Bollo auto europeo: potrebbe diventare realtà

13 June 2018
a cura di Redazione Automobilismo
Bollo auto europeo: potrebbe diventare realtà
Se dovesse entrare in vigore cosa potrebbe cambiare per gli automobilisti dell’Unione Europea?

La proposta è giunta al Parlamento Europeo che dovrà decidere se farla diventare o meno una realtà. Ciò che è certo però è che se dovesse diventare una tassa europea unificata sarà allora sempre più improbabile la sua dipartita, con buona pace di tutti gli automobilisti soprattutto italiani. Vediamo però con la sua entrata in vigore cosa potrebbe cambiare per i possessori di automobili del Vecchio Continente.

Bruxelles ringrazia

La prima differenza sarà sicuramente l’Ente che beneficerà di questo ingente gettito. Se fin’ora, almeno per noi italiani, la riscossione del bollo auto era effettuata dallo Stato italiano e per questo finiva nelle tasche dell’erario, con l’avvento del bollo europeo questo prelievo verrà effettuato direttamente da Bruxelles il quale beneficerà di tutti i nostri “sudati” quattrini.

Più guidi e più paghi

La seconda differenza, forse la più importante per tutti gli automobilisti, sarà che la tassa di possesso diventerà una imposta proporzionale cioè stabilita in base all’incrocio tra i dati sul chilometraggio percorso da tale automobile e i dati relativi alla classe di inquinamento della suddetta vettura. Insomma, più guidi e più inquini e più paghi!

Addio privacy

Una tale strategia di misurazione porterà sicuramente all’introduzione di una moderna e avanzata scatola nera, molto più evoluta di quella adottata attualmente dalle compagnie assicurative, che consentirà agli organi competenti sia di tenere sotto controllo i chilometri percorsi da parte di ciascuna autovettura che di registrare e inoltrare il tasso di inquinamento prodotto da ogni singola auto.

Introduzione graduale

Per fortuna per ora stiamo parlando solamente di una proposta che dovrà essere messa al vaglio non solo della Commissione Europea ma anche da parte di ogni singolo Paese membro dell’Unione. Proprio per questo, in teoria, il bollo europeo non dovrebbe trovare applicazione prima del 2023, quando la nuova normativa si applicherà unicamente ai mezzi pesanti, o del 2026 quando la nuova tassa coinvolgerà tutti i veicoli di ogni classe e categoria.

Esenzioni immutate

Tali novità non influenzerebbero, però, sui benefici fiscali già riconosciuti in base alla legge 104/92. Chiunque abbia diritto, in seguito a gravi invalidità o alla presenza nel nucleo familiare di portatori di handicap, all’esenzione del bollo in Italia non perderà tale privilegio in seguito all’introduzione della nuova tassa europea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta