiat Abarth 1.4 turbo già in uso sulla F. Abarth con la potenza abbassata da 185 a 160 cv. La gestione dei motori è affidata ad Auto Tecnica, che oltre a garantire la perfetta parità provando i motori al banco prima di assegnarli ai team ne cura anche l'assistenza in pista e la revisione.

     

    Made in Italy

    Dati i tempi strettissimi, l'omologazione FIA è avvenuta a fine novembre e la scelta CSAI poco prima di Natale, per realizzare le monoposto necessarie ad accontentare le richieste in Tatuus hanno dovuto fare i salti mortali, potendo fortunatamente contare sulla collaborazione di partner ormai collaudati per la fornitura dei vari componenti. E la cosa che salta subito all'occhio scorrendo l'elenco delle aziende fornitrici, che non può che riempirci d'orgoglio, è che nella quasi totalità sono italiane. Partendo dalla HPC che realizza le scocche in materiale composito; Breda che realizza molte parti meccaniche tra cui i bracci sospensione; Magneti Marelli che ha realizzato un attuatore elettrico per il cambio; Brembo per i freni; Oram per gli ammortizzatori; OMP per i dispositivi di sicurezza; AIM per la strumentazione e acquisizione dati; OZ per i cerchi ruota; Pirelli che ha realizzato pneumatici validi sia come performance sia come affidabilità, dato che 6 pneumatici devono essere gestiti per l'intero week end di gara (due qualifiche da 15', due gare da 28' + 1 giro e una gara da 18' + 1 giro), peraltro a un costo politico di 640 euro a set. Insomma un sistema Italia che fa dell'eccellenza nel motorsport la propria forza e che, oltre a garantire occupazione a centinaia di persone, contribuisce a migliorare l'immagine del made in Italy tecnologico nel mondo.

     

    Beata gioventu!

    Da ferma, nel box ma prima avevamo avuto l'occasione di vederla anche senza veli in fabbrica,  la nuova monoposto Tatuus colpisce per il grado qualitativo e di sicurezza della realizzazione, ormai una costante per l'azienda di Concorezzo, grazie anche ai componenti forniti per la quasi totalità da aziende italiane che hanno riversato nel progetto tutto il notevole know-how di cui dispongono. In azione, invece, la nuova monoposto si fa apprezzare per la precisione della frenata, ingresso e percorrenza curva, mentre impegnerà i piloti in fase di accelerazione, data anche la mancanza dell'autobloccante e la limitata “invadenza” dell'aerodinamica. Infatti, così la monoposto trasmette i limiti “meccanici” di tenuta, consentendo agli aspiranti campioni di affinare le doti di sensibilità nella guida e messa a punto, come deve essere per una categoria propedeutica. Il 1.4 turbo Abarth pur non disponendo di una potenza mostruosa, come da preciso vincolo FIA, impegna richiede al pilota una accorta gestione dell'accelerazione soprattutto nelle marce basse quando l'arrivo della coppia può creare qualche problema di sovrasterzo ma poi ha un'erogazione progressiva ed è perfettamente coadiuvato dal cambio elettroattuato della Magneti Marelli, rapido e preciso. Anche in questo caso ci è sembrata una scelta azzeccata e propedeutica. Insomma, mai come in questo caso è un peccato non avere più l'età! Per maggiori particolari vi rimandiamo al numero di ottobre di Automobilismo.

     

     

    Tutoraggio “attivo”

    Intanto vi lasciamo alla visione del filmato on-board del test di Franciacorta, che oltre alla qualità delle immagini del sistema SmartiCam-GP-HD AIM, con la videocamera del poso di soli 55 gr. e centralina di 260 gr., consente di apprtezzare anche la completezza dei dati che appaiono sullo schermo grazie all'integrazione con l'acquisitore dati EVO4 completo di GPS. Il sistema, applicato su tutte le monoposto, consente ai piloti ed ai propri tecnici di confrontare i grafici dell'acquisizione dati con le immagini video potendo così evidenziare e correggere eventuali errori. Non solo, perchè nel programma di tutoraggio promosso dalla Federazione con la presenza degli Istruttori Federali sui campi di gara, che seguono i ragazzi fin da prima di scendere in pista illustrando loro le caratteristiche del tracciato e analizzando anche quanto successo nella gara precedente, questo sistema riveste un ruolo basilare. Infatti, ogni pilota insieme al proprio tecnico, può confrontare i propri dati con quelli di uno dei primi tre piloti classificati nelle qualifiche. Un confronto molto utile per cercare di migliorare la propria performance ma anche una verifica delle prestazioni per la massima trasparenza, soprattutto per quelle squadre che schierando una sola vettura non hanno altri riferimenti con cui confrontarsi.

     

    Linea diretta

    La CSAI ha scelto di affidare la promozione del campionato alla WSK Promotion di Luca De Donno, che già da anni collabora sia con la Federazione nazionale che Internazionale allo sviluppo dei campionati karting ai massimi livelli. Così si stabilisce una sorta di filo diretto tra i due mondi, in modo tale da garantire una continuità di contatto tra persone che hanno già sviluppato punti di intesa agevolando la fase di passaggio tra le due specialità. 

     

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