05/06/2007

Design: tecnologia e fantasia

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Chi temeva che computer e tecnologia potessero omologare design e creatività è destinato a doversi ricredere. Nel terzo millennio c’è ancora molto spazio per la fantasia e l’originalità. Ne è passata infatti di acqua sotto i ponti da quando il battilastra poggiava i fogli di lamiera su sagome di legno e li plasmava a colpi di martello. Pochi anni e i monitor dei computer hanno inghiottito un’epoca, accelerando senza sosta fino ad oggi, dove le auto possono nascere in poco più di un anno. Tra vantaggi e svantaggi, è sempre difficile e forse inutile fare un bilancio: molto meglio godersi i prodigi dell’ era moderna facendo tesoro della tradizione. E’ questo lo spirito che muove i designer di tutto il mondo, impegnati giorno e (spesso) notte ad inventare il futuro. Più difficile guardare da fuori questo grande show per cercare di capire dove stiamo andando, quali strade prenderà l’automobile, intravedere un disegno globale. E’ diventato impossibile identificare degli orientamenti comuni, un po’ perché si sono da tempo superati gli eccessi del tutto tondo o del tutto squadrato, ma anche perché si aprono mercati nuovi, nascono marchi inediti e con essi nuovi centri stile. La competizione ha portato in pochi anni ad uno svecchiamento impressionante del modo di concepire l’estetica di un’ automobile, fino a liberarla della distinzione netta dei suoi componenti principali, come ad esempio il paraurti, ora perfettamente integrato e mimetizzato nelle linee della carrozzeria. Se mettiamo a confronto un’Alfa 159, con lo scudo verticale ed i fari inseriti come gioielli nelle grandi feritoie, ed una 33 degli anni Ottanta, ci rendiamo subito conto di quanto il design fosse mortificato da vincoli costruttivi e di costo.