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Gli anni '70 non cominciano bene
per la Fiat: contestazioni dentro e fuori la fabbrica, scioperi selvaggi
e un clima reso incerto dalle vicissitudini politiche fanno presagire un
futuro a tinte fosche. Intanto, anche a causa dei lunghi tempi d’attesa
necessari per avere una Fiat, sul nostro mercato crescono le vetture straniere.
In più, nell’autunno-inverno ’73-’74, a seguito della guerra arabo-israeliana,
arriva anche la crisi energetica che sembra fatta apposta per giustificare
le misure “anti-auto” portate avanti dalla politica. Invece di sostenere
l’industria dell’auto nazionale (come nello stesso periodo fanno i francesi
e i tedeschi) il fisco italiano sembra mettere in atto misure votate a
ostacolare quella che, invece di essere considerata una ricchezza per il
Paese, viene “spremuta”.Ma il lavoro, malgrado tutto, continua. L’obiettivo
della Fiat è quello di trovare una nuova vettura media che sostituisca
la valida, ma datata, 124.
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