F1: brilla la (buona) stella di Hamilton a Singapore

18 settembre 2017
di Mirko Rovida
F1: brilla la (buona) stella di Hamilton a Singapore
L’inglese vince la gara partendo dalla terza fila grazie al suicidio Verstappen – Ferrari in curva uno. Inutile la strepitosa pole position di Vettel.

Si spengono i semafori, succede di tutto

È la pioggia la vera protagonista del pre-gara a Marina Bay. L’acqua piovuta sul tracciato durante la giornata ha costretto i team a partire con le gomme da bagnato, vanificando le strategie premeditate nell’arco del weekend. È forse questa una delle cause più significative di quanto accaduto nelle fasi iniziali del Gran Premio di Singapore. Alla partenza Sebastian Vettel non è impeccabile. Max Verstappen, scattato meglio del tedesco, prova a cogliere l’occasione attaccandolo all’interno. Da dietro, però, Kimi Raikkonen è autore di uno start fulminante. Il finlandese brucia sul posto la Red Bull di Daniel Ricciardo e attacca Verstappen all’interno, superandolo prima della staccata. Ciò che ne consegue è un sandwich a tre con l’olandese incastrato tra le due Ferrari. L’harakiri è inevitabile. Vettel, da buon pole man, chiude gli spazi a Verstappen che in questo modo è però costretto a impattare con Raikkonen, il quale diventa un passeggero a bordo della propria Ferrari. L’auto prima colpisce il compagno, sfondandogli una delle pance laterali, quindi travolge la Red Bull di Verstappen e la McLaren di uno sfortunatissimo Fernando Alonso in formato “partenza da manuale”. Vettel sembra ancora in gara ma poco dopo impatta le barriere a causa di una fuoriuscita di liquido che rende inguidabile la monoposto. Lewis Hamilton assiste alla scena dalla terza fila e coglie l’occasione per prendersi la leadership del GP.

Vettel colpevole, ma nessuna sanzione

F1: brilla la (buona) stella di Hamilton a Singapore

In un comunicato ufficiale pubblicato dalla FIA due ore dopo la fine della corsa è emerso come i commissari di gara, incaricati di valutare l’incidente al via, abbiano giudicato Sebastian Vettel colpevole di aver causato l’incidente tra Verstappen e Raikkonen. Sotto accusa è finita la manovra difensiva del tedesco, giudicata troppo aggressiva e pericolosa dagli steward. Tuttavia il ferrarista non incorrerà in alcuna penalità per quanto successo. Probabilmente i commissari hanno ritenuto il ritiro e i punti persi dal tedesco una punizione sufficiente a sanzionare quello che comunque è stato un semplice incidente di gara.

Safety Car tre volte in pista, ma Ricciardo non attacca

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Dopo quanto avvenuto alla prima curva l’ingresso della Safety car è stato inevitabile, come sono poi stati inevitabili altri due ingressi causati, rispettivamente, dagli incidenti contro le barriere di Daniil Kvyat e Marcus Ericsson. In tutte e tre le occasioni Daniel Ricciardo si è trovato alle spalle del leader Lewis Hamilton senza però aver mai una chance reale di attaccare l’inglese alla ripartenza. Hamilton, infatti, si è dimostrato ancora una volta molto abile e malizioso nello sfruttare il restart sia con le gomme da bagnato sia con quelle d’asciutto montate nella seconda parte di gara, quando la pista ha iniziato ad asciugarsi. Quella del britannico è stata una cavalcata trionfale e senza intoppi, dato che Ricciardo non è mai sembrato in grado d’impensierire la Mercedes del leader del Campionato. A completare il podio un opaco Valtteri Bottas, in difficoltà per tutto l’arco del weekend. Il GP si è concluso prima dei sessantuno giri previsti poiché a causa della pioggia e delle interruzioni è stato superato il limite massimo delle due ore di gara.

Hamilton è a +28 su Vettel

F1: brilla la (buona) stella di Hamilton a Singapore

Con la vittoria a Singapore, Hamilton si gode 25 punti inaspettati che, grazie al pesantissimo zero fatto segnare da Vettel, lo portano a 28 punti di vantaggio sul tedesco nella classifica mondiale piloti. Con soltanto 6 gare rimanenti prima della fine della stagione, il tedesco dovrà dare tutto per impensierire la leadership di Hamilton. Il vantaggio della Ferrari in termini di affidabilità rispetto alla Mercedes alimenta ulteriori speranze. La Rossa, infatti, deve ancora omologare la quarta unità endotermica, a differenza della Mercedes che ha già portato l’ultimo motore disponibile in Belgio. Al prossimo cambio di propulsore, i tedeschi dovranno scontare delle penalità in griglia.

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