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La General Motors ha deciso di chiudere «entro l'anno» lo stabilimento
Opel di Anversa, in Belgio: 2.300 lavoratori perderanno il loro impiego.
Lo ha detto un comunicato ufficiale della casa automobilistica, confermando
le indiscrezioni stampa di mercoledì. I lavoratori Opel di Anversa hanno
bloccato il parcheggio della fabbrica in segno di protesta. Il quotidiano
tedesco Die Welt precisa che il consiglio di fabbrica dello stabilimento
di Anversa sarà informato della decisione lunedì 1° febbraio.
Nick Reilly, amministratore delegato di Gm Europa e nominato capo di Opel
e Vauxhall venerdì scorso, aveva annunciato che i suv che ora vengono prodotti
ad Anversa saranno essere assemblati in Corea del sud dalla Daewoo, una
compagnia controllata da Gm. Il piano di ristruttruazione di Gm Europa
prevede la soppressione di 8.300 posti di lavoro (di cui 4 mila in Germania),
sperando di ottenere 2,7 miliardi di euro di aiuti pubblici. A dicembre
Gm aveva deciso di liquidare anche lo storico marchio svedese della Saab.
«Siamo consapevoli della portata di questo annuncio per i dipendenti di
Anversa e le loro famiglie», ha dichiarato Reilly, secondo il quale Opel
«non ha altra possibilità per sopravvivere nel lungo termine che tagliare
le proprie capacità di circa il 20%».
Tutto il personale, riferisce il Corriere della Sera, ha ricevuto una lettera
in cui si dice che l'impianto «non si occuperà della costruzione di un
nuovo modello e che quindi l'impresa ha intenzione di procedere a un licenziamento
collettivo e di chiudere la fabbrica», con ogni probabilità entro la fine
di giugno. Nella lettera si fa riferimento a «una crisi economica mai conosciuta
finora e all'impossibilità di fabbricare un suv ad Anversa, come invece
era stato previsto in un primo momento».
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