DIESELGATE, questa volta tocca a Daimler-Mercedes?

21 February 2018
a cura di Redazione Automobilismo
DIESELGATE, questa volta tocca a Daimler-Mercedes?
Lo scandalo sulle emissioni sembra non avere fine con nuove accuse al diesel in arrivo da oltre Oceano.

Le ferite del Dieselgate, che ha coninvolto il Grupo VAG (Volkswagen), non sono ancora guarite che un nuovo scandalo o presunto tale appare alla ribalta. Questa volta ad essere accusata e forse coinvolta parrebbe essere un'altra Casa tedesca premium, stiamo parlando della Daimler (Mercedes). Naturalmente le accuse arrivano sempre dagli Usa dove il diesel è visto meno bene rispetto al Vecchio Continente e dove sembra esserci ormai un vero e proprio accanimento.

Uno scenario già visto...

Secondo le anticipazioni, pubblicate dall'edizione domenicale della Bild, il costruttore tedesco avrebbe fatto ricorso a software illegali per il superamento dei tanto severi test d'inquinamento. All'interno della centralina di gestione di alcuni motori a gasolio, prodotti e venduti negli Stati Uniti dalla Mercedes-Benz, gli investigatori avrebbero rilevato la presenza di due software potenzialmente pericolosi poiché in grado di rilevare quando l'auto è sottoposta a un ciclo di omologazione su banco prova o a un test di rilevamento delle emissioni nocive e di intervenire così da garantire valori ottimali durante i test in laboratorio.

DIESELGATE, questa volta tocca a Daimler-Mercedes?

Slipguard e Bit 15

Secondo il quotidiano tedesco le emissioni di Ossidi d'Azoto (Nox) nella vita reale sarebbero fino a 10 volte superiori a quelle rilevate durante i test laboratorio e previste dai limiti di legge americani. Chiamati Slipguard e Bit 15, i due software agirebbero in modo ben preciso e distinto. Il primo sarebbe in grado di riconoscere quando l'auto viene sottoposta a un collaudo in laboratorio così da attuare particolari procedure per ridurre quanto più possibile le emissioni allo scarico. Il secondo, invece, sarebbe in grado di disattivare queste particolari strategie motore, così da inibire i sistemi di trattamento e riduzione delle emissioni, una volta che l'auto abbia percorso almeno 16 miglia (25,7 km) di guida su strada reale.

DIESELGATE, questa volta tocca a Daimler-Mercedes?

Possibili prove

Il quotidiano tedesco avrebbe, inoltre, rincalzato la dose pubblicando a testimonianza alcune importanti mail nelle quali gli ingegneri di Stoccarda avrebbero evidenziato i loro dubbi in merito alla legalità nell'utilizzare software come quelli appena descritti. La Casa della Stella non ha per ora ne smentito ne confermato ma ha dichiarato che è già in atto una piena collaborazione tra la Casa tedesca e le autorità americane per portare alla luce quale sia la vera verità.

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