09/04/2009

Lancia Delta Epoca

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Proprio la Ritmo fu scelta come piattaforma per la Y5, permettendo ai tecnici di far nascere il nuovo modello Lancia su di una base moderna, in tempi più brevi e creando una sinergia con positive ricadute sul costo industriale del nuovo prodotto. Una mossa logica, diremmo oggi obbligata, che tuttavia recava in sé il rischio di fare della Y5 nient’altro che un doppione della Ritmo. Questo delicato aspetto fu risolto grazie all’iniziativa dei progettisti che chiesero (e ottennero) di attuare alcune modifiche al pianale della Fiat Ritmo, con lo scopo di ospitare una diversa e meno ingombrante sospensione posteriore. Con tale modifica, e con il diverso allestimento che avrebbe collocato la nascente Delta in una posizione in linea con le esigenze di un cliente Lancia, il pericolo di una sovrapposizione di gamma era scongiurato.

Bisognava ora scegliere i motori, giocoforza nella gamma Ritmo. Scartato il 1100, giudicato inidoneo, la scelta cadde sul 1300 e sul 1500
, più consoni a un’auto destinata a una clientela più qualificata ed esigente. Il 1300 fu abbinato a un cambio con quattro marce (o cinque a richiesta con quinta surmoltiplicata) e il 1500 ne montò uno a cinque. Definita la base meccanica, toccava ora al vestito. Il compito di disegnare la forma della Y5 fu affidato a Pietro Castagnero, stilista interno che aveva già concepito i coupé Fulvia e Beta, riscuotendo unanime consenso.

La sua proposta non fu però ritenuta soddisfacente, e i dirigenti della Casa affidarono all’Italdesign di Giugiaro e Mantovani il compito di studiare una nuova soluzione. Giorgetto Giugiaro definì per prima cosa l’interno della vettura, focalizzando l’attenzione sulla volumetria complessiva e sul comfort. Passò poi all’esterno, disegnando una carrozzeria a due volumi compatta, con linee tese ispirate al diedro e uno sbalzo posteriore assai contenuto: una bella soluzione sotto il punto di vista estetico, meno considerando le ridotte dimensioni del bagagliaio. Giugiaro rimediò a questo aspetto montando il sedile posteriore su guide scorrevoli, in modo da poterlo avanzare qualora fosse stato necessario disporre di maggiore spazio per i bagagli.

L’innovativa soluzione dei paraurti in plastica inaugurata con la Ritmo proseguì; con la differenza che i paraurti della Delta furono verniciati in tinta con la carrozzeria.
Il lavoro dell’Italdesign si concretizzò nel giugno del 1975, quando Giugiaro consegnò ai dirigenti Lancia alcuni figurini in scala 1:10, un figurino a grandezza naturale e un modello di gesso in scala 1:1, sulla base dei quali fu dato il benestare per concludere il lavoro.