Bugatti significa una storia centenaria ma “la” Bugatti è certamente la Type 35, una sagoma che tutti conoscono e che per molti rappresenta l’auto sportiva per eccellenza in senso assoluto.
La linea della “35” è di disarmante semplicità: vista in pianta, si tratta di due parentesi che si uniscono per i vertici nella parte posteriore e nello scultoreo radiatore nel frontale. Nel suo disegno generale sono incastonati dettagli che paiono pensati e realizzati come piccole opere d’arte. Dai cerchi della versione da corsa - in alluminio e composti da più elementi, per di più con il tamburo dei freni incorporato - di modernità stupefacente, al tappo del radiatore esempio di design industriale “acculturato”: è evidente che la superficie fatta di piccole protuberanze a forma piramidale è funzionale a permettere di fare forza per serrare o svitare il tappo, ma - vero o falso che sia - piace credere alla tesi secondo cui quella lavorazione dell’impugnatura sia un clin d’oeil (ammiccamento, ndr), come dicono i francesi, alle origini ferraresi della famiglia Bugatti. Le piccole protuberanze puntute sarebbero un omaggio alla facciata del Palazzo dei Diamanti della città emiliana.
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