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L’ accoglienza del mercato fu molto favorevole
e si pensò presto ad ampliare la gamma con nuovi e più potenti motori.
Al Salone di Torino del 1982 fu presentato un prototipo Delta a trazione
integrale con differenziale centrale. Il motore era un 1600 da 130
CV, sovralimentato con turbocompressore. L’esperimento restò lettera morta,
ma prefigurava il futuro sviluppo del modello in chiave agonistica.
In quell’anno si registrò comunque un ampliamento della gamma. In novembre,
per la soddisfazione dei clienti sportivi, fu la volta della 1600 GT. Caratterizzata
dallo stesso allestimento interno delle sorelle minori, la nuova versione
spiccava per il motore di 1.585 cc derivato dalla Ritmo 105 TC. Altra novità
tecnica era l’estensione dei freni a disco al retrotreno. Completavano
la personalizzazione del modello le targhette GT poste sulla calandra in
basso a sinistra e sul lato destro del portellone. Anche il motore 1300
guadagnò 3 CV, passando da 75 a 78 CV.
L’aggiornamento della gamma fu completato con la 1500 che divenne 1500
LX: sigla che indicava un più elevato livello di dotazioni che prima era
offerto con sovrapprezzo, come gli alzacristalli elettrici, le ruote in
lega leggera, i cristalli atermici e il sedile posteriore sdoppiato.
Altri interventi furono apportati con l’espansione della gamma nel 1983.
La ripresa del mercato dopo gli strascichi della crisi energetica del 1979,
convinse i vertici Lancia a portare a termine i primi aggiornamenti estetici,
visibili nel paraurti anteriore modificato con aperture di diversa geometria,
nell’eliminazione della fascia nera satinata sul portellone e in un piccolo
spoiler posto sul padiglione sopra il lunotto. Le nuove scritte identificative
furono riportate su apposite targhette. Le cornici del parabrezza e del
lunotto perdevano l’inserto cromato divenendo nere. All’interno si notavano
i nuovi sedili, leggermente modificati nei profili e nella trama del tessuto,
per i quali era stato eliminato il telaietto in plastica nera posto dietro
gli schienali anteriori.
La plancia, invariata nella forma, presentava il quadro strumenti rinnovato
nella grafica. Altre modifiche secondarie, come il nuovo pomello del cambio,
completavano il quadro degli interventi.
I cerchi ruota in acciaio restavano gli stessi: cambiava però il colore
del coprimozzo da grigio alluminio a nero opaco. Nuovi erano invece quelli
in lega leggera disponibili a richiesta, dal disegno a larghi raggi invece
che a disco pieno con finestrelle quadrangolari. Il motore 1500 fu
riservato esclusivamente alla versione con cambio automatico a 3 rapporti,
mentre il 1300 era accoppiato a un cambio a 5 marce di serie con quinta
che rimaneva surmoltiplicata. Qualche modifica ai rapporti migliorava la
progressione e lo scatto da fermo. Come nella precedente 1300, tuttavia,
la velocità massima si raggiungeva in quarta.
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