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Fiat 131 Abarth, "rossa" per marketing

I tecnici dello Scorpione dovettero adeguarsi ai voleri della Fiat. Ma preparare la berlina da famiglia all’omologazione in Gr. 4 comportò numerosi compromessi. Tanto che l’auto “di serie” era quasi inguidabile…(Video Documentario Centro Storico Fiat)

"Eravamo tutti esaltati in Abarth, perché con la X1/9 avevamo trovato l’anti-Stratos. Era una vettura con un ottimo potenziale, perfetta per i rally in sostituzione della 124. Poi, dalla Fiat, ci arrivò la doccia fredda: se volete correre dovete usare la 131». Sono i primi ricordi che l’ingegner Sergio Limone ha tirato fuori dal cassetto quando gli abbiamo chiesto la sua testimonianza in merito alla 131 Abarth. «Era il 1974. Con le orecchie basse mettemmo da parte il bel progetto della X1/9 e ci rimboccammo le maniche per tirar fuori qualcosa di buono dalla 131, che non era certo un modello dallo spiccato carattere sportivo. Ma gli uomini Fiat ci dissero, quasi per rincuorarci, che se Ford riusciva a vincere con la Escort anche noi avremmo potuto competere con la 131. Comunque non avevamo scelta, la Casa doveva spingere il nuovo modello e noi dovevamo farlo correre».

Nasce una Rally (FIAT 131 Abarth Rally) - Documentario Centro Storico Fiat



Con il senno di poi non è andata così male: la berlina di Mirafiori vinse 18 gare iridate e tre mondiali Rally (1977, 1978 e 1980), risultando uno dei più efficaci cavalli di battaglia della Casa torinese nelle corse. Tutto questo ha quasi più valore se si considera il ruolo rivestito nell’operazione dalle esigenze di marketing. La Fiat 131 debutta nell’ottobre 1974 in occasione del Salone di Torino. Una berlina media in sostituzione della 124, disponibile sin da subito in tre varianti di carrozzeria: tre volumi (a due e quattro porte) oppure station wagon (Familiare). I motori sono quattro cilindri con albero a camme laterale e aste e bilancieri, da 1.297 cc (65 CV) e 1.585 cc (75 CV).

Lo schema meccanico è del tutto tradizionale, con motore e cambio anteriori, trazione posteriore, sospensioni anteriori indipendenti e posteriori ad assale rigido. Insomma, nulla di sconvolgente sotto il profilo tecnico e da qui i tecnici Abarth devono tirar fuori dal loro cilindro il solito... coniglietto (veloce). Come intervenire su una tranquilla berlina da famiglia per trasformarla in un’arma da competizione? Per prima cosa serve una versione stradale da produrre in un certo numero di esemplari per ottenere l’omologazione sportiva. Nel caso della 131, che deve correre in Gruppo 4 (regolamento sportivo 1976), le unità da produrre in serie devono essere 400. Il tutto predisposto in Abarth sotto la responsabilità tecnica di Mario Colucci, specialista degli autotelai scomparso nel 2004 a 79 anni.

 

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