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Nonostante il successo a tutto campo, a Detroit non si dorme sugli allori
e,
per il modello 1956, la General Motors investe ancora la bellezza di 40
milioni
di dollari per aggiornare quello che ormai è divenuto il cavallo vincente
del
gruppo. Gli interventi riguardano la calandra, che diviene più larga, le
cromature, rese più abbondanti, nuove luci posteriori e un taglio diverso
per i
passaruota posteriori. I 6 cilindri e i V8 subiscono un aumento di compressione
con una conseguente maggiorazione di potenza.
L’opzione Power Pack si trasforma in un propulsore autonomo, siglato Super
Turbo Fire, con un collettore di aspirazione modificato e un albero a camme
specifico per una potenza massima che sale a 205 Hp, mentre verso la metà
del ’
56 si rende disponibile anche il motore che equipaggia la Corvette con
225 Hp.
Aggiornamenti alle molle delle sospensioni anteriori e alle balestre posteriori
assicurano un comportamento ancora più stabile nella guida, ma anche un
comfort
di marcia superiore.
Le vendite della Bel Air continuano così ad andare a gonfie vele: nonostante
una certa flessione complessiva del mercato automobilistico Usa, la Chevrolet
va controcorrente e vede aumentare la propria quota di un significativo
28 per
cento.
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