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Cavallo che vince non si cambia: soprattutto se non è un cavallo qualsiasi,
ma un Mustang. Anzi: il Mustang con la M maiuscola, cioè quello della Ford.
Il primo esemplare, e quello di maggior successo, della razza delle pony
car.Probabilmente erano pensieri di questo genere quelli che affollavano
la mente di Lido “Lee” Jacocca, il mitico chairman della Ford Motor Company,
in quei giorni d’inverno del 1967: perché proprio allora, dopo alcuni
anni di anni di leadership incontrastata, anche per la pony car di Dearborn
stava finalmente per profilarsi all’orizzonte una concorrenza degna di
questo nome. E’ vero, la Mustang si era già trovata a dovere fronteggiare
due modelli che la Chrysler aveva creato proprio per intralciare il suo
cammino, la Plymouth Barracuda e, almeno per certi versi, anche la Dodge
Charger, ma è anche vero che il mercato aveva tranquillamente continuato
a premiare la “piccola” Ford. Ma, proprio in quel 1967, la General Motors
aveva deciso di sparare due colpi grossi: Chevrolet Camaro e Pontiac Firebird.
E, come Jacocca sapeva benissimo, quando GM decideva di fare le cose sul
serio non c’era mai da stare tranquilli. Jacocca non si sbagliava.
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