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In copertina, la prima Suv di Seat che mostra un chiaro family feeling e nasconde la ben nota tecnologia tedesca del Gruppo Volkswagen. Ma non finisce qui
In edicola Automobilismo di ottobre

FIAT X1/9 E LANCIA FULVIA COUPÉ

Una lettera in redazione ci racconta dell’amicizia di due ragazze, nei primi anni ’70, fatta anche di passione per le automobili. Con le loro, rosse, italiane e sportive, andavano all’ università...

Inizio anni ‘70: la “fantasia al potere” e la “contestazione” stanno per trasfigurare e diventare altro. Rosa Barattieri e Daniela Disconzi, due ragazze veronesi, acquistano la loro prima automobile. Non una 500, o una 126. Puntano su due automobili che esprimono la loro vivacità, forse la loro esuberanza, sicuramente la loro emancipazione di ragazze moderne: una Lancia Fulvia Coupé 1.3 S per la prima, una Fiat X1/9 1.3 la seconda. È la storia che ci è arrivata un giorno in redazione. Un lettore, Simone Del Bigio di Milano, ci scrive della storia di due automobili e delle rispettive proprietarie. Una vicenda che ci ha incuriositi ed emozionati per il suo sfondo quasi romantico. Le due auto sono italiane, sportive, rosse. Nate entrambe nel 1972. Soprattutto, sono sempre appartenute a due donne veronesi, all’epoca amiche e compagne di università, infine addirittura colleghe di lavoro. Lo stesso Del Bigio ha scoperto la storia e ne è coinvolto in prima persona: “Rosa Barattieri era mia suocera. È mancata nel 2014 ma non si era mai separata dalla sua Fulvia, anche se la macchina è poi rimasta abbandonata dagli anni’80.

In occasione del funerale, con mia moglie abbiamo incontrato Daniela, la sua amica, scoprendo che anche lei aveva conservato la sua amata X1/9, addirittura restaurandola e riportandola nuova. Così è nato lo stimolo a fare altrettanto, con quella che è diventata la nostra Fulvia. E dopo un anno di lavoro abbiamo fatto incontrare di nuovo le due automobili”. Sempre Del Bigio ci svela i retroscena: “La Fulvia fu acquistata nel 1972 dal padre di mia suocera, che all’epoca aveva appena finito il liceo e aveva bisogno di un’automobile per raggiungere l’Università di Verona. Seguendo i consigli del padre e del fratello scelse questa bella Lancia che usò tutti i giorni per circa quindici anni, incontrandosi molto spesso con l’amica Daniela e la sua X1/9”. Come anticipato, le due vetture si sono riviste in occasione del nostro servizio.

Daniela Disconzi ha posato con la sua X1/9 di fianco a Francesca con la Fulvia di mamma Rosa: “Ricordo molto bene come e perché acquistai questa X1/9 -ha raccontato Daniela-. Non che fossi molto interessata alle automobili, ma in occasione di una festa a Ceresara, vicino Verona, vidi la macchina nella vetrina del concessionario Fiat. Fu un colpo di fulmine e il giorno dopo andai a comprarla. La volevo verde, ma quella tinta avrebbe richiesto una lunga attesa. Così il venditore mi propose questa in pronta consegna. L’ho usata fino alla fine degli anni ‘80: per gli spostamenti quotidiani, ma anche per le vacanze sul Gargano e addirittura in Inghilterra, poi come seconda auto affiancandola a una Ritmo. Dopodiché l’ho messa in box, quando il contakm segnava 120.000. Per quindici anni l’ho quasi dimenticata, fino al 2010: a quel punto, ero in pensione, ho deciso di restaurarla”. È stato un lavoro impegnativo? “Non troppo, la carrozzeria era sana e l’abbiamo riverniciata, gli interni avevano bisogno soltanto una pulita: la moquette di un fantastico color arancione è ancora quella originale, così come le coperture dei sedili. Sarebbe necessario ripristinare l’imbottitura in gommapiuma, perché i cuscini originali hanno perso un po’ di elasticità. Vorrei anche sostituire le luci della targa, non più originali, ma non ho ancora avuto l’occasione di cercare il ricambio. La meccanica invece -spiega ancora Daniela- ha richiesto qualche intervento, a cui ho provveduto con componenti acquistati in Germania”.

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