09/04/2009

Lancia Delta Epoca

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La gamma della fine degli anni '80 era formata dalla 1300, 1300 LX, 1500 automatica (la 1500 LX esce dal listino per tornare nel 1991), 1600 GT i.e., HF turbo, HF 4WD e turbodiesel.
Si distinguevano (a eccezione delle turbo a benzina) per le nuove guarniture d’alluminio anodizzato ai finestrini e diverse modanature applicate ai copri gocciolatoio lungo il padiglione. Sul frontale si notava la nuova copertura trasparente del faro estesa fino a comprendere l’indicatore di direzione, la cui parte arancione restava all’interno. Tra gli accessori a pagamento c’erano ora il servosterzo (idroguida), il check-control e il computer di bordo. Nel frattempo il paraurti posteriore aveva perduto le feritoie quadrangolari nella parte inferiore. La novità più interessante (oltre alla 4WD) della nuova gamma era il motore 1600 della GT alimentato a iniezione elettronica tipo Weber IAW.

Aumento di potenza a parte (3 CV per la 1600 i.e.), il motore era stato ruotato di 180° e ora aveva il collettore di aspirazione rivolto verso l’abitacolo. Il riposizionamento fu sfruttato per inclinare il motore di 18° in avanti, con lo scopo di abbassarne il baricentro. Altra novità era l’adozione di un ammortizzatore allo sterzo.
Le prestazioni e la vivacità di spunto della GT 1600 i.e., rispetto alla versione a carburatori, rimanevano inalterate, con il beneficio di un aumento di 5 km/ora in velocità massima. Le versioni catalizzate per i mercati esteri vedevano però scendere la potenza: da 108 (divenuti 109 nel 1988) CV-DIN a 90 per la 1600 GT i.e. e da 140 a 133 per la HF turbo. Gli ultimi aggiornamenti di rilievo datano 1991, quando riapparve la 1.5 LX che gradualmente sostituì le versioni 1300 e 1300 LX. Contemporaneamente entrarono in listino anche in Italia le Delta catalizzate con motori 1.6 aspirato, 1.6 turbo e 2 litri turbo per l’Integrale.

Nel luglio del 1992, con l’avvento delle norme Euro 1 sulle emissioni, uscirono dal listino la 1500 LX e la 1.6 GT i.e. Quest’ultima fu sostituita dalla nuova 1.6 i.e. con motore da 90 CV per 175 km/h.
A difendere la fascia alta del mercato restavano la Turbo HF e la Turbo HF Integrale. Una novità evidente fu il cofano motore dotato di griglie nella porzione anteriore, come nella Delta HF Integrale Evoluzione presentata nel frattempo. Qualche altro dettaglio era stato aggiunto, come la targhetta sul profilo sottoporta oppure lo stemma Lancia sul montante centrale, o modificato, come il corpo degli specchietti esterni (ora in tinta carrozzeria) mentre la sigla identificativa (LX, HF...) sulla calandra, contornata da un filetto rosso nelle versioni più potenti, si trovava traslata da sinistra a destra.

Altre lievi varianti (grafica degli strumenti del cruscotto, tessuto della selleria e rivestimenti portiere con diverso disegno) completavano il quadro degli aggiornamenti. L’implacabile legge del mercato scandiva però il conto alla rovescia. Dopo tredici anni se ne andava un’auto elegante dalla linea che è divenuta un classico di stile.
Un modello che fin dall’esordio ha lasciato una traccia indelebile, prima con il titolo di Auto dell’Anno, poi con le versioni sportive sempre più veloci e prestigiose, destinate a scrivere pagine memorabili nell’Albo d’Oro del Campionato Mondiale Rally. Ma un’eredità la Delta l’ha lasciata. Il nome rivive ancora oggi, anche se sotto una forma completamente diversa.