EPOCA: La Ford Fiesta XR2i

20 luglio 2016
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    E' uno dei migliori esempi di “hot-hatch” anni ‘80.Parliamo della Ford Fiesta XR2i...

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    Nel gennaio 1989, al momento della presentazione, c’era grande attesa per la Fiesta MkIII. Il successo delle due serie precedenti era stato tale che il nome di questo modello era divenuto sinonimo di utilitaria. Aveva già fatto storia. Come sempre accade in questi casi, l’attesa era tanto più grande anche per la Casa stessa, perché quando si ha un successo di quella portata è molto più facile sbagliare e deludere le aspettative rispetto al contrario. Uno degli elementi che avevano contribuito al successo della Fiesta era anche la sua versione sportiva, la XR2 con il 1.6 a carburatori da 82 CV (MkI) e 96 CV (MkII), graditissima soprattutto in alcuni paesi, in particolare in Gran Bretagna dove era stata anche protagonista delle corse, in circuito e nei Rally.

    La XR2 era stata una delle prime ad avviare la moda, che a fine anni ‘80 era già esplosa, delle piccole auto dalle grandi prestazioni. Quasi tutti i Costruttori avevano in listino una versione più o meno pepata della propria utilitaria. Dunque al momento della presentazione ci si aspettava subito anche la presenza, nella gamma Fiesta, della versione sportiva.

    L’attesa andò delusa, perché di una nuova XR2 non vi era traccia. Ma la delusione durò poco, giusto il tempo di esaurire le scorte del motore 1.6 a carburatori: nella seconda metà dell’anno arrivò la nuova, con una novità nella sigla: la presenza di una “i”, piccola ma significativa, sinonimo di prestazioni. La potenza saliva a ben 110 CV, la velocità superiore ai 190 km/h. Prestazioni che anche in Italia avevano ormai convinto i giovani appassionati, che già potevano scegliere tra Fiat Uno Turbo, Peugeot 205 GTI, Renault Supercinque GT Turbo e Volkswagen Golf GTI, tra le altre.

    La Fiesta si presentò con un punto a favore notevole rispetto a tutte le altre: il prezzo. Costava almeno un paio di milioni di Lire meno delle rivali, pur con prestazioni molto simili e dotazioni spesso superiori.

    SU STRADA

    Un “plus” che convinse molti giovani e giovanissimi. Come fu il caso del proprietario della Fiesta di queste pagine: Massimiliano Virgadamo, di Palermo, che acquistò la macchina nuova il 10 gennaio 1991, quando ancora non aveva la patente! Avrebbe infatti compiuto i fatidici 18 anni ad agosto, perciò intestò l’auto alla mamma. Fu uno scambio di ruoli, rispetto al consueto, visto che il papà di Massimiliano non vedeva di buon occhio l’auto, troppo potente e veloce. Ma il ragazzo la sua Fiesta l’ha venerata, più che possederla, l’ha curata e amata e guidata, anche, ma non tantissimo: dopo 25 anni il tachimetro segna 94.000 km.

    Praticamente è nuova, ha ancora la vernice originale, anche se lui dà il merito alla qualità costruttiva, visto che gli ardori giovanili, a suo dire, non sono mancati! Ma dopo qualche anno, a Palermo giravano parecchie XR2 usate, costavano poco e finivano in mano anche a persone di dubbia provenienza, così, un po’ per questo, un po’ per tranquillizzare il padre, un po’ per risparmiare dal benzinaio il ragazzo acquistò una Peugeot 206 diesel, poco appariscente e più adatta della piccola bomba Ford all’immagine di un neo insegnante (che qualche anno dopo sostituirà la 206 con una Fiat barchetta...). Nel 2001 poi egli pensò bene di radiare la Fiesta conservandola sui cavalletti in uno spazio fuori città, per poi, nel novembre 2011, immatricolarla come auto di interesse storico e collezionistico. Ecco spiegato perché la XR2i di queste foto sembra nuova, non è mai stata riverniciata (nemmeno i paraurti) ed è quasi completamente originale. Tra le poche modifiche, Massimiliano ha messo i sedili Recaro (optional), lo spoiler posteriore (accessorio RS Ford) e il volante in pelle della Fiesta turbo.

