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I positivi risultati di vendita furono
immediati e incoraggiarono l’Alfa Romeo a completare la gamma già dall’anno
successivo con la 1,8 turbo da 155 CV: auto spiccatamente sportiva pensata
anche per
il Campionato Europeo Turismo. Altra faccia della stessa medaglia spoprtiva
era la 2.5 Quadrifoglio Verde con motore 6 cilindri a V: granturismo dalle
elevate prestazioni ma, allo stesso tempo, adatta
alla guida rilassata grazie all’erogazione piena anche ai regimi più bassi.
A richiesta offriva anche il differenziale autobloccante, utile per migliorare
la motricità in uscita dalle curve a corto raggio.
Alla turbo e alle V6 dedichiamo solo un rapido cenno: ce ne occuperemo
in futuro con un servizio specifico; ma sottolineiamo che - se non ci fosse
stata l’Iva pesante, che colpiva le auto a benzina oltre
i due litri - sarebbe stata proprio la 2.5 la motorizzazione ideale per
sfruttare l’ottima base telaistica della 75. Ci limitiamo ad aggiungere
che la Turbo e la V6 si distinguevano
dalle sorelle minori sul piano estetico per la scritta identificativa e
per le ruote in lega leggera con cinque colonnette di fissaggio. La turbo,
in particolare, aveva i paraurti in tinta con la carrozzeria. All’interno
l’allestimento era comune a tutte le versioni, fatto salvo il tessuto
della selleria e dei pannelli porta.
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