Epoca, la Fiat 1500 L del 1964

1 gennaio 2016
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    Un appassionato romano l’ha scovata per caso in una concessionaria del lodigiano salvandola per un soffio dalla demolizione...

    Epoca, la fiat 1500 l del 1964

    La Fiat “1500 L” fu dapprima prodotta da Fiat come evoluzione della 1500 “normale”, destinata esclusivamente ai tassisti. Un’inedita accoppiata riuniva il suo motore a quattro cilindri con la carrozzeria e la meccanica della Fiat 1800, che di cilindri ne aveva sei. Si dava così la possibilità, a chi lavorava tutto il giorno in auto, di godere di una carrozzeria più spaziosa (6 posti) e prestigiosa, contenendo al contempo i costi di acquisto e di gestione. In seguito fu immessa sul mercato anche la versione “civile” con il motore da 72 CV (la versione taxi montava un propulsore depotenziato a 60 CV per ridurre ulteriormente i consumi), poi portati a 75. In entrambi i casi le vetture erano tuttavia a malapena distinguibili dalla Fiat 1800: le differenze si riducevano all’assenza delle corniere sui cerchi ruota, dei profili verticali cromati lungo i finestrini, e alla strumentazione leggermente semplificata. Con la stessa configurazione carrozzeria 1800/motore 1500, la vettura fu fabbricata in Spagna come Seat 1500.

    Nel corso del suo passato lavorativo come manager nel mondo dell’auto, Alessandro Cacciotti sicuramente deve averne viste tante... di situazioni e di... automobili. Nonostante questo, egli è riuscito a conservare una grande sensibilità nei loro confronti; non solo non gli sono mai venute a noia ma, al contrario, ha sviluppato verso le auto una passione che gli ha permesso negli anni di mettere insieme una bella e variegata collezione che oggi, sopraggiunta l’età della pensione, mantiene amorevolmente in perfetto stato.

    INTERVENTI MINIMI
    Come spesso accade, le vetture acquisite hanno le provenienze più diverse; ce n’è una però che, più di tutte, testimonia la solidarietà e l’amore incondizionato del collezionista Cacciotti verso le “storiche”, ed è proprio la “L” di queste pagine. Nel 1993, durante una visita “ufficiale” ad una concessionaria nei pressi di Lodi, Alessandro scorge la sagoma della 1500 sul retro dell’edificio. La vettura, appena rientrata, è stata ritirata in permuta per l’acquisto di una berlina nuova, con una valutazione simbolica di cinquecentomila lire. Nel ‘93 le Fiat 1500 sono ormai sparite dalle nostre strade da molto tempo e, dato il valore di mercato ai minimi storici, la concessionaria ha già destinato l’auto alla rottamazione. La vettura, immatricolata nel 1964, si presenta in ottime condizioni generali, è completa, marciante, non ha ammaccature o danni particolari; segna appena 68.000 km, e in più è anche una rara versione “L”. Cacciotti, che quel fatidico giorno a tutto pensava tranne che a portare a casa una nuova “storica”, non può non impedire che venga consumato un tale “crimine” . Chiede quindi al titolare dell’autosalone di poter ritirare la vettura, e prende accordi per farla trasportare a Roma.

    SPAZIOSA
    Così, dopo alcuni interventi minimi di manutenzione ordinaria e una bella lucidata, la 1500 è nuovamente su strada. Il nuovo proprietario da subito ne apprezza l’abitacolo spazioso e confortevole, caratterizzato dal divano anteriore a tre posti con le due metà dello schienale regolabili, e la souplesse di marcia, che con la sua dolcezza fa perdonare prestazioni non particolarmente brillanti. Freni «Guidandola -ci spiega Cacciotti- ricordo con affetto alcune vetture possedute da mio padre: la Fiat 1400, con cui mi sono patentato e con la quale ho preso confidenza col cambio al volante, e la Fiat 1800, le cui fattezze generali, elegantissime e signorili, sono pressoché identiche.» La 1500 oggi viene utilizzata molto raramente, per esporla il meno possibile alle insidie del traffico romano, troppo aggressivo e sregolato per questa signora d’altri tempi.

    Dal suo arrivo nella capitale ha percorso poche centinaia di chilometri tra cui, nel 2006, quelli necessari per portare all’altare Annarita, la nipote di Sandro che, al momento della scelta dell’auto per la cerimonia, non ha avuto dubbi: voleva la 1500! Oggi, a causa delle scarse percorrenze, la vettura inizia a richiedere qualche piccola ulteriore attenzione: la frizione slitta leggermente e i freni tendono a bloccare un po’... Peccati veniali, se si pensa che dal momento dell’acquisto, vent’anni or sono, non sono stati ancora cambiati. Segno che l’elegante berlina, di finire sotto la pressa, non ne aveva proprio alcuna intenzione.

    Persino il panno dei sedili e i pannelli porta sono quelli d’origine, mentre è stato rifatto il rivestimento superiore della plancia, che ora appare un po’ troppo imbottito, e sono state sostituite le gomme, che Cacciotti ha trovato con fascia bianca (non riportata, come ci tiene a sottolineare) presso uno specialista di Cuneo. In giro per la città la 1500 attira molti sguardi: dai semplici curiosi ai nostalgici che la ricordano come la macchina del babbo o del nonno. Emozioni e ricordi che riaffiorano e che ogni volta ripagano con gli interessi il buon Sandro e il suo salvataggio in extremis.

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