09/04/2009

Lancia Delta Epoca

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L’ accoglienza del mercato fu molto favorevole e si pensò presto ad ampliare la gamma con nuovi e più potenti motori. Al Salone di Torino del 1982 fu presentato un prototipo Delta a trazione integrale con differenziale centrale. Il motore era un 1600 da 130 CV, sovralimentato con turbocompressore. L’esperimento restò lettera morta, ma prefigurava il futuro sviluppo del modello in chiave agonistica.

In quell’anno si registrò comunque un ampliamento della gamma. In novembre, per la soddisfazione dei clienti sportivi, fu la volta della 1600 GT. Caratterizzata dallo stesso allestimento interno delle sorelle minori, la nuova versione spiccava per il motore di 1.585 cc derivato dalla Ritmo 105 TC. Altra novità tecnica era l’estensione dei freni a disco al retrotreno. Completavano la personalizzazione del modello le targhette GT poste sulla calandra in basso a sinistra e sul lato destro del portellone. Anche il motore 1300 guadagnò 3 CV, passando da 75 a 78 CV.

L’aggiornamento della gamma fu completato con la 1500 che divenne 1500 LX: sigla che indicava un più elevato livello di dotazioni che prima era offerto con sovrapprezzo, come gli alzacristalli elettrici, le ruote in lega leggera, i cristalli atermici e il sedile posteriore sdoppiato.
Altri interventi furono apportati con l’espansione della gamma nel 1983. La ripresa del mercato dopo gli strascichi della crisi energetica del 1979, convinse i vertici Lancia a portare a termine i primi aggiornamenti estetici, visibili nel paraurti anteriore modificato con aperture di diversa geometria, nell’eliminazione della fascia nera satinata sul portellone e in un piccolo spoiler posto sul padiglione sopra il lunotto. Le nuove scritte identificative furono riportate su apposite targhette. Le cornici del parabrezza e del lunotto perdevano l’inserto cromato divenendo nere. All’interno si notavano i nuovi sedili, leggermente modificati nei profili e nella trama del tessuto, per i quali era stato eliminato il telaietto in plastica nera posto dietro gli schienali anteriori.
La plancia, invariata nella forma, presentava il quadro strumenti rinnovato nella grafica. Altre modifiche secondarie, come il nuovo pomello del cambio, completavano il quadro degli interventi.

I cerchi ruota in acciaio restavano gli stessi: cambiava però il colore del coprimozzo da grigio alluminio a nero opaco. Nuovi erano invece quelli in lega leggera disponibili a richiesta, dal disegno a larghi raggi invece che a disco pieno con finestrelle quadrangolari
. Il motore 1500 fu riservato esclusivamente alla versione con cambio automatico a 3 rapporti, mentre il 1300 era accoppiato a un cambio a 5 marce di serie con quinta che rimaneva surmoltiplicata. Qualche modifica ai rapporti migliorava la progressione e lo scatto da fermo. Come nella precedente 1300, tuttavia, la velocità massima si raggiungeva in quarta.