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La causa principale è il massiccio intervento degli stati nel mercato dell’auto
sottoforma di incentivi che ne hanno alterato la conformazione. Gran parte
degli incentivi statali europei sono infatti rivolti a vetture di piccola
e media cilindrata, con cubature ridotte ed emissioni limitate, quindi
in prevalenza alimentate a benzine. Non solo, in tempo di crisi sono sempre
meno le persone disposte a un esborso di 2-3.000 euro per acquistare vetture
a gasolio e la differenza di prezzo del carburante si è drammaticamente
assottigliata.
Se è vero infine che le quote di mercato delle vetture ibride o a
alimentate a metano/GPL sono ancora bassa in Europa, bisogna considerare
che la crescita è costate e netta e ovviamente a sfavore del diesel.
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