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Proprio la Ritmo fu scelta come piattaforma
per la Y5, permettendo ai tecnici di far nascere il nuovo modello Lancia
su di una base moderna, in tempi più brevi e creando una sinergia con positive
ricadute sul costo industriale del nuovo prodotto. Una mossa logica, diremmo
oggi obbligata, che tuttavia recava in sé il rischio di fare della Y5 nient’altro
che un doppione della Ritmo. Questo delicato aspetto fu risolto
grazie all’iniziativa dei progettisti che chiesero (e ottennero) di attuare
alcune modifiche al pianale della Fiat Ritmo, con lo scopo di ospitare
una diversa e meno ingombrante sospensione posteriore. Con tale modifica,
e con il diverso allestimento che avrebbe collocato la nascente Delta in
una posizione in linea con le esigenze di un cliente Lancia, il pericolo
di una sovrapposizione di gamma era scongiurato.
Bisognava ora scegliere i motori, giocoforza nella gamma Ritmo. Scartato
il 1100, giudicato inidoneo, la scelta cadde sul 1300 e sul 1500, più
consoni a un’auto destinata a una clientela più qualificata ed esigente.
Il 1300 fu abbinato a un cambio con quattro marce (o cinque a richiesta
con quinta surmoltiplicata) e il 1500 ne montò uno a cinque. Definita la
base meccanica, toccava ora al vestito. Il compito di disegnare la forma
della Y5 fu affidato a Pietro Castagnero, stilista interno che aveva già
concepito i coupé Fulvia e Beta, riscuotendo unanime consenso.
La sua proposta non fu però ritenuta soddisfacente, e i dirigenti della
Casa affidarono all’Italdesign di Giugiaro e Mantovani il compito di studiare
una nuova soluzione. Giorgetto Giugiaro definì per prima cosa l’interno
della vettura, focalizzando l’attenzione sulla volumetria complessiva
e sul comfort. Passò poi all’esterno, disegnando una carrozzeria a
due volumi compatta, con linee tese ispirate al diedro e uno sbalzo posteriore
assai contenuto: una bella soluzione sotto il punto di vista estetico,
meno considerando le ridotte dimensioni del bagagliaio. Giugiaro rimediò
a questo aspetto montando il sedile posteriore su guide scorrevoli, in
modo da poterlo avanzare qualora fosse stato necessario disporre di maggiore
spazio per i bagagli.
L’innovativa soluzione dei paraurti in plastica inaugurata con la Ritmo
proseguì; con la differenza che i paraurti della Delta furono verniciati
in tinta con la carrozzeria. Il lavoro dell’Italdesign si concretizzò
nel giugno del 1975, quando Giugiaro consegnò ai dirigenti Lancia alcuni
figurini in scala 1:10, un figurino a grandezza naturale e un modello di
gesso in scala 1:1, sulla base dei quali fu dato il benestare per concludere
il lavoro.
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