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Nel 1964 toccare i 185 orari con
un’auto di 1.600 cc era un primato. Quindi non fu una forzatura aggiungere
l’aggettivo “veloce” alla Giulia Spider, la bella convertibile presentata
il 27 giugno 1962 sull’autodromo di Monza insieme alla nuova berlina Giulia
di 1,6 litri. Rispetto alla Giulietta spider, lanciata nell’autunno del
1955, il nome Giulia sottolineava in prima battuta la crescita della cubatura,
che passava dai 1.290 a 1.570 cc.
La Giulia Spider rappresentò una svolta commerciale importante per la Casa
del Biscione anche negli Stati Uniti. E dire che a questo importante passo
si arrivò quasi per caso. Infatti fu Max Hoffmann, allora importatore Alfa
Romeo negli Stati Uniti, che convinse la dirigenza sulla convenienza di
vendere una spider oltreoceano.
Erano i primi Anni ‘60 e la spider esprimeva al meglio la gioia di vivere.
E in tanti la desideravano: dagli attori, ai cantanti, ai personaggi del
jet-set per la gioia dei fotografi che immortalavano volti e atteggiamenti
senza il filtro dei finestrini. Fino alla gente comune. La vettura aperta,
insomma, era sinonimo di benessere e spensieratezza. E l’Alfa Romeo non
poteva restare a guardare il successo della Fiat 1500-1600 S cabriolet
(vedi Automobilismo d’Epoca n. 19).
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