    MOTORE
    Il concetto tecnico della Fiesta XR2i
    era quello della cilindrata relativamente elevata inserita in un corpo vettura compatto e leggero; e delle prestazioni a buon mercato: rinunciando a qualche finitura, ma non alle dotazioni, e grazie alle economie di scala permesse a un colosso come Ford Germania, si riuscì a contenere molto il prezzo di vendita. Quella “i” nella sigla poi diceva che si trattava di tutt’altro affare rispetto alla precedente XR2 a carburatori: il motore restava il CVH di 1596 cc, ma con l’aggiunta dell’iniezione elettronica: in pratica era lo stesso montato sulla Escort XR3i MkIV.

    Una promessa di prestazioni elevate. Già che c’erano, però, in Ford decisero di evolvere il tutto con l’iniezione Weber al posto della Bosch K-jetronic e una nuova accensione elettronica, con vantaggi sia nell’ammissione sia nello scarico. In questo modo la potenza cresceva a 110 CV (poi 107 CV) e la coppia a 13,8 kgm a soli 2800 giri, per un carattere pastoso e molto facile, benché molto sportivo, con una buona attitudine a salire di giri e allungare oltre il regime di potenza massima. Ne risultava una velocità massima di 192 km/h e un’accelerazione 0-100 km/h in soli 9,8 secondi (dati dichiarati); il comportamento in generale era molto brillante e godibile anche in virtù del cambio serie B5, dotato di una manovrabilità fluida con innesti precisi e al rapporto finale accorciato, rispetto alla XR2 a carburatori.

    PRESTAZIONI
    Le prestazioni erano al livello delle migliori rivali, come la Volkswagen Golf II GTI a 8 valvole o la Peugeot 205 GTI 1.6; rispetto a queste però la Fiesta XR2i aveva un assetto non sempre ottimale. Pagava una superiore morbidezza nell’assetto delle sospensioni (McPherson anteriori e ruote interconnesse posteriori) e soprattutto uno sterzo lento, il suo difetto principale. Le prove su strada delle riviste dell’epoca denunciarono tutte questo neo, che metteva in crisi anche il posteriore. Un comportamento che paradossalmente potevano sfruttare i guidatori più smaliziati, per far sbandare la vettura mandandola in sovrasterzo e potendo così sfruttare meglio l’accelerazione fuori dalle curve.

    Viceversa, per molti giovani o meno esperti alla guida questo comportamento, associato alla brillantezza del motore, poteva diventare un problema, nonostante la presenza di barra antirollio sia davanti sia dietro. Forse anche per questo, cioé per mitigare il comportamento “ballerino”, oltre che per un sicuro fattore estetico, la XR2i era dotata di serie di un’abbondante gommatura con battistrada 185 sulle quattro ruote e cerchi con canale da 5,5”. La frenata era invece di buon livello, tra le migliori dell’epoca, nonostante un impianto “normale”, con due dischi davanti e due tamburi dietro; anche qui l’abbondante sezione a terra delle gomme aiutava a contenere molto gli spazi di arresto; migliorabile, semmai, era la modulabilità.

    HOT HATCH

    Dal punto di vista estetico la versione pepata della Fiesta era una pura “hot-hatch”, per usare il termine caro ai britannici che così definiscono le piccole due volumi ad alte prestazioni. Questo grazie a una caratterizzazione estetica decisa ma elegante allo stesso tempo. Mentre alcune concorrenti per distinguersi ricorrevano a passaruota e spoiler in gomma nera, per la Fiesta i designer Ford avevano adottato schemi di colore dedicati alla versione sportiva, che prevedevano soluzioni in tinta con il resto della carrozzeria: minigonne, paraurti e archi passaruota; c’erano poi un filetto blu tutto intorno alla carrozzeria e un discreto spoiler posteriore.

