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Per ottenere questo risultato non
fu necessario stravolgere
la già valida profilatura maggiore lunghezza del corpo vettura. Passato
il momento della contestazione
verso le automobili di una certa classe, viste solo come
bene “di lusso” da
condannare per partito preso, torna in auge
la voglia di guidare
e di esprimere una personalità sportiva. Il
frontale della 75, caratterizzato da forme trapezoidali visibili nella
calandra e nel taglio
dei fari, risponde a questo nuovo atteggiamento
del pubblico e pone
perciò in maggiore evidenza un aspetto che ha
sempre caratterizzato le Alfa Romeo: le prestazioni. Il tema del
trapezio è ripreso dai
gruppi ottici posteriori, a loro volta collegati
da un profilo catarifrangente
arancione che risolve esteticamente lo
“scasso” del portatarga. Due dettagli permettono di distinguere
la 2.0 dalle sorelle
minori e da quella a gasolio: il trasparente che ricopre
gli indicatori di direzione
anteriori è bianco anziché arancione e
la fascia centrale dei paraurti è dipinta in tinta carrozzeria.
La vista laterale ha
lo stesso taglio del padiglione della Giulietta,
ma evidenzia in modo
diverso la linea a cuneo grazie a un particolare
di grande efficacia:
il profilo in plastica che percorre l’intera
fiancata sulla linea
di cintura e marca, nella parte dietro, il cambiamento
di inclinazione del
volume di coda. E’ solo un dettaglio, ma
contribuisce a snellire la fiancata e a rendere diversa la 75 dalla
Giulietta. Questo stesso motivo percorre il bordo del cofano baule,
donando un tocco di
personalità alla vettura tale da renderla facilmente
riconoscibile.
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