    Ma la dotazione di gran lunga più distintiva era la batteria di fari supplementari anteriori: due fendinebbia e due di profondità, inseriti nel paraurti a formare un frontale di grande personalità. Il lato estetico era completato da bellissimi cerchi in lega leggera a sei razze da 14” di diametro con pneumatici ribassati 185/55 HR14.

    La caratterizzazione da “hot hatch” proseguiva all’interno dove i sedili erano più profilati di quelli delle Fiesta normali ed era ripreso il filetto blu su pannelli porta, tappetini e leva del cambio. Per il resto l’allestimento era quello normale, al pari della strumentazione che, contagiri a parte, era la stessa delle versioni più economiche (mentre alcune concorrenti dirette avevano una dotazione ben più ricca), e del volante a due razze, assai poco in linea con la sportività della XR2i. Anche le plastiche e le finiture erano tutto sommato povere, ma va ricordato come la Fiesta all’epoca fosse tra le meno costose “piccole bombe” da 100 CV e più.

    In compenso la dotazione era notevole: chiusura centralizzata, alzacristalli elettrici, cinture di sicurezza regolabili in altezza, apertura del bagagliaio dall’interno, blocchetto chiave illuminabile e autoradio con mangianastri; a questi si aggiungevano, a pagamento, il tetto apribile manuale, l’impianto antibloccaggio dei freni, lo sbrinatore elettrico al parabrezza e la vernice metallizzata. Anche grazie a queste dotazioni (a fronte di un prezzo d’acquisto contenuto, come detto), la Fiesta XR2i riscosse un gran successo di vendite, in Italia e in Europa: è vero che stabilità e maneggevolezza non erano il massimo, però la macchina univa al divertimento la praticità e la comodità delle utilitarie moderne.

    SCHEDA TECNICA

    Scheda tecnica FIESTA XR2I (1989)
    Motore Anteriore trasversale raffreddato a liquido, basamento in ghisa, testa in lega leggera, 4 cilindri in linea, alesaggio e corsa 80 x 79,6 mm, cilindrata 1597 cc, rapporto di compressione 9,75:1, distribuzione monoalbero in testa (cinghia dentata) con punterie idrauliche, due valvole per cilindro Accensione elettronica Alimentazione iniezione elettronica multipoint Ford EEC-IV Lubrificazione forzata Potenza 107 CV a 6000 giri Coppia 13,8 kgm a 2800 giri

    Trasmissione Trazione anteriore Frizione monodisco a secco Cambio a 5 marce + RM, rapporti: I 3,150; II 1,910; III 1,280; IV 0,950; V 0,760 Rapporto finale 4,060 Ruote in acciaio, 5,5j x 13” (a richiesta in lega leggera, 5,5j x 14”) Pneumatici 185/60 HR13 (con cerchi in lega: 185/55 HR14) Corpo vettura Carrozzeria due volumi autoportante, 3 porte cinque posti

    Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti, schema McPherson, molle elicoidali, ammortizzatori oleopneumatici, barra antirollio; posteriori ruote interconnesse, braccio trasversale con guida verticale, ammortizzatori oleopneumatici Sterzo a pignone e cremagliera Freni: anteriori a disco (240 mm), posteriori a tamburo (203 mm), antibloccaggio a richiesta

    Capacità serbatoio benzina 42 litri Capacità bagagliaio (dm²) 250-930 Dimensioni (in mm) e peso Passo 2.446 Carreggiata anteriore 1.406 Carreggiata posteriore 1.376 Lunghezza 3.801 Larghezza 1.630 Altezza 1.365 Peso 900 kg

    Prestazioni Velocità massima 192 km/h; accelerazione: 0-100 km/h 9,8 sec; ripresa 50-100 km/h in IV 11,9 sec

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